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Dagli scarti delle olive all’asfalto: l’innovativo progetto spagnolo

Scarti delle olive: una strada
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E se fosse possibile evitare di gettare via gli scarti di lavorazione delle olive, recuperarli e riutilizzarli nell’urbanistica? In Spagna è cominciata la sperimentazione che vede la sansa impiegata come fondo stradale. Si tratta di una destinazione d’uso nuova, mai considerata per il prodotto. L’idea pare poter avere un futuro, dal momento che i primi risultati sono incoraggianti. Vediamo in che cosa consiste questa avveniristica tecnologia, interamente basata sugli scarti delle olive.

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La sansa delle olive: ingrediente imprescindibile

Un ruolo di primo piano, nel progetto spagnolo, lo gioca la sansa delle olive. Si tratta di un sottoprodotto del processo estrattivo dell’olio extravergine. Si compone di diverse parti del frutto che non vengono molite in frantoio. La parola sansa è quindi un termine collettivo che indica buccette, frammenti di nocciolino e residui di polpa. Da questi si può estrarre olio alimentare di bassa qualità che ha degli utilizzi nell’industria. Per ottenerlo occorre però utilizzare specifici solventi e coordinare vendita e trasporto di un prodotto per il quale c’è scarso interesse commerciale. Per tal motivo, si preferisce destinare la sansa a divenire combustibile per caldaie a biomassa o trasformarla in biogas.

Dalla scorsa estate, a seguito dell’esperimento spagnolo che ha dato nuova vita agli scarti delle olive, è anche possibile rendere questo sottoprodotto un componente della miscela che forma l’asfalto carrabile delle strade. Chi ne voglia un esempio, può recarsi nella Junta da Castilla y León e percorrere il tratto dell’autostrada A-601 che mette in comunicazione Segovia e Valladolid.

Scarti delle olive nell’asfalto

La sansa di olive non è completamente secca. Mantiene infatti ancora una percentuale di materia grassa al suo interno. La separazione tra le due non può essere portata avanti in frantoio, dove le norme europee del protocollo di sicurezza alimentare HACCP consentono soltanto il trattamento dell’oliva, non quello del suo sottoprodotto. Il processo va eseguito in sansificio. La Spagna è il maggior produttore mondiale di olive e stava ricercando da tempo un utilizzo alternativo per un prodotto che ha a disposizione in enorme quantità. L’idea di applicarla all’asfalto non nasce sulla penisola iberica, bensì arriva dai confini dell’Europa.

Scarti delle olive nell'asfalto: fessurazione
Una miscela con scarti delle olive può rafforzare il bitume, rendendolo più resistente alla fessurazione.

L’intuizione turca

I primi a pensare di inserire gli scarti delle olive nell’asfalto furono i turchi Engin Yener e Mehrzad Mohabbi Yadollahi. Nel 2013, durante l’International Conference on Civil Engineering Architecture and Urban Sustainable Development, tenutasi a Tabriz, in Iran, i due ricercatori esternarono le loro conclusioni. L’intervento tenuto dai due era proprio intitolato The effect of olive pomace on asphalt binder properties, ovvero l’effetto della sansa di oliva sulle proprietà del legante dell’asfalto.

I risultati resi noti dai due erano incoraggianti. Secondo l’esito della ricerca era possibile inserire la sansa nella miscela bituminosa. Il trattamento suggerito era quello di portare avanti operazioni aggiuntive sulla sansa cruda, fino a ottenere un prodotto finale sotto forma di polvere oleosa, finissima e integralmente priva di acqua. Avendo a disposizione una sansa di questo tipo, i risultati erano visibilmente vantaggiosi: il materiale mostrava elevata resistenza alla fatica e ai danni da fessurazione. In aggiunta, si difendeva bene dagli strappi a causa di un concreto miglioramento del legame tra l’aggregato e il rivestimento in asfalto. Insomma, la teoria si era espressa e ora occorreva soltanto una prova pratica.

I test sugli scarti delle olive nell’asfalto

Tra i molti incuriositi dall’intervento dei due ricercatori turchi c’era Kun Zhang, professore presso il Dipartimento di Ingegneria Civile alla California State University. Questi ideò una ricerca, di cui è primo firmatario, intitolata Develop a commercially-ready natural asphalt modifier using olive pomace to improve asphalt pavement performance. Traducendo, lo studio si concentra sullo sviluppo di un legante di asfalto naturale pronto per il commercio, utilizzando la sansa di olive per migliorare le prestazioni della pavimentazione.

Questa volta, il team di ricerca portò avanti test su strada ed evidenziò come i leganti per asfalto modificati con sansa dimostrassero effettivamente una elevata resistenza alla fessurazione. Tale fenomeno, indotto dalla combinazione tra naturale ossidazione della superficie bituminosa e disgregamento dovuto alla fatica e all’attrito con le gomme dei veicoli, risultava meno gravoso rispetto ai dati di una simile strada asfaltata senza innesti di sansa. Lo studio sottolineava inoltre come l’impiego di questo legante potrebbe favorire l’incorporazione di rifiuti asfaltici, a beneficio della sostenibilità e della riduzione degli scarti.

La scommessa spagnola

Forti di queste sensazioni positive, gli spagnoli hanno deciso di mettere alla prova questa nuova formula di bitume. La miscela utilizzata è ancora sperimentale, dal momento che si desiderano raccogliere dati sul medio-lungo periodo. Si tratta di un composto semiriscaldato e arricchito con sansa e additivi derivati da olio d’oliva. La speranza del governo iberico è di fornire nuove entrate ai tanti produttori di olive messi all’angolo dal cambiamento climatico e creare un asfalto che sia più sicuro ed ecologico.

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Mattia Mezzetti

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