Se pensiamo alle mosche, ci balzano in mente le fastidiose specie domestiche, dall’antipatico ronzio e che possono diffondere germi. All’interno di questa famiglia, però, vi è una super-eroina dell’economia circolare domestica, la quale sta rivoluzionando il modo in cui gestiamo la valorizzazione degli scarti in cucina: si tratta della mosca soldato (Hermetia illucens secondo il suo nome scientifico).
Mentre le mosche comuni si posano sui piatti serviti in tavola, infastidendoci poiché foriere di batteri, la mosca soldato adulta si comporta in tutt’altra maniera, dal momento che non ha nemmeno l’apparato boccale. È una specie che non mangia, non punge e vive solo pochi giorni, con un unico scopo: la riproduzione. Il cuore pulsante del suo ciclo vitale è la fase intermedia, quella della larva: essa costituisce una macchina digestiva insaziabile, capace di compiere un vero e proprio miracolo di bioconversione dei rifiuti organici.
La biologia della super-mosca soldato: perché non è un parassita
Come si sarà già inteso, vi è una differenza davvero abissale tra la mosca domestica, che tutti conosciamo, e la black soldier fly, quella che, in italiano, chiamiamo mosca soldato. Perché la Hermetia illucens è una specie pulita. Essa non trasmette malattie, semmai fa l’esatto contrario: contribuisce attivamente all’igiene dell’ambiente circostante. Essendo innocue da adulte, dal momento che non mangiano né infastidiscono, le mosche soldato si pongono principalmente come strumento biologico, ultra-efficiente, per la gestione sostenibile delle risorse.
Il ciclo vitale rapido
Il ciclo di vita della mosca soldato è un autentico esempio di efficienza biologica. Esso si divide nelle quattro fasi principali elencate di seguito. L’esistenza dell’insetto dura, solitamente, dai 10 ai 50 giorni, a seconda della temperatura. Le femmine depongono uova su materiale organico in decomposizione. Queste si schiudono in larve piuttosto rapidamente, nel giro di 8 ore, in condizioni ottimali, oppure 24, qualora incontrassero difficoltà ambientali o facesse più freddo. In pochi giorni, le larve neonate si nutrono, diventano pupe e, infine, adulti alati, capaci di riprodursi in meno di una settimana.
- Stadio 1: uovo. Le mosche femmina depongono le uova in piccole fessure, vicino a materia organica.
- Stadio 2: larva. Si tratta della fase più attiva della vita di una mosca soldato. In questo momento, le piccole Hermetia illucens mostrano delle performance incredibili, se pensiamo alle loro possibilità. 1 solo metro quadrato di estensione di larve riesce a processare 15 chilogrammi di scarti ogni giorno. E non parliamo soltanto del compostaggio classico, perché la larva di mosca soldato digerisce, senza alcun tipo di problema, anche carne e pesce.
- Stadio 3: pre-pupa in fase migrante. Una volta che ha accumulato abbastanza nutrimento e dispone di energia sufficiente, la larva trasmuta, si sposta faticosamente in luogo asciutto e riparato e, nella tranquillità di questo anfratto, si trasforma, raggiungendo lo stato di maturazione.
- Stadio 4: mosca in fase riproduttiva. Terminato il processo larvale, l’adulto è finalmente in grado di emergere nel suo stato finale, accoppiarsi e deporre uova riaprendo il ciclo. Tristemente, muore poco dopo senza mai nutrirsi.
L’effetto sanificante
Le larve di mosca soldato non si limitano a mangiare. Secernono enzimi e peptidi antimicrobici in grado di sopprimere batteri patogeni come Salmonella ed Escherichia coli. Inoltre, la loro presenza massiccia, e la velocità con cui consumano il cibo, impediscono alle mosche comuni di deporre uova, rendendo le zone di compostaggio più igieniche. L’azione di sanificazione delle larve si sviluppa su tre livelli d’azione, coordinati tra loro, capaci di trasformare un cumulo di scarti – potenzialmente pericolosi – in materiale stabilizzato e sicuro.
- Secrezione di peptidi antimicrobici. L’azione delle larve risiede nella produzione di peptidi antimicrobici. Vivendo in ambienti saturi di batteri, la larva ha evoluto un sistema immunitario esterno. Essa secerne nel cibo molecole come defensina e cecropina. Questi composti agiscono come antibiotici naturali a largo spettro. Possono perforare le membrane cellulari di batteri nocivi come Salmonella enterica ed Escherichia coli. Secondo studi condotti nell’ambito della bioconversione di rifiuti organici, l’abbattimento della carica batterica dei patogeni è superiore al 90% in meno di 48 ore.
- Digestione esterna enzimatica. Le larve praticano una forma di digestione extra-orale, non avendo una vera e propria bocca. Rigurgitano nel substrato organico ove si stanno sviluppando un potente mix di enzimi idrolitici, come proteasi, amilasi e lipasi. Questi smontano le macromolecole organiche complesse, prima ancora che la larva le ingerisca. Il processo accelera esponenzialmente la decomposizione, a una velocità tale da prevenire i processi di putrescenza anaerobica che causano cattivo odore, e distrugge le nicchie ecologiche nelle quali proliferano i batteri della decomposizione lenta.
- Inibizione competitiva e alterazione del pH. La presenza massiccia di larve di mosca soldato altera fisicamente il substrato. Il loro movimento continuo rimescola il compost mentre le loro deiezioni modificano il pH. Simultaneamente, gli insetti rilasciano feromoni volatili che inviano un segnale chiaro alla comune mosca domestica, non appena essa gli capta: questo posto è già occupato. Il fenomeno è noto come inibizione competitiva e impedisce alle mosche vettori di malattie di deporre uova, bonificando l’intera area circostante da infestazioni indesiderate.
Come e perché costruire una box per mosca soldato
Il potenziale della mosca soldato è indubbio. Ma com’è possibile realizzarlo appieno in casa? È innanzitutto necessario realizzare una compostiera BSF; facilmente assemblabile in autonomia. L’acronimo sta per black soldier fly, il nome inglese di questa specie di mosca. La struttura è simile a quella di un bidone del compost, ma presenta un accorgimento ingegneristico fondamentale: il sistema di auto-raccolta delle pre-pupe giunte a uno stadio di sviluppo sufficiente per migrare.
L’angolo della rampa
Il segreto industriale, se così vogliamo definirlo, che mette in moto l’auto-raccolta, risiede nell’istinto migratorio della pre-pupa. Quando è pronta per la metamorfosi, la larva giunta a questo stadio cerca, in autonomia, un’uscita. Costruendo una rampa, all’interno della box per mosca soldato, con una pendenza compresa tra 35 e 40 gradi, le larve si sposteranno da sole verso l’alto, cadendo poi in un secchio di raccolta apposito, posizionato all’estremità della salita. In questo modo, avremo modo di raccogliere mangime per galline autoprodotto o cibo per pesci da acquario o allevamento senza alcun bisogno di separazione manuale degli insetti dal compost.
La gestione degli odori
Un sistema ben bilanciato non emette cattivo odore. La compostiera dotata di box per mosca soldato funzionale e popolata dal giusto numero di larve, in proporzione alla dimensione, dovrebbe avere un odore neutro, o al limite leggermente terroso. Simile al fondo di caffè. Qualora producesse puzza, ciò potrebbe probabilmente significare la presenza di troppa umidità o l’assenza di sufficiente aerazione. Generalmente, in questi casi, è sufficiente aggiungere cartone sminuzzato, o segatura, al fine di assorbire i liquidi in eccesso e ristabilire il corretto rapporto di carbonio.

Accanto alla riduzione drastica dei rifiuti, il prodotto finale legato all’allevamento della mosca soldato è un tesoro nutrizionale. Le larve raccolte sono composte per circa il 40% da proteine e sono ricche di grassi e calcio. Secondo i manuali della FAO, l’utilizzo della BSF su larga scala rappresenta una delle chiavi per la sicurezza alimentare globale. Anche i regolamenti UE, su tutti il 2017/893, hanno aperto all’uso di proteine da insetti nei mangimi per acquacoltura e pollame. Queste norme riconoscono la mosca soldato come fonte proteica sostenibile e sicura.




