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Le PMI restano fiduciose nonostante la crisi climatica

PMI: gli imprenditori sono ottimisti sul futuro nonostante la crisi climatica
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Il panorama industriale italiano è popolato principalmente da PMI, ovvero piccole e medie industrie. Se escludiamo alcuni gruppi stranieri o holding indigene e molto ben strutturate, che hanno saputo crescere in maniera esponenziale e strutturarsi nel corso dei decenni, notiamo come la dimensione dell’industria nel nostro Paese sia principalmente quella micro o piccolo imprenditoriale.

Si definiscono PMI, per il diritto del lavoro, tutte quelle aziende che contano meno di 250 occupati – soglia a partire dalla quale si viene considerati una grande impresa – e che non fatturino più di 50 milioni di euro annui o registrino un totale di bilancio annuo non superiore a 43 milioni di euro. Queste aziende sono profondamente legate alle necessità e ai bisogni dei luoghi ove sono collocate e sono molto radicate localmente. Forse è proprio in questa caratteristica fondativa che queste imprese trovano la forza di affrontare le tante sfide che si pongono sul loro cammino. Ad esempio, quella della crisi climatica.

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La crisi climatica come anticamera di opportunità

In un articolo di Repubblica uscito in piena estate si faceva riferimento all’incrollante ottimismo delle PMI nei confronti della crisi climatica. Da una ricerca portata avanti dal formatore Gianluca Spadoni, in collaborazione con l’osservatorio Evolution Forum Business School per le PMI, è emerso che oltre il 75% delle piccole e medie imprese italiane sia fiducioso nel futuro, nonostante la crisi climatica.

I lavori preliminari al dossier hanno coinvolto più di 160 tra micro e piccoli imprenditori. A essi è stato chiesto di raccontare le proprie sensazioni relativamente ai prossimi anni, tenendo in considerazione il surriscaldamento globale e quanto potrebbe significare per il comparto imprenditoriale. Quel che è emerso dalle interviste è che 3 dirigenti aziendali su 4 sono fiduciosi, e pensano di restarlo nelle prossime settimane e mesi. Molti hanno rimarcato la vecchia massima secondo la quale alle grandi crisi seguano grandi opportunità.

Ciò non significa che non si auspichino aiuti governativi. Pressoché tutti gli imprenditori intervistati hanno affermato di attendersi un incentivo concreto da parte del governo. Tradizionalmente, hanno spiegato gli intervenuti, Roma tende sempre a rivolgersi alla media-grande impresa, trascurando le PMI. Eppure ci sarebbero provvedimenti urgenti da adottare al più presto, per agevolare l’operato dei gruppi più piccoli. Molti hanno chiesto un aiuto relativamente agli affitti di capannoni e negozi, i quali si stanno facendo insostenibili in numerose zone d’Italia.

Nonostante questa precisazione però, le sensazioni restano principalmente positive.

Lo stabilimento produttivo di una PMI con operai che discutono attorno a un imponente macchinario
Nonostante le grandi sfide che attendono le PMI in quest’epoca in cui il cambiamento climatico sta già mostrando il suo volto peggiore, gli imprenditori mostrano fiducia nel futuro

PMI: una ricetta per il futuro

Interpellati relativamente a quali passi andrebbero intrapresi dal governo, molti imprenditori (il 43% dei sentiti) hanno richiesto il sostegno agli affitti già evidenziato. È stato inoltre sollecitato un taglio del cuneo fiscale. Il 26% dei piccoli manager ha richiesto una rivisitazione di questo tipo per poter assumere più collaboratori, cosa oggi impossibile a causa del peso delle imposte. Sul gradino più basso del podio delle richieste troviamo la possibilità di pagare l’IVA per cassa, piuttosto che per competenza, come invece avviene oggi. Al 16% degli intervistati basterebbe poterlo fare anche per un solo anno fiscale, così da trattenere liquidità per crescere nonostante la crisi.

Nella ricetta per un futuro migliore, poi, non manca certo la lista dei problemi e delle zavorre da cancellare, sulla quale troviamo numerose criticità che non appaiono nuove. La burocrazia che costringe a rispettare numerose leggi e pare essere stata creata soltanto per ostacolare l’attività imprenditoriale; il costo del lavoro troppo elevato a causa della tassazione; le spese per affitti, energia, denaro e gli esosi interessi chiesti dalle banche. Tutti questi elementi rallentano le attività imprenditoriali.

Come spesso accade, l’imprenditore cerca di tirare quanta più acqua possa al proprio mulino in contesti come le interviste di questo panel. Eppure, nelle puntualizzazioni dei manager di PMI troviamo molti degli strutturali problemi che affliggono il nostro Paese.

Prospettive tutt’altro che rosee

Un simile spirito positivo è notevole. Vi sono previsioni tutt’altro che positive per il prossimo futuro. Le aziende situate in Emilia Romagna, Toscana, Liguria, Valle d’Aosta e lungo l’Appennino sono considerate ad alto rischio fisico e geologico. Quelle che non adotteranno in tempi brevi provvedimenti per tutelarsi dal cambiamento climatico avranno, nel 2050, il 25% di probabilità in più di default rispetto a oggi, e addirittura un rischio più alto del 44% rispetto a chi abbia già cominciato a investire tenendo in considerazione il fattore ambientale.

I dati sono stati elaborati da Cerved, tech company che aiuta il Sistema paese a proteggersi dal rischio e a crescere in maniera sostenibile, sulla base del Climate Stress Test promosso dalla BCE. Secondo il CEO di Cerved, Andrea Mignanelli:

“L’investimento che le PMI italiane dovrebbero sostenere per finanziare, fin da ora, il processo di transizione è di circa 203 miliardi di euro entro il 2050. Di questi, 137, cioè il 67%, nei prossimi 8 anni. La fetta più consistente riguarda il Nord (73,7 miliardi nel Nord Ovest e 54,8 nel Nord-Est), dove si concentra la gran parte delle attività produttive. È però al Sud che si deve intervenire subito, anche con un adeguato sostegno, per non incidere sui bilanci e aggravare le situazioni finanziarie più fragili.”

Si tratta di un esborso notevole. Nonostante ciò, però, i manager delle PMI restano ottimisti e fiduciosi. Forse è proprio questo il segreto degli imprenditori di successo.

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Mattia Mezzetti

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