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La grande sfida di un futuro urbano sostenibile

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Promuovere lo sviluppo di città intelligenti, incentrate sui bisogni persone e resilienti al cambiamento climatico; fornire alloggi adeguati per tutti, accelerando la trasformazione delle baraccopoli entro il 2030. Gli ambiziosi obiettivi della Seconda Assemblea UN-Habitat sugli insediamenti umani in tempi di crisi globale sono raggiungibili? 

È possibile un futuro urbano sostenibile? Il futuro delle nostre città è di fatto il nostro: le aree urbane ospitano già più del 55% della popolazione mondiale e si prevede che gli abitanti delle città raddoppino entro il 2050. Non è facile, specialmente in tempi di crisi globali, il compito di UN-Habitat, il programma delle Nazioni Unite per gli insediamenti umani, che lavora per rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, resilienti e sostenibili, secondo l’undicesimo obiettivo dell’Agenda 2030 dell’Onu per lo sviluppo sostenibile. UN-Habitat ha riunito la propria Assemblea a Nairobi all’inizio di giugno per tradurre agende e punti chiave in azioni concrete. 

Alloggi inadeguati e impronta ecologica i problemi principali degli insediamenti urbani 

Attualmente, fino al 60% degli sfollati a causa di conflitti e disastri cerca riparo e rifugio nelle città; secondo le stime delle Nazioni Unite, 3 miliardi di persone entro il 2030 vivranno in alloggi inadeguati, il 40% della popolazione mondiale. Disporre di alloggi adeguati è uno dei problemi più urgenti del XXI secolo e UN-Habitat a Nairobi ha posto la necessità di accelerare il passo “per costruire le basi di una trasformazione che soddisfi le esigenze del miliardo di abitanti degli slum e degli insediamenti informali”. Inoltre, le città hanno un’impronta ecologica enorme: occupano il 3% circa della superficie terrestre ma sono responsabili di oltre il 70% delle emissioni di anidride carbonica e concentrano almeno l’80% delle attività economiche globali. Per il Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres “se non agiamo subito, l’Agenda 2030 diventerà l’epitaffio di un mondo che avrebbe potuto essere”. 

Assemblea UN-Habitat di Nairobi: i risultati 

I rappresentanti dei 90 Paesi riuniti a Nairobi hanno declinato il tema del futuro urbano sostenibile in cinque aree: 

  • accesso universale ad alloggi a prezzi accessibili; 
  • azione per il clima urbano; 
  • recupero delle crisi urbane; 
  • localizzazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs); 
  • prosperità e finanza locale.

Per indirizzare il suo futuro piano di azione, l’Assemblea ha adottato 10 risoluzioni che stabiliscono linee guida sulle città intelligenti, incentrate sulle persone; l’accelerazione della trasformazione degli insediamenti informali e delle baraccopoli entro il 2030; l’istituzione di una Giornata mondiale Cleanup; la necessità di promuovere città biodiverse e resilienti; di migliorare l’interconnessione tra urbanizzazione e resilienza ai cambiamenti climatici; la localizzazione degli SDG; di fornire alloggi adeguati per tutti; di adottare una pianificazione urbana e infrastrutture sostenibili; di creare un quadro di resilienza degli insediamenti umani; di finanziare equamente e monitorare l’attuazione delle risoluzioni UNHA2. Per mobilitare e razionalizzare i finanziamenti necessari alla loro attuazione UN-Habitat, tramite l’ultima risoluzione, crea una piattaforma di finanziamento per l’azione urbana all’interno della “Fondazione Habitat e Insediamenti Umani” delle Nazioni Unite, per attrarre e gestire i fondi dei donatori. Il documento firmato dalla direttrice esecutiva di UN-Habitat Maimunah Mohd Sharif conclude che sull’attuazione dell’obiettivo 11 dell’Agenda 2030 ci sono gravi lacune: “sono necessari meccanismi partecipativi più forti e innovativi per trasformare le politiche in azioni e assegnare i finanziamenti per l’attuazione ai livelli regionali e locali”. Per l’Italia ha partecipato all’Assemblea il sottosegretario all’Ambiente e alla Sicurezza Energetica Claudio Barbaro; tra le novità, la firma del contributo dell’Italia a UN-Habitat nell’ambito del progetto “Waste Wise City”, sulla gestione dei rifiuti nella baraccopoli di Korogocho, una delle più grandi al mondo.

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