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Caccia agli spifferi in casa: test infallibili per scovare le perdite d’aria

Spifferi: una camera da letto ben coibentata
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Con l’arrivo dell’inverno, capita di scontrarsi con un nemico subdolo: gli spifferi. Queste sottili correnti d’aria fredda, oltre a infastidirci, possono aprire voragini nel bilancio familiare. Secondo i dati ENEA, le infiltrazioni d’aria incontrollate incidono pesantemente sul costo della dispersione termica, pesando fino al 15-20% sulla bolletta del riscaldamento.

Gli spifferi agiscono come se lasciassimo una finestra socchiusa per tutto l’inverno. Non solo ci impediscono di generare un clima interno ideale, ma impattano anche sulle bollette che riceviamo. Al fine di rintracciarli e chiuderli non è necessario chiamare un tecnico specializzato. Possiamo individuare le falle da noi. Con pazienza e pochi strumenti casalinghi, facilissimi da reperire, è possibile effettuare una diagnosi energetica accurata. Una volta terminata, procedere a sigillare le finestre sarà una spesa irrisoria rispetto a quella che avremmo affrontato continuando a pagare una bolletta aggravata dalle infiltrazioni d’aria.

Tutto l’occorrente per una diagnosi energetica fai-da-te

Prima di iniziare questa caccia agli spifferi, prepariamo il perfetto kit del detective dell’energia. La maggior parte degli oggetti che ci occorrono sarà probabilmente già all’interno di qualche cassetto.

  • Una candela o, alternativamente, un bastoncino d’incenso, ci saranno essenziali per il test visivo del movimento dell’aria;
  • un foglio di carta A4 ci fornirà il modo di misurare la pressione delle chiusure;
  • una torcia potente servirà a individuare fessure visibili attraverso i telai;
  • una termocamera per smartphone ci permette di vedere – letteralmente – il calore che scappa fuori, o il freddo che entra dentro, sotto forma di immagine infrarossa. Si tratta di un accessorio dalle molteplici utilità e sempre più diffuso, ma completamente opzionale per i nostri fini.

Il test del foglio per individuare gli spifferi delle finestre

Verifichiamo, innanzitutto, la tenuta delle guarnizioni di battuta. Spesso pensiamo che il vetro sia il colpevole ma, assai più frequentemente, è il telaio che non chiude in modo ermetico e origina uno spiffero. Eseguiamo un semplice test con foglio di carta e controlliamo. Apriamo la finestra, posizioniamo il foglio, con una certa cura, tra anta e telaio, e chiudiamo l’infisso con decisione. Ora proviamo a sfilare l’A4. Qualora rimanesse bloccato, o comunque opponesse una forte resistenza all’estrazione, la chiusura sarebbe ottimale. Nel caso in cui scivolasse via senza fatica, la guarnizione sarebbe invece schiacciata o indurita.

Per basilare che sia, questo test sull’ermeticità delle finestre è piuttosto efficace. Se il foglio vola via, è spesso un chiaro segnale della necessità di sostituire le vecchie guarnizioni con delle nuove, magari realizzate in un materiale come l’EPDM (Etilene-Propilene-Diene-Monomero), tecnologicamente avanzato e molto resistente, sviluppato al fine di mantenere la sua elasticità per anni, garantendo una tenuta sempre perfetta.

Il test della fiamma o del fumo

Mentre il metodo del foglio controlla la pressione e ci permette di comprendere lo stato delle guarnizioni, il test della fiamma – che qualcuno chiama della candela, altri dell’incenso e per altre persone ancora è la prova del fumo – ci serve a scovare il movimento d’aria in punti dove non sia possibile incastrare nulla e non si possa dunque procedere secondo la metodologia del test del foglio.

Per eseguire il test della fiamma occorre naturalmente accenderne una. Dopo aver acceso una candela o un incenso muoviamoci, lentamente, lungo il perimetro dell’abitazione, in prossimità di porte e/o finestre. Dovremo avere l’accortezza di posizionare la fiamma a 2 o 3 centimetri dalla superficie vetrata dell’apertura che ci interessa controllare. Osserviamo, con molta attenzione, il comportamento della fiammella. I suoi movimenti ci chiariranno se siamo in prossimità di uno spiffero o meno. Qualora la fiamma oscillasse bruscamente o il fumo dell’incenso fosse improvvisamente spazzato via, avremmo trovato uno spiffero.

Affinchè il test porti risultato, occorre evitare di limitarsi al controllo di porte, finestre o porte-finestre. Non è raro che i buchi neri energetici siano collocati altrove, in posizioni che non ci attenderemmo. Potrebbe essere il caso, ad esempio, di cassonetti delle tapparelle; prese elettriche; interruttori o battiscopa.

  • Nel caso in cui i cassonetti non siano coibentati, è possibile che favoriscano uno spiffero. I tubi che li compongono sono diretti verso l’esterno e potrebbero lasciare spiragli per le infiltrazioni d’aria. Passando la fiamma lungo la fessura dove scorre la cinghia sarà possibile individuare lo spiffero e intervenire per sanarlo.
  • Per strano che possa apparire, in realtà l’aria può viaggiare attraverso le canaline elettriche, specialmente nelle pareti perimetrali, e non è desueto che trovi spazio di passaggio tra la parete e la presa oppure dietro il vano dell’interruttore.
  • Qualora vi fossero fessure tra muro e pavimento, l’aria potrebbe risalire dalle intercapedini. Per questo motivo, è sempre una buona idea quella di condurre il test della fiamma in prossimità dei battiscopa.

Il cosiddetto troubleshooting, come risolvere i problemi riscontrati

Una volta individuati gli spifferi, bisogna intervenire. Naturalmente, ogni abitazione, ogni edificio e ogni tipologia di infiltrazione fa storia a sé, ma vi sono alcune soluzioni comuni molto efficaci, le quali possono tornare utili in una moltitudine di casi. Nella tabella sottostante abbiamo collocato alcune di queste, le quali possono bastare per risolvere gran parte delle problematiche di infiltrazione d’aria più diffuse:

Collocazione dello spifferoDiagnosi tipicaSoluzione consigliata
Sotto la porta blindataL’aria entra dalla soglia.Installare un paraspifferi a spazzola o a ghigliottina. È piuttosto semplice e si tratta del modo più rapido per eliminare spifferi che si infiltrano da una porta blindata.
Fessure tra telaio e muroLa sigillatura esterna è deteriorata.Utilizzare silicone, del tipo specifico per serramenti, o schiume poliuretaniche a bassa espansione.
Cassonetto della tapparella che perde ariaMancanza di adeguato isolamento interno.Inserire pannelli flessibili isolanti all’interno del cassonetto e sostituire il guidacinghia con uno dotato di spazzolino anti-aria.
Vetro freddo (attenzione: non si tratta di spiffero)Vetro singolo, o basso emissivo, assente.Applicare una pellicola termica trasparente sul vetro. Riduce l’effetto muro freddo. Si tratta di una soluzione provvisoria, in attesa di cambiare i vetri.
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Si tratta di un problema di spifferi o di vetro freddo?

Molto spesso, le due sensazioni vengono confuse. Lo spiffero è un movimento fisico dell’aria, la quale circola per convezione. Il vetro freddo, o muro freddo, è invece un fenomeno di irraggiamento negativo: la superficie assorbe calore dal nostro corpo anche se l’aria è ferma, proprio perché molto fredda. Il test della fiamma può aiutarci, in casi come questo. Se la candela non trema ma sentiamo comunque un brivido stando vicino alla finestra, il problema è lo scarso isolamento del materiale. Non si tratta di un problema di perdita d’aria. Sigillare non basterà: si renderà necessario un intervento di coibentazione o, in casi più severi, la sostituzione del serramento.

Ridurre gli spifferi è una pratica utile per migliorare il comfort termico interno e risparmiare in maniera sensibile sulla bolletta. Tuttavia, una casa troppo sigillata corre il rischio di accumulare umidità eccessiva. La regola d’oro è quella di sigillare le perdite involontarie, ma arieggiare in modo volontario. Bastano 5 minuti di finestre spalancate due volte al giorno per cambiare l’aria senza raffreddare i muri, evitando così la formazione di muffe.

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Mattia Mezzetti

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