Nelle metropoli moderne, il cemento sembra non lasciare spazio a visioni di urbanistica paesaggista. Eppure, sta emergendo una rivoluzione silenziosa, la quale non richiede ettari di terreno, ma soltanto ingegno. Si tratta dei pocket parks, parchi tascabili in italiano. Sono piccole aree verdi, spesso inferiori ai 500 metri quadri, ricavate da lotti inedificabili.
A differenza dei grandi parchi urbani, che richiedono lottizzazioni pianificate e interventi cospicui, in termini di tempo e denaro, oltre a causare disagi alla cittadinanza, il pocket park è velocemente realizzabile, e offre un verde di immediata prossimità. È un vero e proprio salotto verde sotto casa, un presidio di biodiversità che trasforma la riqualificazione di spazi residui in un motore di benessere quotidiano, combattendo le isole di calore presenti nel quartiere e aumentando il valore sociale, oltre che economico, degli edifici circostanti.

La filosofia del micro: rigenerare senza avere a disposizione grandi spazi
La forza della micro-rigenerazione urbana risiede nel capire che non serve un bosco per cambiare la percezione di una via. A volte, bastano un albero ben piazzato e una panchina accogliente. I pocket parks sono figli di questa visione. Derivano da un’intuizione felice che ha permesso a numerose città di sostituire spazi abbandonati (noti come SLOAP, dall’acronimo inglese di space left over after planning, ovvero spazio avanzato dopo la pianificazione urbana) con gradevoli angoli di verde divenuti luoghi di ritrovo per la comunità.
Il recupero dei vuoti urbani
Quando parliamo di SLOAP ci riferiamo a tutti quegli spazi rimasti fuori dalla pianificazione: un triangolo di terra tra due palazzi; un vicolo cieco; una rientranza stradale inutile. Se ne creano più spesso di quanto si creda, dal momento che in urbanistica si tende a collocare prima le infrastrutture necessarie e più imponenti nello spazio e poi a chiudere il masterplan, senza curarsi troppo di quel che rimanga tra le intercapedini. Angoli senza alcuna destinazione d’uso, in città, possono tornare comodi. Non sono infatti mai inutili, dal momento che diventano parcheggi ideali per una sosta veloce.
Non di rado, questi spazi finiscono per diventare ricettacoli di degrado. Eppure, sarebbe davvero semplice, in fase progettuale, trovare una collocazione per delle piccole aree verdi, le quali diverrebbero rapidamente risorse preziose per la cittadinanza. Trasformare uno SLOAP in parco tascabile significa eliminare un buco nero urbano, covo di sporcizia, e restituirlo alla comunità, regalandole un angolo utilizzabile in tutte le stagioni e che tuteli la biodiversità.
L’accessibilità per anziani e bambini
Il concetto della città dei 15 minuti si basa sull’idea che ogni servizio essenziale debba essere raggiungibile a piedi, in un quarto d’ora o meno. Gli spazi verdi di prossimità, come i pocket parks, sono il pilastro di questa filosofia. Tutti dovrebbero poterne beneficiare ed è davvero semplice collocarli entro 15 minuti da ogni unità immobiliare. Per un anziano con mobilità ridotta, o un genitore con bambino piccolo, avere una vera e propria oasi di pace, che ripari dalla calura estiva, vicino alla casa ove risiede, fa la differenza tra restare isolati o vivere una vera e propria socialità di vicinato.
I tre ingredienti fondamentali dei pocket parks che funzionano
Il segreto del successo di un parco tascabile non è tanto la sua dimensione, che non a caso si definisce tascabile, ma la densità di funzioni che riesce a ospitare sulla sua superficie. Al fine di progettare un’area che la gente vorrà davvero abitare e frequentare è necessario attenersi a tre regole, se così vogliamo definirle, in maniera tale da riuscire a collocare nel parco tutto ciò che i residenti locali, date le caratteristiche del loro rione, potrebbero richiedere a un’area verde.

1. Protezione e intimità
Un buon parco tascabile deve porsi come rifugio e far percepire un senso di protezione a chi decida di frequentarlo. Poiché questi parchi sorgono spesso accanto a strade trafficate, l’uso di siepi fitte; muri verdi o recinzioni leggere è fondamentale, al fine di costituire una barriera visiva e acustica. L’obiettivo è quello di isolare l’utente dal caos urbano, creando un microclima protetto dove il rumore del traffico sia sostituito dal fruscio delle foglie. È possibile riuscirci anche in città, dando origine a uno spazio certamente intimo e protetto, ma contemporaneamente aperto a chiunque voglia beneficiare di una sosta nella natura, anche in una metropoli.
2. Flessibilità d’uso
Quando si hanno a disposizione pochi metri quadrati, lo spazio deve essere polivalente. La tendenza moderna è l’utilizzo di sedute mobili, come per esempio le famose sedie del Paley Park di New York, il parco tascabile più famoso al mondo, o di muretti, a diverse altezze, che fungono sia da panchina per la pausa pranzo che da elemento di gioco per i bambini. Questa versatilità permette al parco di cambiare utenza durante la giornata, rendendosi appetibile a persone di ogni età ed estrazione sociale.
Creare presidi sempre popolati aumenta considerevolmente la sicurezza della zona e dell’intero quartiere, grazie alla presenza costante di persone. La teoria degli occhi sulla strada si basa esattamente su questo. Finché ci sono negozi, attività o persone affidabili a circolare nelle strade, nella piazze e lungo i viali, è molto più difficile che i malintenzionati possano agire indisturbati. Naturalmente, il civile non è in grado di sostituire un appartenente alle Forze dell’Ordine, ma può svolgere il ruolo di ulteriore deterrente al compimento di misfatti e reati.
3. Vegetazione ad alto impatto
Mancando lo spazio per ampi prati, le scelte botaniche devono essere strategiche nei pocket parks. Solitamente si prediligono alberi a chioma densa, così da garantire ombra immediata, e piante perenni resistenti allo stress urbano dovuto a inquinamento e scarsa irrigazione. La vegetazione non svolge soltanto una funzione estetica, ma contribuisce anche ad abbassare la temperatura locale di diversi gradi, offrendo sollievo durante le ondate di calore. Riconvertire una zona degradata in parco urbano contribuirà a una riqualificazione anche sensoriale: lo spazio in disuso acquisirà nuovi colori e profumi, mentre la città guadagnerà una nuova dimensione di sostenibilità.

Pocket parks e grandi parchi urbani: caratteristiche e differenze
Nella tabella sottostante mettiamo a confronto i due differenti modelli di verde urbano: grande parco e pocket park. Vediamo le peculiarità delle due aree, i loro pregi e i loro difetti.
| Caratteristica | Grande parco urbano | Pocket park | Vantaggi del parco tascabile |
| Distanza e accessibilità | Richiede l’uso di mezzi di trasporto pubblici o privati per essere raggiunto, limitandone la frequenza d’uso. | La sua collocazione sotto casa, o quasi, lo rende raggiungibile a piedi, in pochi minuti. | Favorisce l’uso quotidiano, l’attività fisica spontanea e riduce la necessità di spostamenti, contribuendo a una mobilità più sostenibile. È un elemento di miglioramento immediato della qualità della vita. |
| Costo di realizzazione | Nell’ordine dei milioni di euro. Si tratta di progetti complessi che richiedono anni di pianificazione e approvazioni. | Basso (tipicamente tra 10.000 € e 50.000 €). Sono progetti rapidi e modulari. | La convenienza economica li rende accessibili a comuni con budget limitati o attuabili attraverso iniziative di micro-finanziamento, come il crowdfunding, o partenariati pubblico-privato. |
| Manutenzione e gestione | Complesse e costose, richiedono personale specializzato e fondi comunali consistenti. | Gestibili grazie alle ridotte dimensioni; spesso possono essere affidate a comitati di vicinato e/o associazioni locali. | Il coinvolgimento attivo della comunità nella cura dello spazio garantisce una maggiore cura, prevenendo degrado e abbandono. |
| Tipologia d’uso | Orientato a grandi eventi, attività sportive strutturate, gite e svago nel weekend. | Uso quotidiano e generalmente contemplativo: pausa caffè, lettura all’aperto, attesa del bus, breve sosta rigenerante, socializzazione informale… | Si integra perfettamente nella routine quotidiana, offrendo un sollievo dallo stress urbano e un polmone verde diffuso, ideale per momenti di relax e introspezione. |
| Impatto sociale | Luogo di incontro cittadino, spesso frequentato da persone provenienti da diverse aree della città. | Luogo di coesione di vicinato e rafforzamento dei legami tra residenti della stessa strada o isolato. | Agisce come un catalizzatore sociale: i vicini si incontrano, si riconoscono e costruiscono una comunità più forte, aumentando il senso di sicurezza e appartenenza al quartiere. |
Pocket parks che ispirano: dal Paley alla capillarità dei parchi nelle capitali europee
Il riferimento mondiale, quando si parla di pocket parks, resta il Paley Park di New York. Inaugurato nel 1967, misura appena 390 metri quadri ma, grazie alla sua cascata d’acqua che copre i rumori della città e alle comode sedie e tavolini diffusi, resta una delle mete più amate di Manhattan. Oggi, città come Londra e Barcellona stanno moltiplicando questi interventi, dando origine a parco tascabile dopo parco tascabile e dimostrando che la capillarità del verde è tanto importante quanto la sua estensione totale.




