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Vietato il glitter in Europa per ridurre l’impatto ambientale della bellezza

Vietato il glitter: ragazza con brillantini su spalla e viso
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La nuova direttiva dell’Unione Europea sulle microplastiche è entrata in vigore lo scorso 15 ottobre. L’obiettivo che si è data Bruxelles è quello di ridurre la dispersione di microplastica nell’ambiente di almeno il 30% entro il 2030. Parte di questa strategia, che fa parte del più ampio piano rinominato Green Deal, è l’eliminazione dall’utilizzo corrente di numerosi prodotti composti di questo materiale. Per tale motivo, è stato vietato il glitter.

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Vietato il glitter: le ragioni della scelta

Intramontabile e apparentemente intoccabile dalle mode che, come ci ha insegnato Coco Chanel, passano continuamente, il glitter non ha mai conosciuto momenti di scarso utilizzo o bassa popolarità. Impassibili al cambiamento ed estranei a ogni mutamento, i cosiddetti brillantini restano attaccati – è il caso di dirlo – alla pelle di giovani e non, ormai da decenni. Almeno fino a qualche giorno fa. Ora, la nuova direttiva UE potrebbe cambiare le cose.

La norma parla infatti chiaro. Dal 15 ottobre si fa divieto di vendere, sul territorio dell’Unione, qualsiasi prodotto contenente glitter. Non è una novità assoluta. Era infatti già dal 2018 che non si poteva porre in commercio cosmesi da risciacquo, ad azione esfoliante o detergente. Dal primo gennaio 2020, inoltre, è stata proibita, senza mezzi termini, la vendita di cosmetici contenenti microplastiche. La stretta compie un passo in avanti. Chi tratti in lustrini sfusi, prodotti di make up e cura della pelle contenenti microsfere di plastica, colle con brillantini o anche biglietti di auguri decorati con glitter, è passibile di sanzione.

L’impatto ambientale dei brillantini

Le ragioni di questa scelta si devono all’impatto ambientale del materiale. Se pensiamo che il glitter fu inventato, durante gli anni ’30, proprio all’interno di uno stabilimento per il trattamento dei rifiuti, ci colpisce pensare che poco meno di cent’anni dopo sia uno degli scarti meno tollerati. Agli albori della storia di questo materiale troviamo infatti un’operaio tedesco addetto alla triturazione dei rifiuti, il quale si rende conto che sminuzzando un foglio brillante è possibile ottenere una vistosa decorazione.

Constatato il tangibile pericolo presentato dalle microplastiche all’ecosistema, l’UE ha vietato il glitter con mano ferma. Ciò ha provocato reazioni, anche degne di nota, in alcuni Paesi europei. In Germania, per esempio, si è assistito a una vera e propria caccia al tubetto di glitter, per farne scorta prima che sparisca dagli scaffali. I brillantini, infatti, sono tanto belli da vedere quanto nocivi per il pianeta, e la loro composizione è integralmente microplastica.

Bruxelles vuole impedire il rilascio nell’ambiente di circa mezzo milione di tonnellate di rifiuti plastici e la stretta sul glitter potrebbe essere soltanto l’inizio. Si attendono a breve restrizioni su detergenti e ammorbidenti, giocattoli per bambini e materiali utilizzati per la realizzazione di strutture sportive come campi da pallavolo o pallacanestro indoor.

L'Unione Europea ha vietato il glitter, tubetti come questi non saranno più in vendita
Ora che la UE ha vietato il glitter, tubetti come questi non saranno più disponibili alla vendita.

Vietato il glitter per arginare l’invasione delle microplastiche

La volontà di rallentare l’invasione delle microplastiche si deve agli allarmanti risultati delle analisi dei ricercatori. Oggi si trovano in elevata quantità nelle acque di mari e oceani, così come in quella potabile che utilizziamo in cucina. Sono state ritrovate anche nei cibi, tanto in quelli sfusi quanto in quelli confezionati, così come all’interno della placenta uterina e dei globuli rossi. Non si esagera quando si afferma che le microplastiche sono dappertutto. Per questa ragione Bruxelles ha vietato il glitter, prendendo quella che, alla luce di quanto scritto, è probabilmente la decisione più giusta, indipendentemente da quel che pensino gli amanti dei brillantini.

La decisione dell’esecutivo dell’Unione segue le raccomandazioni della European Chemicals Agency (ECHA), l’Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche. L’ente ha spinto per l’aggiornamento delle regole comunitarie e la maggior limitazione possibile alla dispersione delle microplastiche.

Nel bersaglio di Bruxelles sono finite, per ora, tutte le particelle di polimeri sintetici inferiori a 5 millimetri di spessore e resistenti alla degradazione. Il glitter, finissimo composto di plastica e alluminio, possiede ambedue queste caratteristiche. Come si anticipava, potrebbe davvero trattarsi soltanto dell’inizio.

Lo spazio di manovra della nuova direttiva

Le nuove regole non stabiliscono alcuna distinzione tra la vendita di microplastiche pure (come appunto il glitter) o di prodotti ai quali siano state aggiunte (esfolianti, fondotinta, smalti, rossetti…) lasciando ampio margine di manovra al legislatore. Ciò significa che la legge potrà essere impugnata non solo per cancellare le ultime scintille di glamour, come ritiene chi si definisce contrario alla direttiva che ha vietato il glitter, bensì anche per sigillare il mercato di qualunque prodotto contenga polimeri aggiunti intenzionalmente.

In un numero ristretto di casi, debitamente giustificati, si applicheranno periodi transitori o deroghe particolari. In questa maniera si consentirà ai produttori impegnati in contesti strategici o imprescindibili di adeguarsi alla nuova norma, ha specificato la Commissione Europea in apposita nota.

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Mattia Mezzetti

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