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Inquinamento chimico oltre i limiti di tolleranza del pianeta

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Uno studio pubblicato su Environmental Science & Technology sostiene che l’inquinamento chimico ha superato le possibilità di essere metabolizzato dalla Terra. Gli autori chiedono l’introduzione di limiti fissi alla produzione e il rilascio di sostanze chimiche.

L’economista Kate Rawort, che ha teorizzato l’Economia della Ciambella, pone come limite alla crescita e allo sviluppo economico i confini planetari, i tetti ambientali oltre i quali la biosfera smette di funzionare come ha fatto nelle ultime migliaia di anni, con conseguenze per tutti gli esseri viventi. La scienza ha dimostrato che questi confini sono stati superati ad esempio con le emissioni di anidride carbonica e degli altri gas climalteranti che hanno innescato la crisi climatica. Secondo una ricerca pubblicata su Environmental Science & Technology, questi limiti sono stati superati anche in tema di inquinamento chimico. Ragion per cui qualche giorno fa, in Kenya, l’Assemblea dell’ONU per l’ambiente (UNEA-5) ha approvato una risoluzione per la nascita di un panel di scienziati proprio per contribuire alla sana gestione delle sostanze chimiche, dei rifiuti e per prevenire l’inquinamento.

Il superamento dei confini planetari

“Sosteniamo – scrivono gli autori della ricerca – che lo spazio operativo sicuro all’interno del confine planetario sia superato, se consideriamo le nuove entità. Poiché la produzione annuale e i rilasci stanno aumentando a un ritmo che supera ormai la capacità globale di effettuare valutazioni e monitoraggi”. L’insieme delle cosidette nuove entità, spiegano, “si riferisce ad elementi che sono nuovi in senso geologico e che potrebbero avere impatti su larga scala, minacciando l’integrità dei processi del sistema Terra”. I ricercatori fanno alcuni esempi per rendere comprensibile il significato di questo superamento.
L’inquinamento da plastica ha raggiunto la cima dell’Everest e il fondo degli oceani. “La massa totale della plastica ora supera la massa totale di tutti i mammiferi viventi – ha spiegato al Guardian la professoressa Bethanie Carney Almroth dell’Università di Göteborg, una delle autrici della ricerca – questa è un’indicazione abbastanza chiara che abbiamo oltrepassato un confine”.
Il numero di composti chimici registrati è enorme, circa 350.000. “C’è stato un aumento di cinquanta volte nella produzione di sostanze chimiche dal 1950 e si prevede che triplicherà entro il 2050. Tra queste plastica, pesticidi, prodotti chimici industriali, sostanze associate ai prodotti di consumo, farmaci e antibiotici: elementi frutto di attività umane che hanno effetti in gran parte sconosciuti sul sistema Terra”, spiega Patricia Villarrubia-Gómez, assistente di ricerca presso lo Stockholm Resilience Center (SRC), altra autrice dello studio. L’inquinamento chimico minaccia i sistemi terrestri danneggiando i processi biologici e fisici che sono alla base di tutta la vita. I pesticidi, ad esempio, oltre ai loro bersagli diretti spazzano via molti altri insetti che sono fondamentali per tutti gli ecosistemi e, quindi, per garantire aria, acqua e cibo puliti. “Il ritmo con cui le società stanno producendo e rilasciando nuove sostanze chimiche nell’ambiente – aggiunge Villarrubia-Gómez – non è coerente col rimanere all’interno di uno spazio operativo sicuro per l’umanità”.

Limiti di emissione nella biosfera, come per la CO2

Determinare se l’inquinamento chimico ha oltrepassato un confine planetario è complesso, perché non è stata definita una linea di base, come quella usata per la crisi climatica (il livello preindustriale di CO2nell’atmosfera). Inoltre, gli scienziati riconoscono che i dati a disposizione a volte sono limitati. Nonostante questo “ci sono prove che le cose stanno andando nella direzione sbagliata”, ha affermato Bethanie Carney Almroth. Non c’è dubbio, dunque, si legge nella ricerca, “che l’umanità sta attualmente operando al di fuori del confine planetario”. Per questo motivo gli autori chiedono una regolamentazione internazionale più rigida e un limite fisso alla produzione e al rilascio di sostanze chimiche, al pari di quanto previsto per le emissioni di carbonio in atmosfera.

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Redazione

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