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Imballaggi riciclati: come beneficiare degli incentivi del credito d’imposta

Con la nuova legge di Bilancio approvata dal Governo nel 2023 è stato inserito un credito di imposta per gli imballaggi riciclati: scopri di cosa si tratta.
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Attraverso la legge di Bilancio 2023 il Governo ha approvato, ancora una volta, il credito di imposta per imballaggi riciclati. Si tratta di una decisione importante, inserita in un’ottica di economia circolare, cioè di riutilizzo di prodotti usati per evitare, per quanto possibile, gli sprechi.

Quali sono i tipi di imballaggio inclusi nella legge e chi beneficerà dei crediti di imposta?

Chi potrà godere di un 36% di credito di imposta sulle spese sostenute saranno tutte quelle imprese che andranno ad acquistare prodotti realizzati con materiali provenienti dalla raccolta differenziata delle materie plastiche e degli imballaggi biodegradabili e compostabili.

La legge 29 dicembre 2022, n. 197 (entrata ufficialmente in vigore il 1° gennaio del 2023) va dunque ad integrarsi a quanto già deciso con la precedente legge del 30 dicembre 2018, la n. 145, che aveva previsto il medesimo credito di imposta per le aziende “virtuose”, per tutte le loro spese sostenute e ovviamente documentate. Vediamo quali sono i criteri indicati per l’assegnazione del credito di imposta, come riportati sul sito della Camera dei Deputati, dove si legge “il decreto del Ministero della transizione ecologica del 14 dicembre 2021 stabilisce i requisiti tecnici e le certificazioni idonee ad attestare la natura ecosostenibile di prodotti e di imballaggi, al fine di riconoscere un contributo sotto forma di credito di imposta per le imprese che acquistano”: 

  • prodotti finiti realizzati con materiali provenienti dalla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica;
  • imballaggi primari e secondari biodegradabili e compostabili secondo la normativa UNI EN 13432:2002, inclusi: 1) gli imballaggi in carta e cartone, ad eccezione degli imballaggi in carta stampati con inchiostri, degli imballaggi in carta trattata o spalmata con prodotti chimici diversi da quelli normalmente utilizzati nell’impasto cartaceo e degli imballaggi in carta accoppiati con altri materiali non biodegradabili e compostabili; 2) gli imballaggi in legno non impregnati;
  • imballaggi primari e secondari derivati dalla raccolta differenziata della carta;
  • imballaggi primari e secondari derivanti dalla raccolta differenziata dell’alluminio

Con il Decreto attuativo del Mite datato 14 dicembre 2021, inoltre, il Governo aveva definito con maggior precisione le modalità per proporre le istanze per poter sfruttare il credito di imposta: ecco dunque che la nuova legge di Bilancio 2023 ha così autorizzato una spesa complessiva per il 2023 che ammonta a 10 milioni di euro. Il credito di imposta confermato per il 2023 e il 2024 per tutte le aziende coinvolte ha un obiettivo cruciale: con esso le autorità puntano infatti all’aumento del riciclaggio delle plastiche miste e degli scarti non pericolosi dei processi di produzione industriale, ma anche alla riduzione dell’impatto sull’ambiente dei rifiuti non riciclabili derivanti da materiali da imballaggio.

Vale la pena ricordare inoltre che sarà possibile ricevere gli incentivi statali anche per quanto riguarda gli imballaggi derivanti dalla raccolta differenziata del vetro: già nella legge 145/2018 erano inclusi gli imballaggi legati alla sola raccolta differenziata di alluminio e carta, mentre con l’articolo 1 comma 686 della legge 197/2022 il principio viene ampliato anche al vetro.

Per quanto riguarda le cifre, il nuovo credito d’imposta sarà riconosciuto fino a un importo massimo annuale di 20.000 euro per ciascun beneficiario.

Scopri qui cosa devi sapere riguardo al credito di imposta per imballaggi riciclati approvato all'interno della legge di Bilancio da parte del Governo nel 2023.
Carte, lattine e oggetti di plastica vari usati e gettati a terra.

Come fare richiesta del credito di imposta

Le aziende che intendono poter usufruire del credito di imposta per gli imballaggi riciclati dovranno fare richiesta solo ed esclusivamente online attraverso piattaforma informatica Invitalia PA Digitale. Per poter presentare le istanze è necessario essere in possesso dello SPID, ovvero della propria identità digitale.

La richiesta dovrà essere firmata digitalmente dal legale rappresentante dell’azienda e rivolta al Ministero della Transizione avendo cura di specificare per ognuna delle categorie di imballaggi e prodotti l’ammontare complessivo delle spese sostenute e il relativo anno di riferimento, l’ammontare del credito di imposta richiesto e l’assenza di altre eventuali agevolazioni attive per simili voci di spesa.

Attenzione anche agli allegati della richiesta: senza di essi si resterà esclusi dalla concessione del credito. La richiesta dovrà dunque essere corredata anche da:

  • Una copia del documento di identità e del codice fiscale del richiedente;
  • Tutte le certificazioni richieste
  • L’attestazione delle spese che sono effettivamente state sostenute per l’acquisto di materiali provenienti dal riciclo di altre sostanze

Come attestare le spese?

Come abbiamo visto in precedenza, il contributo per le aziende corrisponde al 36% delle spese sostenute in prima battuta fino ad un importo massimo che corrisponde a 20.000 euro per ogni azienda che ne faccia richiesta. Le spese che valgono per l’assegnazione del credito si considerano sostenute dall’azienda in base all’art 109, commi 1 e 2 lettera del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, che riporta il testo unico delle imposte sui redditi.

Bisogna ricordare che le spese sostenute, com’è ovvio, vanno adeguatamente dimostrate con un’attestazione che può essere rilasciata dal presidente del collegio sindacale, da un revisore legale, da un professionista commercialista o contabile o ad un esperto iscritto all’albo dei periti commerciali o dei consulenti del lavoro. Chi si può occupare della pratica può anche essere il responsabile di un centro di assistenza fiscale.

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Alberto Muraro

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