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Quando una bonifica è realmente sostenibile?

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La sostenibilità di una bonifica non dipende solo dalle scelte tecnologiche: caratterizzazione del sito, obiettivi di bonifica e gestione delle informazioni hanno un ruolo determinante. Per questo la normativa italiana va aggiornata.  

La sostenibilità nella bonifica dei siti inquinati viene generalmente indicata come quel “processo di gestione e bonifica di un sito inquinato finalizzato ad identificare la migliore soluzione che massimizzi i benefici della sua esecuzione dal punto di vista ambientale, economico e sociale, tramite un processo decisionale, condiviso con i portatori di interesse” (SuRFItaly, 2013). Come identificare la soluzione effettivamente migliore, e gli aspetti che contano realmente in questo processo, è una questione aperta tra gli operatori del settore, che richiede ancora grande attenzione e una necessaria aperta discussione a riguardo. Tra i fattori che concorrono a identificare la soluzione più sostenibile (che includono gli ostacoli procedurali, la possibilità di riqualificare in modo ragionevole le aree in oggetto, le risorse effettivamente disponibili, etc.) gli aspetti tecnologici rivestono certamente un ruolo chiave.

Tecnologie per una bonifica sostenibile: le Nature Based Solutions

Tra le possibili “migliori” soluzioni tecnologiche ci sono le cosiddette Nature Based Solutions, e cioè quelle tecnologie di trattamento basate sull’utilizzo di processi naturali, economicamente sostenibili ed ecocompatibili, più facilmente accettabili dall’opinione pubblica. Certamente delle importanti alternative ai tradizionali trattamenti di natura chimico-fisica. 

Negli ultimi due decenni la ricerca scientifica ha contribuito ad un aumento esponenziale delle conoscenze relative alle dinamiche di contaminazione ed alle interazioni dei contaminanti con le matrici ambientali. Inoltre, sono ormai disponibili tools microbiologici in grado di identificare agevolmente i microorganismi attivi nella degradazione degli inquinanti, fino a determinarne l’attività specifica nei singoli passaggi del processo degradativo. Questi progressi hanno reso i processi di biorisanamento una delle opzioni tecnologiche maggiormente adottate nella bonifica di siti contaminati da idrocarburi da petrolio e solventi clorurati, alcuni degli inquinanti più diffusi. Particolare attenzione viene anche posta alla circolarità del processo, cercando di valorizzare i prodotti di scarto o promuovendo l’uso più efficiente possibile delle risorse disponibili.

Nature based solution per la bonifica degli acquiferi contaminati

Un ottimo esempio di Nature Based Solution e di circolarità applicata è rappresentato da una tecnologia di bonifica degli acquiferi contaminati da solventi clorurati basata sull’accoppiamento della declorazione riduttiva biologica (BRD), mediata dai microorganismi naturalmente presenti nelle matrici ambientali affette da questa tipologia di contaminanti, con l’adsorbimento su biochar, un materiale carbonioso ottenuto come sottoprodotto dalla valorizzazione energetica di biomasse di scarto. Il tutto, supportato dall’utilizzo di un polimero biodegradabile – ottenuto dalla valorizzazione della frazione organica di rifiuti urbani – come donatore di elettroni, utili al processo di degradazione biologica.

Il processo di BRD avviene a carico di microorganismi che si selezionano naturalmente in presenza di una contaminazione da solventi clorurati. Questi microorganismi, della famiglia dei Dehaloccocoides Ethenoges, si adattano alla presenza dei contaminanti e li utilizzano per le proprie funzioni fisiologiche, come fonte di energia e di carbonio, convertendoli poi in sostanze non tossiche. Per far questo è necessaria però la presenza di un donatore di elettroni che consenta la realizzazione degli step degradativi e che può essere fornito da una sostanza organica facilmente degradabile (spesso assente nelle condizioni naturali). Aggiungere questo elemento mancante per lo svolgimento del processo risulta, molto spesso, l’elemento chiave per l’efficacia della degradazione. Nel processo in esame il donatore di elettroni è un polimero biodegradabile (un poli-idrossi-alcanoato) che viene prodotto nel processo di valorizzazione degli scarti organici (residui alimentari, scarti vegetali o frazione organica di rifiuti solidi urbani). L’adsorbimento su biochar favorisce il processo perché costituisce un supporto ottimale per la crescita dei microorganismi, aumenta il tempo di contatto con i contaminanti e consente una più efficace degradazione fino ai prodotti non tossici.

Il processo, studiato su scala pilota anche nell’ambito di un progetto finanziato dal PNRR, ha dimostrato la sua efficacia ed è prevista una sua successiva applicazione su piena scala.

Figura: Rappresentazione schematica del processo combinato e dell’azione sinergica delle varie famiglie di microorganismi

La tecnologia giusta non è sufficiente a rendere una bonifica sostenibile

L’efficacia di qualsiasi soluzione tecnologica adottata nella bonifica dei siti inquinati, e quindi il successo nell’effettiva rimozione della sorgente attiva o nel contenimento della migrazione dei contaminanti, è legata ad una molteplicità di aspetti, che non necessariamente sono strettamente legati al processo. La tecnologia identificata potrebbe anche essere la più efficace possibile, ma se applicata senza una robusta caratterizzazione del sito, ad esempio, non consentirebbe il raggiungimento degli obiettivi. Altrettanto importante ai fini della sostenibilità, è la definizione di obiettivi di bonifica realmente raggiungibili, in tempi e costi ragionevoli. Su questo aspetto la normativa italiana appare indiscutibilmente troppo rigida e richiede un necessario aggiornamento alle attuali conoscenze.

Il concetto di sostenibilità, applicato alla bonifica dei siti inquinati, non può dunque limitarsi  al solo processo ma deve necessariamente includere altri aspetti, tenendo conto anche della grande disponibilità di nuove tecnologie di caratterizzazione (nella sfera geologico/idrogeologica, chimica e biologica) e degli strumenti di visualizzazione e gestione delle informazioni a supporto della costruzione di modelli concettuali, fondamentali nella predisposizione delle migliori strategie di intervento.

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