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Quali alberi piantare per pulire l’aria

acero riccio
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A Giarre Coldiretti ha realizzato un’oasi “salva clima” per assorbire gli inquinanti e mitigare gli effetti del surriscaldamento globale. Un’esperienza da replicare anche indoor

Piantumare alberi e piante per ridurre l’inquinamento atmosferico e mitigare il surriscaldamento climatico è una strada adottata da Regioni, Comuni e associazioni ambientaliste. Ma bisogna scegliere quelli giusti.
Coldiretti mette a disposizione delle comunità locali le sue conoscenze per individuare il verde più efficace nel catturare gli inquinanti. Il primo esperimento di oasi “salva clima” è stato realizzato a Giarre (Catania). Una scelta non casuale, dato che qui, l’estate scorsa, si sono registrate le temperature più alte d’Italia, sfiorando i 50 C°. Obiettivo del progetto, infatti, non è solo catturare gli inquinanti, ma anche mitigare gli effetti del riscaldamento globale che provocano il frequente alternarsi di maltempo e caldo tropicale.
“Si tratta di un primo esempio, da moltiplicare nelle aree urbane italiane – sottolinea Ettore Prandini Presidente Coldiretti – per contribuire al raggiungimento dell’obiettivo di piantare 1.000 miliardi di alberi nel mondo, entro il 2030”. Un’indicazione che arriva dall’ultimo G20 sul clima.

Quali sono le piante salva aria

In Italia ogni abitante dispone di poco meno di 34 metri quadrati di verde urbano, con una situazione preoccupante per i grandi centri. Si oscilla dai 15 metri quadrati di Messina ai 17 di Roma, quasi 18 di Milano e 22 di Firenze. “Serve più verde a disposizione dei cittadini” afferma Prandini.
Certo la quantità degli alberi non è sufficiente. Per migliorare la qualità dell’aria è necessario piantumare quelle più adatte a catturare i gas serra: bagolaro, ligustro, alloro, siliquastro, photinia, viburno, acero riccio, olmo, betulla verrucosa, tiglio.
Il contributo che possono dare è notevole. L’acero riccio, ad esempio, può assorbire fino a 3.800 chili di CO2 in vent’anni, contribuendo anche all’abbattimento delle isole di calore.
Non bisogna dimenticare l’inquinamento indoor in case e uffici, dove possono essere presenti composti organici volatili come benzene, toluene, etilbenzene, xilene, formaldeide, sostanze emesse da sigarette, detergenti o vernici utilizzate negli arredi. Le piante migliori sono spatifillo, dracena, ficus, anturio, edera, erica, felce e potus.

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Redazione

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