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Le scarpe da corsa non vanno più in discarica

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Scarpe vecchie, copertoni di biciclette e palline da tennis esauste sono recuperate per ottenere una gomma riciclata con cui realizzare parchi gioco o superfici sportive. Ma anche per riqualificare gli spazi urbani in chiave di economia circolare.

Dopo aver percorso tanta strada, pensare che il viaggio delle nostre scarpe finisca in una discarica o in un inceneritore è un’immagine sconfortante. Perché oggi le possibilità tecniche di riciclare sneakers o scarpe da basket esistono, quello che manca sono le filiere per raccoglierle e affidarle a chi le può trattare. In attesa delle norme sulla responsabilità estesa del produttore (chi produce o vende un bene ne paga la gestione a fine vita), che il Ministero della Transizione ecologica sta elaborando per i tessili e che potrebbero interessare anche le calzature, già oggi c’è chi accompagna le scarpe verso una nuova vita.

Nike

Il colosso dell’abbigliamento sportivo dal 1993 ha avviato il programma “Reuse a Shoe” che ricicla le scarpe da ginnastica usurate di qualsiasi marca. Finora, sono state riciclate 33 milioni di paia di scarpe, fa sapere l’azienda. Le scarpe vecchie e inutilizzate possono essere consegnate presso un punto vendita Nike. L’azienda si occupa poi di verificare cosa può essere riciclato e cosa invece può essere pulito e donato. La gomma delle suole, la schiuma delle intersuole e il tessuto delle tomaie si trasformano in Nike Grind: una gomma riciclata che viene impiegata per realizzare parchi giochi, campi da tennis e basket, piste da corsa e da atletica, pavimentazioni indoor, nonché il poliuretano termoplastico utilizzato negli uffici e negli spazi per la vendita al dettaglio. Oltre a nuove paia di scarpe Nike.

Esosport

C’è anche chi ricicla le scarpe usate per donare la materia prima seconda ottenuta ai Comuni o alle associazioni. Esosport è un progetto senza scopo di lucro, ideato e gestito dalla società benefit ESO. Nata nel 2009 da un’idea di Nicolas Meletiou, attuale managing director di ESO, nonché runner, durante una telefonata sul tema del corretto smaltimento delle scarpe sportive esauste. Forte della sua esperienza con ESO nel settore del recupero, smaltimento e valorizzazione di rifiuti da ufficio, Meletiou dà vita ad una filiera per la raccolta delle scarpe usate e per il loro riciclo, dapprima attraverso impianti terzi, da poco anche con un impianto proprio. La raccolta è organizzata presso punti vendita di prodotti sportivi, associazioni, ma anche in occasione di gare e manifestazioni sportive. Dalle scarpe, il progetto si allarga poi ai copertoni e alle camere d’aria delle biciclette e poi alle palline da tennis. Con i materiali ricavati – ad oggi sono state trattate oltre 170 tonnellate di scarpe usate – Esosport dà vita ad una materia prima seconda impiegata per creare pavimentazioni per parchi giochi, piste da corsa o da atletica. “La nostra azienda – spiega Meletiou – dona gratuitamente alle amministrazioni pubbliche, attraverso l’associazione Gogreen onlus, la materia prima seconda ottenuta grazie alla raccolta e al successivo riciclo di materiale sportivo”. Da queste donazioni sono nati più di venti parchi giochi per bambini: da quello nel quartiere Cantalupa a Milano al cortile dell’asilo nido Peter Pan di Savigliano (Cuneo) a quello di Corviale a Roma. A dimostrazione che la gomma riciclata è un materiale a basso costo, perfetto per riqualificare gli spazi pubblici in chiave di sostenibilità ed economia circolare. Scarpe e palline sono diventate anche piste di atletica, ad esempio quella del foro Italico a Roma o quella di Sedriano nel milanese.

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Redazione

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