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Come costruire una rocket stove: guida completa

rocket stove: una donna si riscalda
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La cosiddetta stufa a razzo, dalla traduzione letterale del nome inglese, rocket stove, è una stufa ad altissima efficienza. Il suo utilizzo si sta diffondendo in maniera sempre più capillare, nel nostro Paese e non solo. Questo dispositivo per il riscaldamento riscuote molto successo, specialmente tra chi possiede una più spiccata sensibilità ambientale. In fin dei conti, una stufa di questo tipo presenta almeno due considerevoli benefici. Innanzitutto, è possibile realizzarla con materiali di recupero e facilmente reperibili e, in secondo luogo, può essere alimentata servendosi di legna dal diametro sottile. Si può dunque fare uso di ramaglie o legno di scarto per scaldarsi con una rocket stove.

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La storia della rocket stove

rocket stove: un uomo si scalda le mani nei pressi di una stufa
La rocket stove si caratterizza per la sua altissima efficienza

Non esiste una produzione industriale di stufe a razzo. Trattandosi di un prodotto diffusosi a macchia d’olio, e che ha rapidamente guadagnato molta popolarità, si fatica a tracciarne una storia. A quanto sappiamo, il primo a progettare una rocket stove sarebbe stato Larry Winiarski. Il suo intento era nobile, dal momento che desiderava realizzare un sistema di riscaldamento attraverso il quale migliorare, nel concreto, le condizioni di vita presso i Paesi più poveri. Dopo alcuni test tenuti presso l’Aprovecho Research Center, in Canada, riuscì a dare origine a una fonte di riscaldamento potente e innovativa. A ispirarlo fu l’hypocaustum romano.

Gli antichi, come sappiamo, erano avanzati quanto e più di noi su diverse cose. Una di queste è il riscaldamento. Il sistema si basava su una irradiazione dal pavimento ed era molto diffuso nelle terme. Funzionava in maniera ottima e aveva gli stessi pregi che ha oggi la rocket stove. Necessitava di meno legna, o altro combustibile, poiché poteva sfruttare la doppia combustione. In questo modo, si evitava di disperdere calore, come tipicamente avviene lungo le canne fumarie dei camini, e lo si manteneva in casa. Similmente, era possibile isolare un tratto di tubo e trasformarlo in una seduta. Le terme dell’antica Roma erano letteralmente costellate di panche concepite in questo modo.

Prestazioni invidiabili

La destinazione d’uso termale era ottimale, dal momento che l’hypocaustum prima, e la rocket stove poi, non devono essere continuamente alimentati. Ritornando alle preoccupazioni del nostro tempo, inoltre, la stufa a razzo inquina molto meno di un camino. Le sue emissioni sono soltanto a base di vapore acqueo e anidride carbonica. Una rocket stove non produce il denso fumo di una canna fumaria. La temperatura degli scarti, inoltre, resta inferiore. Per tal motivo, la stufa non contribuisce alla stessa maniera di un camino al surriscaldamento globale. In definitiva, dunque, la resa calorica della rocket stove è considerevolmente superiore.

Come costruire una rocket stove

Esistono due diversi modi di costruire una rocket stove. La differenza tra l’uno e l’altro è, prevalentemente, la forma. Quella a L è più facile da realizzare e richiede meno materiali. Necessita però di più attenzione quando si tratta di alimentarla. In genere, la si usa come cucina. Quella a J, sensibilmente più complessa da realizzare, è particolarmente adatta a postazioni fisse, ma si alimenta con minore frequenza. E la più idonea a riscaldare gli ambienti e, secondo alcuni, l’unica che possa davvero fregiarsi del nome di rocket stove. Ci concentreremo particolarmente su questa tipologia di stufa a razzo.

Che cosa occorre

Possiamo elencare cinque elementi che sono indispensabili per la corretta realizzazione di una stufa a razzo:

  • la camera di alimentazione è quella ove si pongono, in fascio e in verticale, i pezzi di legno necessari ad alimentare la stufa a razzo. Questi devono avere spessori che non superino quello del pollice dal momento che, all’interno del vano in cui vanno inseriti, deve sempre filtrare aria e non può mai essere colmo;
  • la camera di combustione, ovvero la parte orizzontale della J, è quella dove si brucia il carburante;
  • nel camino salgono i fumi dovuti all’opera della combustione;
  • il radiatore è invece un contenitore chiuso, di norma un barile di ferro rovesciato o qualcosa di simile, posto sopra il camino e accuratamente separato da esso. Anche qui avviene una combustione. Questa è necessaria a incendiare i fumi prodotti dal legno bruciato aumentando il calore espulso dalla stufa. Di fatto, è questo l’elemento che riscalda l’ambiente;
  • il tubo di scarico. Elemento che chiude il circolo e spinge i gas verso l’esterno grazie all’azione del cosiddetto risucchio. Diversamente da quanto avviene in una tipica stufa, questi non sono costretti a uscire verso l’alto, dal momento che non sono spinti soltanto dalla temperatura. Quest’ultima resta bassa e può essere riutilizzata per scopi diversi, dal riscaldamento del letto a quello di sedute in stile terme romane.

L’effetto razzo, il segreto della rocket stove

La combustione e l’espulsione dei fumi in orizzontale, vera peculiarità della rocket stove, sono possibili grazie a quello che definiamo effetto razzo. Si tratta della differenza di temperatura garantita dall’isolamento del camino e il calore generato dalla seconda combustione dei fumi, prodotta dal legno che brucia. Questi due elementi creano un contrasto che dà vita a un risucchio capace di movimentare l’aria calda, direzionandola e inviandola laddove occorra per riscaldare gli spazi di vita.

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Mattia Mezzetti

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