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Al via le consultazioni pubbliche sugli interventi nei Sin

SIN
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Il Mite ha messo a punto uno schema di decreto ministeriale aperto alle osservazioni di categorie, enti, associazioni e imprese del settore. C’è tempo fino al 4 febbraio per presentare eventuali proposte

L’obiettivo è definire le procedure per la messa in sicurezza delle aree inquinanti, in modo da velocizzare gli iter di realizzazione degli interventi, ma senza abbassare la guardia sul tema dei controlli. Il Ministero della Transizione ecologica ha messo a punto uno schema di decreto ministeriale che disciplina le categorie di interventi all’interno dei siti contaminati di interesse nazionale (Sin) che non necessitano di valutazione da parte del Mite stesso, invitando i soggetti interessati a inviare valutazioni, osservazioni e suggerimenti per arrivare alla definizione del testo definitivo. Sono una cinquantina i destinatari individuati dal Ministero: si tratta di organizzazioni istituzionali come la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome o l’Anci, i Commissari straordinari dei Sin, oppure associazioni di categoria come Confindustria e Fise o aziende del settore. I destinatari hanno tempo fino al 4 febbraio per inviare le loro comunicazioni all’indirizzo ria@pec.minambiente.it

Quattro tipologie di interventi

Lo schema prevede quattro tipologie di lavori: interventi che non interferiscono con le matrici ambientali, perchè non comportano scavi, perforazioni, movimentazioni e asportazioni di suoli e possono essere realizzati senza alcun onere o titolo abilitativo; opere che possono essere realizzate mediante relazione tecnica asseverata, come quelle che puntano al superamento delle barriere architettoniche adeguando gli immobili alle esigenze dei disabili, in merito alle quali vengono definite esatte procedure; lavori che possono essere realizzati in presenza di attività di messa in sicurezza operativa, mediante comunicazione; infine interventi soggetti a valutazione delle interferenze, realizzabili a condizione che siano compatibili con le tecnologie di bonifica previste per l’area, anche questi con specifica delle procedure da seguire.

I controlli

Al di là della normativa generale, lo schema di decreto affida le funzioni di controllo in merito al rispetto della normativa a Province e Agenzie regionali di protezione ambientale territorialmente competenti, con queste ultime che limitano il loro campo di intervento agli aspetti tecnico-costruttivi e ambientali. Il testo specifica i requisiti necessari per superare i controlli precisando che i parametri ambientali “non possono ritenersi rispettati qualora le indagini condotte rilevino, a qualsiasi profondità, la presenza di rifiuti”. Lo schema di decreto è disponibile al link: http://bonifichesiticontaminati.mite.gov.it/wp-content/uploads/2022/01/Schema-decreto-interferenze-per-consultazione.pdf

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