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Verde pubblico: un algoritmo per la manutenzione sostenibile

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Un modello di calcolo sviluppato da ENEA e Università La Sapienza di Roma permette di pianificare la manutenzione riducendo costi, produzione dei rifiuti, consumo di acqua e rischio incendi. Con un occhio anche all’economia circolare.

Si chiama GREEN CAL ed è il modello di calcolo sviluppato da ENEA per pianificare interventi nelle aree verdi cittadine, contrastando più facilmente il degrado e il rischio incendi, risparmiando fino al 70% sui costi di gestione. Gli algoritmi, elaborati dai ricercatori ENEA in collaborazione con Sapienza Università di Roma, sono frutto di uno studio appena pubblicato sulla rivista scientifica Land. “La gestione del verde pubblico comporta spesso importi proibitivi per molti enti locali, ma applicando una manutenzione più flessibile, vale a dire in funzione del grado di utilizzo degli spazi pubblici da parte dei cittadini, è possibile abbattere i costi”, spiega Sergio Cappucci, ricercatore ENEA del Laboratorio Tecnologie per la dinamica delle strutture e la prevenzione del rischio sismico e idrogeologico.

L’algoritmo per una manutenzione del verde pubblico differenziata

Con l’obiettivo di rendere più semplice la pianificazione degli interventi non solo per gli amministratori pubblici ma anche per gli operatori del settore, la ricerca mette in relazione tre elementi: il numero, la posizione e l’estensione delle aree verdi rilevati grazie ai sistemi GIS; le tecniche di sfalcio (utilizzo di decespugliatori, tagliaerba, trincee) e i costi del taglio. Il sistema è stato testato a Latina: 130mila abitanti, 280 kmq di superficie e oltre 460 aree verdi estese su 160 ettari. “Grazie alla mappatura di tutte le aree verdi soggette ad operazioni di sfalcio – racconta Cappucci – il modello di calcolo facilita la selezione degli spazi da sottoporre ad una gestione più o meno frequente, caratterizzata da interventi adeguati alle singole aree”. Ci sono diversi sistemi per determinare il livello di manutenzione (alto, medio, estensivo) necessario per uno spazio pubblico. Il numero dei visitatori è un parametro determinante, ma non è l’unico. Nelle scuole, ad esempio “indipendentemente dal numero degli studenti – aggiunge il ricercatore – la cura del verde è alta, perchè gli scolari usufruiscono di questi spazi all’aperto: nei mesi di marzo-giugno e settembre-ottobre solitamente il livello di manutenzione è spinto, mentre nei mesi di luglio-agosto quasi nullo”.

La manutenzione smart del verde pubblico consente riduzione, valorizzazione dei rifiuti e risparmio idrico

Un approccio più smart alla manutenzione consente anche di sposare i dettami dell’economia circolare e della riduzione dei rifiuti. Il verde pubblico contribuisce per circa il 28% al volume dei rifiuti urbani, grazie soprattutto alla raccolta dei residui dello sfalcio. “All’interno delle aree interessate dalla manutenzione – spiega Cappucci – si possono destinare alcune porzioni ad altri usi che riducono, di fatto, l’estensione della superficie da manutenere: orti urbani, corridoi di arbusti o fioriture che possono favorire e supportare l’impollinazione; oppure la creazione di corridoi di terreno non vegetato con funzione tagliafuoco. Tutte queste scelte contribuiscono a ridurre quantitativamente la produzione di rifiuti organici in un territorio e ridurre i costi di manutenzione”. Il lavoro di ENEA prende inoltre in considerazione le prospettive per la valorizzazione degli sfalci secondo i principi dell’economia circolare, puntando alla chiusura dei cicli grazie alla produzione di compost e digestato. GREEN CAL “è pensato anche per ottimizzare l’uso delle risorse idriche e ridurre il rischio incendi, con tagli lungo corridoi che interrompono il percorso del fuoco e rendono così più efficaci i piani di Protezione civile” aggiunge Cappucci. Per il risparmio di acqua in particolare è possibile individuare le aree verdi dove è necessario predisporre impianti di irrigazione, valutandone la frequenza di irrigazione e il consumo di acqua con analisi più approfondite, oppure ridurre il consumo idrico o eliminare completamente le attività di irrigazione lasciando che l’area sia caratterizzata da un tasso di crescita del manto erboso controllato solo da processi e condizioni meteoclimatiche naturali.

In crescita i Comuni italiani che predispongono piani di manutenzione differenziata del verde

Sempre più Comuni italiani stanno predisponendo piani di manutenzione differenziata, chiari e trasparenti, che indicano la frequenza delle operazioni di manutenzioni da effettuare nelle aree verdi delle città, esattamente come descritto e previsto da GREEN CAL. “Oltre al Comune di Latina, anche il Comune di Roma, grazie ad un incontro avvenuto tra gli autori del modello di calcolo e l’Assessore al verde pubblico, ha adottato l’approccio di ENEA per la predisposizione di appalti pubblici che tengano conto del censimento aggiornato degli spazi pubblici soggetti a manutenzione del verde” riferisce Cappucci.

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