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Fotovoltaico in cave e discariche esaurite: le linee guida dell’Emilia Romagna

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La Regione fissa le regole per installare gli impianti solari nelle cave dismesse e nelle discariche esaurite, disciplinando agrivoltaico e solare galleggiante

Ben venga la produzione di energia da fonti rinnovabili, ma nel rispetto dell’ambiente e senza penalizzazioni per le produzioni agricole. Per questo motivo le cave dove le attività estrattive e produttive sono cessate e le discariche esaurite rappresentano aree ideali per localizzare gli impianti fotovoltaici. La giunta regionale dell’Emilia Romagna ne ha da poco disciplinato l’installazione con l’emanazione di nuove linee guida. La realizzazione dei nuovi impianti, fino a 20 MW, potrà partire con una semplice comunicazione e sarà supervisionata dall’Agenzia regionale per la prevenzione ambientale e l’energia (Arpae).

Agrivoltaico e solare galleggiante nelle cave dismesse

Nelle cave abbandonate dove si è ripreso l’uso agricolo è previsto e autorizzato l’agrivoltaico, un sistema che prevede il posizionamento dei moduli fotovoltaici a circa 5 metri da terra, in modo tale da non consumare suolo produttivo e permettere il facile transito delle macchine agricole. I pannelli sono inoltre dotati di inseguitori solari, dispositivi che permettono di massimizzare la produzione energetica orientando il modulo verso i raggi del sole. Gli impianti a terra sono consentiti solo se non occupano più del 10% della superficie e se comunque consentono il passaggio dei mezzi agricoli. Nelle cave dismesse e riutilizzate come bacino idrico, invece, è possibile installare impianti fotovoltaici galleggianti. La superficie occupata dai pannelli non deve superare il 50% dello specchio d’acqua e i moduli galleggianti devono concentrarsi al centro del bacino, per non ostacolare la nidificazione e lo svezzamento dei volatili che avviene lungo le rive. Per tutelare la fauna, inoltre, è vietato posizionare il fotovoltaico in acque meno profonde di 3 metri, dove i volatili preferibilmente si procacciano il cibo. L’installazione degli impianti fotovoltaici qualche impatto sull’ecosistema ce l’ha e l’Emilia Romagna nelle sue linee guida ha previsto delle misure di compensazione, come il contestuale ampliamento delle aree naturali e di foraggiamento degli animali con la posa di siepi larghe almeno 5 metri lungo il perimetro dell’area.

Lo sviluppo dell’agrivoltaico nel Pnrr

Lo sviluppo sostenibile dell’agrivoltaico promosso dall’Emilia Romagna trova spazio nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, che destina al potenziamento di questo settore 1,1 miliardi di euro. L’obiettivo nazionale è quello di installare impianti agrivoltaici per 2 GW e una produzione annuale di 2.500 GWh, con una parallela riduzione delle emissioni stimata in 1,5 milioni di tonnellate di CO2.

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Redazione

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