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La no profit per la gestione dell’acqua sostenibile e innovativa

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Imagine H2O è un’organizzazione no profit che sostiene progetti e imprese che sviluppano soluzioni innovative per combattere la scarsità idrica. Un problema che colpisce più del 40% della popolazione globale.

È atteso per fine gennaio il vincitore della quarta edizione dell’Urban Water Challenge, il concorso organizzato da Imagine H2O a sostegno di imprenditori che sviluppano soluzioni tecnologiche per la gestione sostenibile delle acque nelle città costiere. Il premio assegnerà quest’anno quasi 400mila dollari per finanziare progetti pilota innovativi. Imagine H2O è un’organizzazione senza scopo di lucro, con base negli Stati Uniti e in Asia, che sostiene e promuove start up nel campo della gestione idrica: trattamento e riutilizzo delle acque reflue, qualità dell’acqua, rilevamento delle perdite, trattamento e accesso all’acqua potabile, monitoraggio da remoto, gestione dei rischi, software e automazione, agricoltura di precisione sono tra le principali aree di interesse delle aziende entrate a fare parte del portfolio dell’organizzazione nata nel 2009. Ad oggi Imagine H2O ha supportato oltre 150 start up assegnando fondi per oltre un milione di dollari a progetti pilota, ha fornito analisi di mercato e tutoraggio pratico e, grazie alla sua rete di investitori e clienti, ha raccolto 500 milioni di dollari di investimenti per le start up assistite.

Obiettivo acqua potabile e servizi igienici per tutti

Circa 1.100 start up di 65 Paesi diversi hanno chiesto di aderire ai programmi dell’organizzazione: programmi di “innovazione” e di “accelerazione”, quali Imagine H2O Flagship Accelerator, Imagine H2O Asia Accelerator e la già citata Urban Water Challenge, per una gestione sostenibile e più intelligente delle risorse idriche. Lo scopo dell’organizzazione è quello di trovare soluzioni per promuovere l’obiettivo di sviluppo sostenibile numero 6 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite: acqua pulita e servizi igienici per tutti. Le Nazioni Unite riconoscono la centralità delle risorse idriche per lo sviluppo sostenibile, la tutela della salute e la riduzione della povertà. La scarsità d’acqua colpisce più del 40% della popolazione globale, con stime in aumento: secondo l’Onu entro il 2050 è probabile che almeno una persona su quattro sia colpita da carenza duratura o ricorrente di acqua potabile. E 2,4 miliardi di persone oggi non hanno accesso a servizi igienici di base.

Migliorare qualità dell’acqua ed efficienza di utilizzo

Tra i traguardi delle Nazioni Unite al 2030 c’è anche il miglioramento della qualità dell’acqua attraverso la riduzione dell’inquinamento. Un obiettivo da raggiungere bonificando le discariche abusive che rilasciano prodotti chimici e scorie pericolose nei terreni e nelle falde acquifere, dimezzando la quantità di acque reflue non trattate e aumentando considerevolmente riciclaggio e reimpiego sicuro di prodotti a livello globale. Altro obiettivo è l’aumento di efficienza nell’utilizzo di acqua in ogni settore, per ridurre in modo sostanzioso il numero di persone che subisce le conseguenze delle crisi idriche. Problemi che i progetti pilota in concorso potrebbero aiutare a risolvere offrendo, per esempio, soluzioni per contenere i costi crescenti del trattamento e della distribuzione dell’acqua potabile, progetti per il rinnovo degli impianti delle acque reflue, proponendo sistemi di sensori intelligenti per il rilevamento dei livelli delle precipitazioni e la prevenzione dalle inondazioni ma anche nuove tecnologie per la posa di acquedotti.

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