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Arrivano gli spaghetti alla spirulina

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Ricca di nutrienti, richiede poca acqua ed energia: la spirulina è un vero e proprio cibo del futuro. Due aziende pugliesi la utilizzano per produrre spaghetti, risparmiando risorse e CO2.

Se si superano i pregiudizi che spesso gli italiani hanno in fatto di innovazione culinaria, la notizia è degna di grande interesse. Se non necessariamente per il palato, quanto meno per il futuro dell’ambiente. Andriani, azienda di Gravina in Puglia (Bari) specializzata nella produzione di pasta senza glutine, e ApuliaKundi, start-up pugliese che produce l’alga spirulina, hanno avviato la produzione di spaghetti alla spirulina.

Le virtù della spirulina

Di spirulina ultimamente si parla molto, perché numerose ricerche mettono in evidenza le qualità di questa alga azzurra, fonte di vitamina B12 e proteine di origine non animale. Più che una scoperta si tratta di una riscoperta, dato che quest’alga era ampiamente utilizzata già dagli Aztechi, grazie alla sua ampia disponibilità nei laghi salati messicani. Secondo alcuni studi la spirulina sarebbe in grado di contrastare l’insorgere di alcune forme cancerogene e migliorare i livelli di colesterolo nel sangue. Conclusioni che non tutta la comunità scientifica condivide, alla luce del fatto che non è un alimento facilmente assorbibile dall’organismo umano. Sta di fatto che la Fao, agenzia delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, ne parla come “cibo del futuro” e vi dedica periodici approfondimenti. In caso di denutrizione il suo contributo può essere rilevante per prevenire l’insorgere di anemie e fornire vitamine, grassi, proteine e amminoacidi. Non solo: con l’obesità sempre più diffusa – non solo in Occidente – viene spesso prescritta l’assunzione di preparati a base di spirulina, che danno un senso di sazietà grazie all’abbondanza di nutrienti. Non ultimo, coltivare spirulina contribuisce all’abbattimento dei gas serra, catturando CO2 e restituendo ossigeno; la sua produzione non causa erosione del terreno né deforestazione, non richiede l’utilizzo di pesticidi o erbicidi e necessita di meno acqua ed energia di qualunque altro alimento.

La novità made in Puglia

Le aziende che stanno collaborando al progetto fanno sapere che l’acqua in cui è coltivata l’alga è la stessa già utilizzata per il processo di produzione della pasta negli stabilimenti di Andriani, recuperata e purificata attraverso un impianto di ossidazione, abbinato ad uno di osmosi inversa. Una volta raccolta, la spirulina viene pressata, estrusa ed essiccata a freddo per circa 14 ore, in modo da preservare le sue caratteristiche nutrizionali. Successivamente parte dell’alga è aggiunta alla farina di riso integrale e trafilata per produrre la pasta biologica di Andriani, venduta con il marchio Felicia. La parte restante è utilizzata da ApuliaKundi per realizzare stick, compresse e altri prodotti già in commercio. “Questo processo produttivo – spiega il presidente della società barese Michele Andriani – assicura un recupero d’acqua pari al consumo quotidiano di un grattacielo di venti piani”. Il progetto si inserisce nel percorso verso l’azzeramento delle emissioni entro il 2025 di Andriani, che a tale scopo ha già realizzato la copertura dei tetti aziendali con pannelli fotovoltaici e si è dotato di un impianto di trigenerazione; il prossimo passo sarà la produzione di biogas dalla fermentazione delle biomasse provenienti dalle filiere agroalimentari limitrofe, che con un upgrade diventerà biometano.

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