Ogni mattina, davanti agli istituti scolastici italiani, si consuma lo stesso rito. Si crea un ingorgo di auto con motori accesi e si origina una nuvola di gas che avvolge i bambini proprio mentre varcano la soglia del luogo dedicato alla loro crescita, o effettuano il percorso inverso prima di rientrare in casa. Il concetto delle strade scolastiche nasce precisamente per rompere questo schema.
Una strada scolastica non è che una via adiacente a una scuola in cui il traffico motorizzato viene interdetto, temporaneamente, negli orari di ingresso e uscita degli studenti. Alternativamente, l’infrastruttura viaria può essere pedonalizzata in maniera permanente, al fine di restituire lo spazio pubblico a pedoni e ciclisti. Non si tratta solo di una scelta di cortesia. È una vera e propria necessità, sanitaria ed educativa, supportata da numeri che confermano il beneficio dell’estromissione delle auto dalle vie di accesso alle scuole.
Dalle metropoli europee ai primi progetti di school streets in Italia, i dati dimostrano che liberare i cancelli dalle auto riduce – drasticamente – l’esposizione al biossido di azoto (NO2); aumenta la sicurezza stradale dei bambini e, forse neppure troppo sorprendentemente, ha un impatto diretto sulle prestazioni cognitive degli studenti.
Perché i bambini rischiano di più? L’altezza del tubo di scappamento
Generalmente, tendiamo a pensare che l’inquinamento colpisca tutti allo stesso modo. Da ricerche scientifiche portate avanti negli ultimi decenni, invece, è emerso che i più piccoli sono vittime di una sfortunata combinazione di fattori, fisiologici e fisici, che rendono l’inquinamento davanti alle scuole un’emergenza compartimentata e specifica.
La fisiologia della vulnerabilità
Ogni qualvolta in cui definiamo i bambini dei piccoli adulti, commettiamo un errore a livello anatomico. I polmoni dei più piccoli sono ancora in fase di sviluppo e la loro frequenza respiratoria è più alta. A parità di tempo di respirazione, un bambino inala molta più aria (e quindi, molti più inquinanti) rispetto a un adulto. Un dato ancor più critico è quello relativo all’altezza. I bambini respirano proprio al livello nel quale i tubi di scappamento delle auto emettono i loro gas. In questo strato, se così vogliamo definirlo, la concentrazione di particolato e gas tossici è massima. Questo li espone a un carico di veleni che gli adulti, più alti in statura, percepiscono in misura minore.
L’effetto canyon davanti al cancello della scuola
Quando il genitore attende di recuperare il proprio figlio, o la propria figlia, spesso non spegne la vettura e, pur essendo in sosta, lascia l’automobile accesa. Il fenomeno del cosiddetto idling, ovvero il mantenimento del motore acceso mentre si è in sosta, crea una vera e propria camera a gas. Le file di auto ferme davanti al cancello, magari in strade strette fiancheggiate da palazzi alti, generano un effetto canyon. Questo intrappola gli inquinanti e ne impedisce la fuga e dispersione.
In assenza di strade scolastiche, i bambini iniziano la giornata respirando una miscela di monossido di carbonio e idrocarburi, la quale si deposita negli alveoli polmonari ancora prima del loro ingresso in aula e del suono della prima campanella.
I benefici misurati delle strade scolastiche: aria più pura, voti più elevati, amici più numerosi
Implementare una scuola non prigioniera delle auto non è un esperimento al buio. Non più, perlomeno. Esistono case study internazionali, ben consolidati, i quali mostrano la comparsa di benefici tangibili in tempi brevissimi. Le strade scolastiche si pongono davvero come un toccasana nella crescita e nello sviluppo dei più giovani.
Crollo degli inquinanti
I dati raccolti dalla Campagna Streets for Kids e da monitoraggi scientifici, a Londra così come a Parigi, sono inequivocabili. Nelle strade chiuse al traffico, si è registrata una riduzione dell’NO2 disperso nell’aria che respirano i bambini fino al 23%, durante gli orari scolastici. Pulire esternamente significa migliorare anche l’aria interna agli istituti. Le aule affacciano spesso sulla strada. Meno traffico, dunque, significa meno aria insalubre che penetra nelle finestre, durante i ricambi d’aria.
Che legame c’è tra smog e apprendimento?
Uno dei dati più interessanti, a questo riguardo, arriva dallo studio realizzato da Instituto de Salud Global de Barcelona. I ricercatori catalani hanno monitorato migliaia di bambini. Al termine dei loro test appariva chiaro come gli allievi di scuole circondate da meno traffico mostrassero uno sviluppo della memoria di lavoro, oltre che della capacità di attenzione, ben superiore rispetto a quello dei coetanei esposti ad alti livelli di inquinamento atmosferico e acustico.
Meno rumore e meno smog si traducono in voti migliori, oltre che in una maggiore facilità di apprendimento. Le capacità mnemoniche e di concentrazione, oltre che l’abiltà di restare concentrati più a lungo, sono legate in maniera stretta alla minore insorgenza dei fattori di stress ambientale di origine antropica.
Autonomia e socialità
Realizzare strade scolastiche e trasformare una via carrabile in una piazza cambia diametralmente il modo in cui i bambini vivono la comunità. Senza il pericolo delle auto, i piccoli possono riappropriarsi di una propria autonomia negli spostamenti. Favorendo iniziative come il pedibus, ovvero l’autobus che va a piedi, dove i bambini camminano, insieme, verso la scuola, si combatte la sedentarietà e si crea un’opportunità di socializzazione e di gioco. I minuti che precedono l’ingresso trasformano la strada in un’estensione del cortile scolastico e anticipano la ricreazione, stimolando amicizia, socializzazione e collaborazione.
Come si realizza una strada scolastica
Non pensiamo che servano cantieri faraonici e lunghi periodi di chiusura al fine di cambiare volto a una via e renderla una strada scolastica. Spesso, la soluzione risiede piuttosto nella creatività e nella partecipazione comunitaria. Gli stessi studenti possono attivarsi e dare vita alla loro strada d’accesso all’ente scolastico ideale, se coadiuvati dai propri genitori e autorizzati dal comune.
Vernice e fioriere: un approccio tattico e condiviso alla creazione di strade scolastiche
Milano ha dato l’esempio, nel nostro Paese, grazie al progetto Piazze Aperte per le Scuole, portato avanti tra il 2018 e il 2023. Per le realizzazioni parte dell’iniziativa si è ricorso alla cosiddetta urbanistica tattica. Invece di colate di cemento, sono state stese vernici colorate sull’asfalto. Come arredi, al posto dei parcheggi a raso si è scelto di collocare panchine, fioriere e rastrelliere per le bici. Questi interventi sono rapidi, a basso costo e restano reversibili. Comunicano però immediatamente un messaggio ben chiaro. Segnalano che quegli spazi sono dedicati alle persone, non alle automobili.
L’iniziativa è stata un modo per testare la validità del progetto e abituare i residenti al nuovo assetto stradale. Pressoché tutti hanno accettato di buon grado la riconversione, nel momento in cui è stato loro spiegato che si tratta di una soluzione dedicata agli studenti e pensata per i più piccoli.
Il ruolo dei genitori nell’attivazione delle strade scolastiche
Il successo delle School Streets dipende spesso dalla forza della spinta dal basso. I genitori, così come i membri di un comitato locale o di quartiere, possono attivarsi in prima persona e portare avanti:
- Mappatura del rischio. Documentando la situazione del traffico e i momenti di pericolo davanti alla scuola, si metteranno in evidenza criticità e problematiche per gli studenti;
- apertura di un dialogo con la dirigenza. Portando il progetto al Consiglio di Istituto sarà possibile chiedere, e quasi certamente ottenere, il supporto formale della scuola;
- proposta al comune. Dopo aver documentato il rischio e incassato il supporto dell’istituto, ci si potrà rivolgere all’assessorato locale alla mobilità, citando anche i dati della campagna Clean Cities – Streets for Kids, la quale dimostra quanti e quali vantaggi possano avere le strade scolastiche sulla salute pubblica;
- sperimentazione. Sarà probabilmente necessario vincere le resistenze iniziali di locali e residenti. Per farlo, è possibile iniziare con chiusure temporanee o eventi una tantum. Per esempio, si può pensare a una chiusura mirata durante la giornata europea delle strade scolastiche (24 ottobre).
La realizzazione di una strada scolastica rappresenta un concreto investimento sul futuro. Non si tratta soltanto di un modo per ridurre il numero di incidenti, bensì di uno strumento che può garantire ai bambini il diritto fondamentale a respirare aria pulita e a crescere in un ambiente che favorisca la loro concentrazione, oltre che il loro benessere psicofisico. Nella tabella sottostante, riportiamo tutti i vantaggi tangibili legati all’introduzione delle strade scolastiche.
| Parametro | Scenario Car-Centric (Tradizionale) | Scenario School Street (Pedonale con strada scolastica) | Analisi e benefici aggiuntivi |
| Qualità dell’aria | Picchi elevati e concentrati di inquinanti come NO2 e PM10 (microparticolato) proprio negli orari di ingresso e uscita, dovuti a motori lasciati accesi, in sosta breve o in coda. I bambini, a causa della loro altezza, respirano l’aria maggiormente inquinata. | Aria significativamente più pulita. L’assenza di traffico veicolare motorizzato riduce drasticamente le emissioni in loco. La dispersione degli inquinanti residui è maggiore. | Beneficio Sanitario: riduzione dell’esposizione a inquinanti che sono noti fattori di rischio per l’asma infantile, le bronchiti e lo sviluppo cognitivo. Creazione di un cuscinetto di salubrità attorno alla scuola. |
| Rumore | Livelli acustici alti, stressanti e intermittenti di clacson; accelerazioni veicolari e portiere che sbattono. Il rumore è invasivo, penetra nelle aule e ostacola ascolto, concentrazione e didattica. | Ambiente acustico basso e controllato. Il suono predominante è quello delle voci umane, delle risate e della vita comunitaria. Il clima è molto più calmo e sereno, favorevole all’apprendimento. | Beneficio Cognitivo: il basso livello di rumore esterno migliora la capacità di attenzione degli studenti e riduce lo stress acustico percepito da insegnanti e personale. Ciò contribuisce a una migliore performance didattica generale. |
| Sicurezza | Alto rischio di incidenti e infortuni (pedoni, ciclisti e veicoli che interagiscono in spazi ristretti). Caos, manovre azzardate, sosta in doppia fila e intralcio. La paura e la tensione sono palpabili, scoraggiando la mobilità autonoma dei bambini. | Sicurezza totale per pedoni e ciclisti. L’area viene completamente liberata dal pericolo veicolare durante gli orari critici. I bambini possono muoversi, correre e giocare liberamente, senza la supervisione costante legata al pericolo traffico. | Beneficio Psicologico: aumento dell’autonomia e della fiducia nei bambini. I genitori sono meno stressati e più propensi a concedere l’indipendenza nel tragitto casa-scuola, sapendo che si tratta di un percorso sicuro. |
| Mobilità | Forte dipendenza dall’auto privata fino al cancello d’accesso. Si crea il fenomeno del kiss-and-ride selvaggio. Si stimola la sedentarietà dei bambini e l’intasamento delle strade limitrofe. | Netta prevalenza di modi di trasporto attivi e sostenibili: piedi, bici, monopattino. L’area pedonalizzata funge da hub di interscambio per chi arriva da più lontano. Si parcheggia l’auto a maggiore distanza e si prosegue a piedi. | Beneficio Fisico: incentivo sistematico all’attività fisica quotidiana (camminare o pedalare) fondamentale per contrastare l’obesità infantile e migliorare la salute cardiovascolare. Si integra l’esercizio fisico nella routine quotidiana. |
| Socialità | Scarsa e frettolosa. L’atmosfera è dominata dallo stress da parcheggio, dalla tensione della guida e dalla rapidità del rilascio e ritiro. Le interazioni sono ridotte al minimo necessario. | Socialità estremamente alta e rilassata. Lo spazio liberato dalle auto diventa una piazza temporanea e un luogo di incontro. I genitori hanno il tempo di chiacchierare e scambiarsi informazioni. I bambini socializzano, giocano e si preparano all’ingresso scolastico in modo disteso. | Beneficio Comunitario: rafforzamento del senso di comunità e delle reti sociali tra famiglie. La scuola non è più solo un edificio, ma un polo di aggregazione urbana. |
| Valore educativo | Il modello veicolare trasmette implicitamente l’idea che l’auto sia la soluzione unica e migliore per tutti gli spostamenti, anche brevi. Basso valore educativo sulla sostenibilità. | Fornisce un modello pratico di mobilità, sostenibile e consapevole. Insegna ai bambini il valore dell’attività fisica, della sicurezza stradale e del rispetto per lo spazio pubblico. | Impatto Culturale: la strada scolastica si pone come laboratorio urbano di educazione civica e ambientale: un esempio concreto di come l’urbanistica possa migliorare la qualità della vita e favorire comportamenti responsabili. |




