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Ecobox: cosa sono e come si smaltiscono?

In un'ottica della gestione dei rifiuti in azienda, le ecobox possono essere una buona soluzione: ecco tutto quello che devi sapere.
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Molte aziende e uffici si ritrovano spesso a dover affrontare un bel grattacapo, vale a dire lo smaltimento di alcuni rifiuti “particolari”, come per esempio i toner esauriti e le cartucce delle loro stampanti, la cui gestione è normata dal D.Lgs 152/06, che contiene tutte le info relative allo smaltimento dei consumabili da ufficio.

Ecco che da questo punto di vista entrano in gioco le cosiddette ecobox, una soluzione certamente molto interessante (non solo per i business, ma anche per i privati) e che può aiutarci a migliorare il modo in cui ci occupiamo di questi scarti di ufficio. Vediamo dunque qui di seguito più nel dettaglio cosa sono esattamente le ecobox e tutte le curiosità a riguardo.

Indice

Cos’è una ecobox

Scopriamo insieme tutto quello che c'è da sapere riguardo alle ecobox: ecco cosa sono e perché sono molto utilil
Quattro bidoni della spazzatura

Per semplificare la questione, le ecobox non sono nient’altro che semplici scatole che si possono trovare sia dentro sia fuori gli esercizi commerciali. Si tratta di contenitori utilizzati per gestire varie tipologie di rifiuti, sia quelli pericolosi che quelli normali, in modo del tutto sicuro. Nella maggior parte dei casi le ecobox vengono svuotate regolarmente in modo tale da poter smaltire i rifiuti contenuti al loro interno nella maniera corretta. Questo particolare servizio è disponibile in molte parti d’Italia e può coinvolgere aziende, Comuni e società specializzate. L’obiettivo principale è gestire in modo sicuro e corretto grandi quantità di rifiuti, seguendo procedure specifiche per lo smaltimento con un occhio di riguardo nei confronti dell’ambiente.

I criteri per accedere al servizio

Sono diverse le aziende che oggi si occupano di fornire ecobox ai business che ne facciano richiesta. Tra le altre c’è anche il servizio gratuito offerto da Ecorecuperi, rivolto alle aziende che riescono a soddisfare tutte le seguenti condizioni:

  • La sede dell’azienda si deve necessariamente trovare in un Comune che offre il servizio ECO-BOX GRATUITO. Per potere avervi accesso è necessario firmare il modulo di richiesta di adesione sul sito di Ecorecuperi.
  • Le aziende devono usare solo cartucce che possono essere ricaricate all’interno degli uffici (niente nastri o bottiglie di toner per fotocopiatrici, per intenderci).
  • Le aziende dovranno posizionare le ecobox all’interno degli uffici e tenerle al riparo.
  • Le aziende dovranno smaltire i rifiuti seguendo le istruzioni operative indicate all’interno dell’ecobox.
  • Dovranno inoltre riempire l’ecobox entro dodici mesi dal momento del posizionamento.
  • Infine, dovranno accettare il ritiro del box organizzato secondo la logistica e la tempistica di Eco-Recuperi, senza alcuna garanzia sui tempi precisi di ritiro.

ISe il Servizio Ecobox è attivo nel Comune del richiedente, Eco-Recuperi invierà al cliente il contratto del Servizio ECO-BOX da firmare, che dovrà essere mostrato in caso di controlli relativi allo smaltimento dei rifiuti speciali dell’azienda. Se il cliente desidera un servizio più veloce, può effettuare il pagamento del costo di attivazione. In questo caso, Eco-Recuperi invierà l’ecobox tramite un corriere espresso; quando i collaboratori locali consegneranno l’ecobox, ritireranno in parallelo anche tutte le cartucce usate accumulate. Quando il contenitore sarà pieno, sarà possibile richiedere il ritiro gratuito compilando il modulo online apposito. Successivamente, Eco-Recuperi organizzerà il ritiro attraverso la rete di raccolta e sostituirà l’ecobox ritirato con un nuovo apposito contenitore vuoto.

La gestione delle pratiche legate alle ecobox

Le eco sono parte integrante della gestione dei rifiuti speciali da ufficio: ecco cosa sono e come funzionano esattamente.
Palline di carta lanciate su un cestino

Per capire, prima di tutto, se il relativo rifiuto è pericoloso oppure no, sarà necessario verificare quali sono gli elementi presenti al suo interno (pensiamo ad esempio al toner di una stampante): in aiuto delle aziende arriva da questo punto di vista il codice CER (Catalogo Europeo dei Rfiuti), attribuito dall’impresa produttrice, che nel caso in cui il rifiuto fosse pericoloso presenterà un asterisco.

I contenitori ecobox potranno essere posizionati all’interno delle aziende e debitamente svuotati (tramite un servizio di ritiro ecobox) almeno una volta all’anno da un’impresa specializzata nel loro smaltimento. Nel caso in cui i rifiuti fossero considerati pericolosi, saranno necessarie precauzioni aggiuntive e l’utilizzo di strumenti supplementari per garantire la loro tracciabilità. In particolare, se nell’azienda dovessero essere presenti dei rifiuti pericolosi sarà fondamentale dotarsi di un deposito ad hoc dove bisognerà lasciare momentaneamente i rifiuti stessi; in aggiunta, sarà imprescindibile che queste attività si iscrivano al SISTRi, il registro di carico e scarico; le aziende, inoltre, dovranno firmare il FIR (Formulario Identificazione Rifiuti) e il MUD (il Modello Unico di dichiarazione ambientale).

Come utilizzare l’ecobox nella maniera corretta

È necessario ricordare che, considerate le caratteristiche di toner e cartucce, una ecobox non andrebbe utilizzata come un banale cestino. Al contrario è consigliabile gettare il relativo prodotto nell’apposito contenitore inserito nella sua confezione (che va sempre conservata): inserendo il rifiuto nel suo imballaggio originale si faciliterà il processo di smaltimento successivo.

Importante fare attenzione, inoltre, a non inserire nei contenitori le cinghie e i fusori, ma solo ed esclusivamente i consumabili. Vale infine la pena ricordare un aspetto da non sottovalutare: le aziende che si macchiano di comportamenti scorretti rispetto alla gestione dei loro rifiuti pericolosi possono rischiare di incorrere in multe anche molto salate.

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Alberto Muraro

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