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A Copenaghen si scia sull’inceneritore

Inceneritore Copenaghen
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L’inceneritore alle porte di Copenaghen è uno dei più efficienti al mondo ed è diventato il parco più popolare della città, che i danesi sfruttano per sciare

“Le persone pensano che una centrale elettrica sia per forza antiestetica. Un brutto edificio che oscura il paesaggio. Con Amager Bakke abbiamo voluto dimostrare il contrario, trasformando un inceneritore nel parco più popolare della città”. A usare queste parole, l’architetto danese Bjarke Ingels, illustrando in conferenza stampa il suo progetto più rivoluzionario. Amager Bakke è un termovalorizzatore che, alle porte di Copenaghen, brucia rifiuti per produrre calore ed elettricità. “In Danimarca non ci sono colline, né montagne” continua l’architetto, “così abbiamo sfruttato l’altezza di questa struttura per donare alla città una montagna artificiale sulla quale sciare”. I cittadini hanno ribattezzato questo edificio avveniristico col nome di Copenhill (la collina di Copenaghen).

Amager Bakke modello di efficienza e di economia circolare

Tra l’altro, quello di Copenaghen è riconosciuto come uno degli impianti di termovalorizzazione più puliti al mondo: grazie a sofisticati sistemi di filtraggio e di controllo delle emissioni, le sostanze inquinanti vengono rimosse dai fumi di scarico e un processo di riduzione catalitica selettiva scompone l’ossido di azoto nocivo (NOx) in azoto e vapore acqueo. La costruzione di questo impianto ha richiesto quasi un decennio ed è costata, alla società di gestione rifiuti che l’ha realizzata, la ARC, 550 milioni di euro. “Per realizzare l’impianto abbiamo affrontato molte sfide: di tipo tecnologico prima di tutto, legate alla sicurezza dei visitatori del parco” spiega Christian Ingels, direttore generale di Copenhill. “E, all’inizio, anche molte reticenze da parte degli abitanti della zona. Ma ora il risultato è sotto gli occhi di tutti. Con grande orgoglio abbiamo accolto nel nostro primo anno quasi 60.000 sciatori e, ogni giorno, riceviamo 300 camion di rifiuti, provenienti da famiglie e imprese di tutta l’area metropolitana” conclude. Due enormi forni bruciano i rifiuti a temperature che sfiorano i 1.000°C. Una turbina e un generatore producono elettricità, che viene immessa in rete. Mentre l’energia residua del vapore viene utilizzata per fornire riscaldamento a 72.000 abitazioni, attraverso un sistema di teleriscaldamento. Così Amager Bakke diventa modello virtuoso di efficienza e di economia circolare.

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