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Agricoltura 4.0: tecnologie all’avanguardia per un futuro verde

Agricoltura 4.0: un trattore e un camion all'interno di un'azienda agricola
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Siamo cittadini di un mondo in cui la cosiddetta digital transformation (la trasformazione digitale) pervade ogni singolo settore produttivo. Le applicazioni delle nuove tecnologie sono infatti pressoché infinite e possono adattarsi e specializzarsi per ogni singolo comparto. L’agricoltura non fa certo eccezione. Di frequente, questo settore viene considerato chiuso, tradizionalista e poco avvezzo ai cambiamenti. Nulla di più sbagliato. Non sono pochi i coltivatori che, negli ultimi anni, stanno sperimentando il potenziale della digitalizzazione. L’agricoltura 4.0, quella che sfrutta tutto il potenziale della tecnologia applicata alle colture, è pronta a rivoluzionare l’agrifood.

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Che cos’è l’agricoltura 4.0

Quando parliamo di agricoltura 4.0 intendiamo l’applicazione di una serie di tecnologie innovative all’agroalimentare. Ci riferiamo, di fatto, allo step successivo a quello della già innovativa agricoltura di precisione. Le innovazioni portate da questo recente approccio sono parte integrante della nuova frontiera, la quale si spinge ancora oltre. La parola chiave è automazione. La raccolta automatica, l’integrazione dei dati provenienti dai campi e la loro analisi, portate avanti tramite sensori che monitorano continuamente la situazione della coltura, rappresentano un upgrade considerevole rispetto ai metodi del processo agricolo tradizionale.

L’agricoltore può mettere al proprio servizio le nuove tecnologie digitali e pianificare in modo strategico la sua attività, sfruttando i dati ricavati in tempo reale. Monitorare il presente e prevedere il futuro dalla cabina di regia del proprio computer portatile può portare a risultati migliori, nonchè all’ottimizzazione del tempo dedicato alla singola coltura. È possibile gestire i rapporti con ogni anello della filiera attraverso l’input tecnologico. In questa maniera si dà origine a un circolo virtuoso, foriero di valore per ogni singola azienda coinvolta e, a cascata, per i suoi partner, collocati lungo gli anelli precedenti della catena produttiva.

Agricoltura 4.0: una serra tecnologicamente avanzata
L’agricoltura 4.0 studia anche la composizione dei suoli. Qualora non sia possibile ritrovarlo localmente, all’interno di un’azienda agricola è possibile ricreare il terreno necessario.

Digital farming e precision farming

Quello dell’agricoltura 4.0 è un fenomeno piuttosto recente, sebbene le sue radici, come si è scritto, siano riconducibili alla storia dell’agricoltura di precisione, avviata negli anni ’90. Già 30 anni fa i coltivatori più innovativi iniziarono a basare la loro opera sulle rilevazioni digitali. Al tempo ci si interessava semplicemente della salute delle piante e delle condizioni del suolo. Si desiderava infatti evitare di avere a che fare con terreni improduttivi e poco fertili, o di seminare germogli non in salute. Per migliorare la resa produttiva, e contenere i costi, si ricorse così a una strategia nuova. Si eliminò ogni intervento grossolano, o inutile, al fine di favorire lo sfruttamento ottimale delle risorse disponibili.

L’irrigazione fu resa più efficiente. Si smise di innaffiare in maniera generica e dispersiva e si studiarono differenti piani d’azione per le differenti colture. Poi si sperimentò con le tecnologie per il planting, evitando di far soffrire le piante collocandole su terreni privi delle caratteristiche fisiche, o biochimiche, richieste dal fusto. Si iniziò così a seminare ove i vegetali potevano beneficiare della maggior quantità possibile di nutrienti. Alla stessa maniera, fare precision farming significa somministrare la giusta quantità di fertilizzanti per ogni area e pianta, nonché elargire antiparassitari soltanto nella quantità necessaria e nei tempi adeguati.

Gli interventi di precisione hanno preceduto l’agricoltura 4.0 e ne sono poi diventati uno dei cardini. È oggi possibile, e anche piuttosto semplice, prendere decisioni efficaci in tempi molto brevi. Lo si fa elaborando le rilevazioni di appositi sensori, collocati presso il campo o sulle macchine agricole che se ne prendono cura. Essi raccolgono e incrociano ogni informazione, consentendo a un sistema automatizzato, o a un elemento umano, di decidere, dati alla mano, come intervenire per massimizzare la resa della coltura.

Agricoltura 4.0 e sue tendenze

L’agricoltura 4.0 sta esplodendo, a livello mondiale. In pressoché ogni azienda agricola del mondo sviluppato che miri al profitto, e non abbia come unico scopo la sussistenza, è già stata implementata o lo sarà a breve. Diverso è il discorso nei Paesi in via di sviluppo, dove la tecnologia resta meno accessibile. Chiunque possa però permettersi di adottarla lo ha fatto, o lo farà. L’introduzione di tecnologie nuove consente infatti di migliorare la resa, ottimizzare i tempi e ridurre gli sprechi. In altre parole, il digital farming aumenta la redditività.

Chi punta sull’agricoltura 4.0 se ne serve tendenzialmente per affinare il proprio modus operandi, aumentandone la precisione. Oppure per soluzioni di livestock monitoring and management. Si tratta di tecnologie che monitorano le condizioni di salute dei capi di allevamento. Così come è possibile impiegare sensori per tenere sotto controllo la salute delle colture, lo si può fare per il bestiame. Anche le soluzioni di acquacoltura sono spesso affidate al digitale. Sappiamo bene quanto preziosa sia l’acqua e poterne razionalizzare l’utilizzo, salvaguardandola, è un obiettivo che ogni produttore agricolo dovrebbe darsi.

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Mattia Mezzetti

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