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330 milioni di euro per 6,6 milioni di alberi nelle città metropolitane

alberi in città
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Il Pnrr stanzia 330 milioni di euro per la piantumazione di 6,6 milioni di alberi nelle città metropolitane italiane, per contrastare inquinamento, cambiamenti climatici, perdita di biodiversità. E rendere le nostre città più vivibili e resilienti.

Trecento trenta milioni di euro per piantare 6 milioni e mezzo di alberi entro il 2024 nelle 14 città metropolitane italiane. È lo stanziamento previsto per realizzare la misura di “Tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con lo scopo di contrastare l’inquinamento atmosferico, i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità e di migliorare la qualità della vita e il benessere dei cittadini. Uno degli oltre 500 obiettivi che l’Italia ha presentato all’Unione europea per ricevere entro i prossimi cinque anni gli oltre 191 miliardi di euro di finanziamento europeo del Piano per il rilancio dell’economia dopo la crisi pandemica.

Città metropolitane, più del 15% del territorio nazionale

Il Ministero della Transizione ecologica ha dato il via libera alla partecipazione delle città metropolitane ai progetti di forestazione urbana, pubblicando sul suo sito il bando che definisce i criteri, le modalità e il riparto delle risorse finanziarie: 74 milioni di euro per il 2022, altri 74 per il 2023 e 139 milioni per il 2024. Alle città metropolitane del Sud e delle isole è destinata una quota del 50% delle risorse disponibili. Gli obiettivi sono di mettere a dimora 1.650.000 alberi entro il 31 dicembre 2022 e completare entro il 2024 la messa a dimora di 6,6 milioni di alberi, per 6.600 ettari di boschi urbani e periurbani. Un target decisamente ambizioso, sia per quanto riguarda i tempi che le quantità: 1.000 alberi per ettaro (quando, secondo le stime, la densità media per foreste urbane è di circa 100-150 alberi per ettaro). Per la messa a dimora dei primi 1,6 milioni di alberi, da piantare entro la fine di quest’anno, ogni città metropolitana dovrà presentare almeno cinque proposte progettuali, per la forestazione di almeno 150 ettari. Le 14 città metropolitane (Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria, Cagliari, Catania, Messina, Palermo) – “ormai sempre più esposte a problemi legati all’inquinamento atmosferico, all’impatto dei cambiamenti climatici e alla perdita di biodiversità, con evidenti effetti negativi sul benessere e sulla salute dei cittadini” dice il PNRR – concentrano 1.268 Comuni in cui vivono più di 21 milioni di persone e coprono più del 15% del territorio nazionale.

Foreste urbane per rafforzare la resilienza e mitigare i cambiamenti climatici

Il quadro di riferimento tecnico scientifico, che andrà rispettato a livello nazionale per il conseguimento del Pnrr e la completa erogazione dei fondi da parte della Ue, è il “Piano di forestazione urbana ed extraurbana” approvato dal Ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani lo scorso 30 novembre e predisposto con la collaborazione di Ispra, del Comando Unità Forestali Ambientali Agroalimentari dei Carabinieri (CUFA), dell’Istat e del Centro interuniversitario di ricerca “Biodiversità Servizi ecosistemici e Sostenibilità”. Il criterio ispiratore del lavoro è “piantare l’albero giusto al posto giusto”, tenendo conto delle specificità territoriali. Il Piano di forestazione urbana ed extraurbana sviluppa azioni in linea con le strategie nazionali e comunitarie, a cominciare dalla Strategia forestale europea, che indica l’obiettivo di mettere a dimora 3 miliardi di alberi entro il 2030 utilizzando principalmente le aree urbane e periurbane. Ma anche la Strategia nazionale per la biodiversità 2020-2030 dedica un obiettivo specifico alla conservazione delle foreste: “ottenere foreste più connesse, più sane e più resilienti contribuendo attivamente all’obiettivo Ue di piantare almeno 3 miliardi di alberi” declinato in diverse azioni e sotto-azioni rivolte ad aumentare la superficie forestale. Parte significativa del tema forestale è rappresentata dalla forestazione in ambito urbano, periurbano ed extraurbano, in particolare nelle aree vaste metropolitane. Insieme alle soluzioni basate sulla natura (nature based solutions), come infrastrutture e corridoi verdi, tetti e pareti verdi, fitodepurazioni, alberature, parchi e orti urbani, canali e fossi di drenaggio, l’importanza delle foreste urbane è riconosciuta come essenziale per consentire alle città di rafforzare la resilienza e l’adattamento ai cambiamenti climatici, contrastando le ondate di calore e le alluvioni. Per piantate 1,6 milioni di alberi entro la fine di quest’anno, sicuramente il tempo stringe. E sono diverse le variabili da mettere in conto: i mesi necessari all’approvazione dei progetti, l’individuazione degli spazi giusti, l’effettiva disponibilità delle piante, la quantità di giorni utili per le piantumazioni. Le città metropolitane dovranno, secondo il Piano del Mite, “fornire un dettagliato piano di gestione e di manutenzione per almeno sette anni successivi alla realizzazione del rimboschimento, prevedendo la sostituzione degli individui arborei che non attecchiscono”. Le risorse dovranno bastare anche per questo, toccherà fare bene i conti.

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