Chiudi
Cerca nel sito:

Marmettola, l’insidia arriva dalle cave

Condividi l'articolo

Nelle cave l’estrazione e la lavorazione del materiale genera uno scarto chiamato marmettola, che dispersa nell’ambiente ha pesanti conseguenze, soprattutto sui fiumi e le acque di falda.

Non solo blocchi di marmo o granito destinati ad essere trasformati in pezzi di arredo e pavimenti. Nelle cave l’estrazione e la lavorazione del materiale genera uno scarto chiamato marmettola: una sorta di fango formato per il 25 – 35% da acqua e poi polvere di roccia, tracce di acciaio diamantato delle lame usate per il taglio, terriccio e, in caso di impianti obsoleti, residui di olii o grassi minerali sversati dalle macchine di lavorazione. Se si disperde e si accumula nell’ambiente, la marmettola riempie gli interstizi e impermeabilizza le superfici, alterando gli habitat di molte specie animali e vegetali. Il fondo dei fiumi dove si deposita subisce una sorta di cementificazione, con l’effetto di rendere molto più rapido lo scorrimento superficiale delle acque. Se infiltrata nel reticolo carsico invece, la marmettola modifica i percorsi delle acque sotterranee, causando l’intorbidamento delle sorgenti o nei casi peggiori il loro prosciugamento. Per evitare impatti sull’ambiente i residui di lavorazione non devono essere abbandonati in cava. Secondo Arpat Toscana, molto attiva nel monitoraggio del distretto estrattivo delle Apuane, il quantitativo di marmettola regolarmente raccolta e poi destinata allo smaltimento o agli impianti di trattamento è basso. Emerge dai numeri contenuti nei MUD (Modello unico di dichiarazione ambientale), attraverso i quali le imprese dichiarano quantitativi e tipologia dei rifiuti prodotti.

Possibilità di riutilizzo

La marmettola prodotta dall’attività di estrazione e lavorazione del marmo nel distretto Apuo-Versiliese è conferita, per la maggior parte, all’impianto di produzione di biossido di titanio di Scarlino (GR) della Huntsman Tioxide, dove viene utilizzata come agente neutralizzante degli effluenti acidi. Qualche altra possibilità di riutilizzo esiste nei cementifici, in edilizia, nelle opere civili o nei recuperi ambientali. Nelle discariche la marmettola è spesso impiegata come sigillante per impermeabilizzare il fondo e i fianchi della struttura. Certo le possibilità di impiego sono legate alla composizione chimica della miscela. Per essere ecologicamente vantaggiosa, la trasformazione di scarti o sottoprodotti in nuovi manufatti deve essere strettamente controllata, per non rappresentare, a sua volta, una fonte di inquinamento.

Condividi l'articolo
Redazione

Ultime Notizie

Cerca nel sito