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Superlegno: il materiale del futuro per costruzioni ecologiche

Legna tagliata
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Con il termine superlegno si fa riferimento ad un particolare tipo di materiale molto più solido rispetto al legno tradizionale che potrebbe rivelarsi un’importante alternativa green per il settore dell’edilizia.

Ad oggi, il 95% dei truciolati viene ancora prodotto con colla a base di formaldeide. L’OMS ha però dimostrato che questa sostanza è tossica per gli esseri umani e per l’ambiente: ecco dunque perché, grazie all’innovazione scientifica, stiamo cercando di sostituire tale composto dannoso sviluppando in parallelo un nuovo materiale sano e soprattutto sostenibile. Scopriamo dunque insieme tutte le caratteristiche del superlegno e il motivo per cui può essere considerato come il prodotto del futuro per quanto riguarda le costruzioni ecologiche.

Un legno più resistente dell’acciaio

Di cosa parliamo esattamente quando ci riferiamo al superlegno? Scopriamo insieme le caratteristiche di questo materiale da costruzione.
Una casa di legno nel bosco

Al di là dell’assenza delle sopracitate sostanze tossiche, il superlegno presenta anche un’altra caratteristica specifica, vale a dire una resistenza a dir poco eccezionale. A proposito è importante citare una sorprendente ricerca scientifica pubblicata su Nature: un team di scienziati provenienti dal Maryland ha infatti scoperto una procedura che permette di convertire il legno in un materiale estremamente robusto, persino più resistente dell‘acciaio e di alcune leghe di titanio.

Ecco dunque che alla luce delle sue caratteristiche il superlegno si presenta come tutto quello che la comunità scientifica andava cercando da tempo per il settore delle costruzioni, vale a die un materiale che non solo è abbondante in natura ma che è anche durevole ed economico. In funzione delle sue caratteristiche, in aggiunta, il superlegno offre prestazioni eccellenti a fronte di un ridotto consumo energetico: in questo senso rappresenta dunque un’importante innovazione da non sottovalutare.

Come si genera il superlegno

Il processo di creazione del superlegno applicato inizialmente dal team di ricerca sopracitato non era di per sé così innovativo: per arrivare al risultato finale, gli esperti hanno in effetti sfruttato tecniche già conosciute in passato per aumentare la densità del legno.

La prima fase del processo è di natura chimica: in questo caso si immerge il legno all’interno di una soluzione contenente idrossido di sodio (NaOH) e solfito di sodio (Na2SO3). Questo tipo trattamento va a rimuovere una parte della lignina e dell’emicellulosa dal legno, preservando praticamente intatta la cellulosa, che costituisce la componente più essenziale del legno. Si tratta tra l’altro di un processo molto simile a quello utilizzato nelle cartiere per estrarre la polpa di legno utilizzata nella produzione di carta.

Si passa poi ad un trattamento di natura fisica: qui il legno viene pressato fino ad ottenere il massimo grado di compattazione possibile del materiale. Il legno viene poi leggermente riscaldato: questa parte del processo è cruciale perché è grazie alla combinazione tra la pressione e questo aumento controllato della temperatura che si creano i legami chimici necessari a rinforzare il legno stesso.

Il risultato finale ottenuto è 3 volte più denso rispetto al legno di partenza e 10 volte più resistente. Ma non finisce qui. In base al tipo di trattamento a cui viene sottoposto può diventare fino a 50 volte più resistente e 20 volte più duro.

Possibili applicazioni e vantaggi del superlegno

Che cos'è di preciso il superlegno e in che senso sarà il materiale da costruzione del futuro? Ecco tutto quello che devi sapere.
Un pannello di legno in un negozio

Risulta evidente come l’uso di questo tipo di materiale rispetto ad altri quali l’acciaio, le fibre di carbonio o il cemento possa permetterci di costruire strutture sostenibili da un punto di vista ambientale, essendo il legno un materiale che è tra l’altro in grado di assorbire la CO2. Il legno è poi ovviamente riciclabile, al contrario della fibra di carbonio che presenta elementi inquinanti difficili da smaltire. Gli studi hanno anche dimostrato come il superlegno sia in grado di resistere all’umidità: dopo essere stato sottoposto ad ambienti estremamente umidi per più di cinque giorni, il materiale si è deformato appena del 10%.

La sua rigidità è impressionante: la compressione assiale raggiunge valori di 5,5 volte maggiori rispetto ad un legno naturale pressato, mentre la compressione perpendicolare diventa fino a 52,3 volte superiore. Proprio questa sua caratteristica lo rende un’opzione adatta per edifici costruiti con un occhio di riguardo rispetto al rischio sismico.

Per quanto sia anche economicamente più vantaggioso, non si tratta purtroppo di un materiale utilizzato ad oggi su larga scala. Come abbiamo visto il procedimento per la sua realizzazione è piuttosto lungo e elaborato e richiede diversi passaggi. Ad ogni modo è molto probabile che nei prossimi anni, grazie all’innovazione scientifica, sarà possibile riuscire a ottenere questo tipo di materiale anche in tempi ridotti e con uno sforzo minore. Le applicazioni potenziali, per il resto, non si contano: il superlegno potrebbe essere utilizzato per esempio non solo nelle costruzioni ma anche nel settore dell‘automotive e, perché no, persino in quello aerospaziale. La prospettiva futura di vivere in case di legno resistenti ai terremoti e di guidare automobili in legno senza il timore del maltempo potrebbe non essere poi così remota.

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Alberto Muraro

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