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Vasche di laminazione: cosa sono e come funzionano

Un piccolo laghetto di montagna
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Negli ultimi anni e mesi abbiamo assistito, purtroppo, a fenomeni atmosferici sempre più violenti, causati da un cambiamento climatico che sembra ormai essere inarrestabile. Tra gli eventi più impressionanti che sono finiti al centro delle pagine dell cronache ci sono state le alluvioni, come per esempio quella che ha colpito l’Emilia Romagna a maggio del 2023 causando migliaia di euro di danni e ben 17 morti. Per nostra fortuna esiste uno strumento che potrebbe aiutarci a limitare questi problemi causati dall’accumulo incontrollato di acqua piovana, vale a dire le vasche di laminazione. Qui di seguito proveremo a spiegare che cosa sono e come funzionano.

Indice

Cosa sono le vasche di laminazione

Le cosiddette vasche di laminazione sono una soluzione che ci potrebbe aiutare a difenderci dal rischio di alluvioni: ecco come funzionano.
Gocce di pioggia

Con il termine vasca di laminazione ci si riferisce ad un particolare tipo di bacino artificiale destinato a raccogliere temporaneamente le acque piovane durante eventi meteorologici particolarmente intensi. Il suo scopo principale è quello di trattenere l’acqua in eccesso per rilasciarla poi gradualmente nel sistema idrico, riducendo il picco di piena e prevenendo inondazioni. Queste vasche possono essere costruite sia in aree urbane che rurali e variano in dimensioni e capacità a seconda delle esigenze specifiche del territorio.

Le caratteristiche delle vasche

Questi serbatoi idrici per le acque piovane vengono costruiti con delle dimensioni e caratteristiche che possano renderli utili per eventi piovosi estremi: essi consentono la laminazione delle portate in modo da ridurre il pericolo di allagamenti superficiali causati dall’eventuale mancanza di corsi d’acqua e condotte in una specifica area.

Questi serbatoi sono caratterizzati da un tubo di ingresso che raccoglie l’acqua piovana dall’area in cui si trova il sistema, e un tubo di uscita collegato direttamente al corpo recettore.

La progettazione di queste opere si basa sul volume necessario per accumulare il flusso in eccesso: tale problema viene affrontato utilizzando la cosiddetta equazione di continuità, che viene risolta in linea con la portata massima di ingresso e la portata massima disponibile nel corpo idrico.

Questa soluzione può essere ottenuta analiticamente, ma per semplificare la progettazione la maggior parte delle autorità locali hanno imposto dei volumi specifici (a seconda dell’area che sarà oggetto di urbanizzazione) da identificare con il volume necessario per il serbatoio di attenuazione. Ad avere la parola finale riguardo alle precise dimensioni di questo tipo di bacini di attenuazione a decidere sono sempre le autorità locali. Di norma, per riuscire a definire il volume da assegnare ai serbatoi, le autorità si affidano al concetto di “invarianza idraulica“: quest’ultimo è il principio secondo il quale il deflusso delle acque piovane da un’area deve rimanere invariato anche dopo la trasformazione dell’uso del suolo, come lavori di edificazione e urbanizzazione.

I tipi di vasche di laminazione

A seconda delle necessità della relativa area e ai livelli di piogge previste si può decidere di installare diversi tipi di vasche di laminazione. Le più comuni sono quelle che verranno presentate qui di seguito.

  1. Vasche a cielo aperto: sono le più comuni di tutte e consistono in grandi bacini scoperti che raccolgono e trattengono l’acqua. Possono essere integrate in parchi pubblici o altre aree verdi, offrendo anche opportunità per la ricreazione e il miglioramento del paesaggio urbano;
  2. Vasche interrate: queste strutture sono costruite sotto il livello del suolo e sono particolarmente utili in aree urbane densamente popolate dove lo spazio è limitato. Non interferiscono con l’uso del suolo in superficie e possono essere realizzate sotto parcheggi, strade o piazze;
  3. Vasche modulari: sono costituite da moduli prefabbricati che possono essere assemblati in loco. Offrono flessibilità nella progettazione e nell’installazione, permettendo di adattarsi alle specifiche condizioni del sito.

Benefici e sfide

Le vasche di laminazione sono dei particolari tipi di bacini di acqua piovana artificiali: ecco a cosa ci servono.
Un fulmine si abbatte sulla città

Questa soluzione presenta dunque una serie di interessanti vantaggi: le vasche di laminazione, per esempio, contribuiscono a limitare l’erosione del suolo, contribuiscono alla depurare l’acqua dai sedimenti presenti all’interno di essa e creano zone umide, generando così nuovi habitat per gli animali locali, oltre ad offrire nuove opportunità di lavoro per le popolazioni locali.

Purtroppo però c’è pur sempre un lato oscuro, se così lo vogliamo chiamare: installare delle vasche di laminazione può infatti arrivare a costare centinaia di migliaia di euro, e il prezzo può salire ulteriormente se fosse necessario installare una vasca di dimensioni particolarmente importanti.

Le vasche in Italia

Nonostante le sfide, in Italia il numero di vasche di laminazione è in aumento: tra le più note vale la pena di segnalare quelle di Seveso al Parco Nord, a Milano, quelle di Corigliano (in provincia di Cosenza), quelle di Merone (in provincia di Como) e quelle di Legnago (in provincia di Verona). Questo tipo di soluzioni, per quanto costose, sono state costruite proprio nell’ottica di proteggere le popolazioni locali dal rischio di esondazione dei fiumi intorno ai quali si sono ritrovate a vivere. La città metropolitana di Milano, per esempio, conosce molto bene questo tipo di scenario: spesso, infatti, il Seveso è finito al centro delle cronache proprio a causa dei disagi creati dopo delle intense precipitazioni.

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Alberto Muraro

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