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Walipini: la serra sotterranea andina per coltivare ortaggi anche sotto la neve

Walipini: una serra non interrata
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Le serre tradizionali a casetta sono costose da scaldare, perché presentano troppa superficie vetrata esposta al vento gelido, dissipando calore quasi istantaneamente. Se in inverno la bolletta del gas impenna per mantenere in vita i pomodori nella serra, il problema non è il pollice verde di chi coltiva, ma l’inadatta fisica dell’edificio. La soluzione potrebbe venire dalle Ande: si chiama Walipini.

Sulle gelide vette andine, a oltre 4.000 metri di altitudine, i contadini locali hanno risolto il problema di come riscaldare le loro serre, smettendo di costruire verso l’alto e iniziando a scavare. È in questo modo che è nato il Walipini, parola che in lingua aymara significa, non a caso, luogo caldo. Questa serra sotterranea sfrutta la geotermia passiva e la mette al servizio dell’agricoltura, allo scopo di creare un microclima protetto dove la temperatura resti costante, permettendo raccolti rigogliosi anche quando il paesaggio esterno è sepolto dalla neve.

La fisica della terra: perché scavare invece di rialzare?

Il segreto del funzionamento del Walipini non sta nella tecnologia complessa, bensì nell’accurato posizionamento. Mentre una struttura fuori terra combatte contro le escursioni termiche repentine, la coltivazione ipogea si affida alla stabilità del sottosuolo. A una profondità di circa 2 metri, la temperatura della terra rimane pressoché costante tutto l’anno, all’interno di una forbice tra i 10°C e i 14°C, indipendentemente dal fatto che fuori ci sia un’afa torrida o un gelo polare. Per tal motivo, scavare e posizionare la serra sotto terra dà modo di creare un luogo che si mantiene temperato per 12 mesi, rimanendo a una temperatura costante a Capodanno come a Ferragosto.

La batteria termica infinita

Mentre un sottile telo di plastica o una lastra di vetro, i due elementi che tipicamente delimitano le serre in superficie, hanno un valore isolante prossimo allo zero, due metri di terra offrono una resistenza termica enorme e neppure paragonabile. Le pareti di terra cruda del Walipini non si limitano a contenere il calore, ma fungono anche da vera e propria batteria. Durante il giorno, la massa termica assorbe il calore solare; durante la notte, la terra rilascia lentamente tale energia termica nell’ambiente, impedendo il congelamento delle piante e mantenendo una temperatura favorevole alla loro crescita in salute.

L’angolo del tetto

All’interno di una serra sotterranea Walipini, che gli americani preferiscono definire pit greenhouse, traducendo nella loro lingua, il tetto trasparente è l’unico punto di contatto con l’esterno. Ciò significa che l’elemento deve essere progettato con precisione chirurgica. Per massimizzare la penetrazione della luce e del calore, quando il sole è più basso e debole, l’angolo del tetto dovrebbe mantenersi inclinato di 90° rispetto ai raggi solari, nel giorno del solstizio d’inverno.

Questo accorgimento non è stilistico, ma legato all’esigenza di catturare la massima energia possibile nel momento di maggior fabbisogno energetico. Nell’emisfero settentrionale, in un giorno tra il 21 e il 23 dicembre, durante il periodo di minore esposizione al sole, la stella raggiunge il suo punto più basso sull’orizzonte. Mantenendosi così bassa, i suoi raggi arrivano quasi perpendicolari a una superficie verticale esposta a sud. In questa specifica condizione, è necessario andare a cercare le radiazioni solari. Per farlo, la pendenza verticale si dimostra più efficiente dell’inclinazione standard di un tetto.

Serra tradizionale contro Walipini: le caratteristiche in tabella

CaratteristicaSerra fuori terra delimitata da vetro o plastica)WalipiniDettagli e implicazioni
Isolamento termicoScarso. Disperde rapidamente il calore accumulato su tutti e quattro i lati e richiede riscaldamento ausiliario nei climi freddi.Eccellente. La terra circostante e il pavimento fungono da massa termica isolante e accumulatore di calore. Mantiene una temperatura interna stabile.La Walipini sfrutta il principio dell’isolamento geotermico. La terra è un isolante naturale superiore, capace di ridurre drasticamente escursioni e dispersione termica.
Temperatura notturnaSegue in gran parte la temperatura esterna, con un lieve effetto serra di giorno. Se non è riscaldata attivamente, le colture sono a rischio gelo.Stabile e mitigata. La massa di terra circostante rilascia il calore accumulato durante il giorno. Spesso si registrano temperature interne notturne da +10°C a +15°C superiori a quelle esterne, anche con neve.Questa stabilità termica permette la coltivazione di specie sensibili al gelo o la prolungazione della stagione colturale in ambienti ostili, replicando un microclima temperato.
Costo dei materialiAlto. Necessita di una robusta struttura portante (metallo, legno), di un rivestimento trasparente durevole (vetro, policarbonato) e di sistemi di ventilazione/riscaldamento.Basso. Il costo principale è lo scavo. Si utilizzano materiali locali (terra, sassi) e il telo trasparente è richiesto solo per la copertura del tetto. I costi di manutenzione a lungo termine sono ridotti.L’accessibilità economica è uno dei maggiori vantaggi della Walipini, rendendola un’opzione sostenibile per le comunità rurali o per chi cerca soluzioni a basso impatto.
Luce solareOttima. La luce penetra da tutti i lati, massimizzando la fotosintesi e l’uniformità della crescita.Direzionale. La luce entra esclusivamente dalla copertura superiore. Richiede un orientamento perfetto, con la massima inclinazione possibile per catturare la luce solare invernale.La limitazione della luce laterale può richiedere l’uso di pareti interne riflettenti (per esempio imbiancate) o l’ottimizzazione della disposizione delle piante per prevenire l’eziolamento.
VentilazioneSpesso naturale e semplice, tramite aperture laterali e/o sul tetto (effetto camino).Essenziale e critica. L’aria, più pesante, tende a ristagnare sul fondo. Richiede un sistema di ventilazione efficiente per prevenire l’accumulo di umidità e malattie fungine.La corretta gestione dell’umidità e della circolazione dell’aria sono fondamentali nella Walipini, per garantire un ambiente di crescita sano e prevenire la condensa eccessiva.
Durabilità e resistenzaVulnerabile a venti forti, nevicate abbondanti e grandine.Molto alte. La struttura è protetta dalla terra. Resiste meglio a venti estremi, carichi di neve e sbalzi termici.La Walipini, una volta costruita, è robusta e richiede meno riparazioni strutturali rispetto a una serra fuori terra tradizionale, inevitabilmente esposta agli elementi.

La tabella elenca le principali caratteristiche e differenze tra una serra tradizionale, come quelle che possiamo facilmente vedere nelle nostre campagne, e una Walipini. La seconda, oltre a presentare una maggiore efficacia a livello agronomico, è anche in grado di portare un risparmio economico tangibile in bolletta.

Guida per i maker: attenzione agli errori di progettazione della Walipini

Costruire una serra a fossa di tipo Walipini non significa, semplicemente, scavare un buco e poi coprirlo. Senza una pianificazione accurata, un progetto di autosufficienza alimentare potrebbe trasformarsi in costosissimo disastro idraulico, più che controproducente.

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Impermeabilizzazione

Il rischio maggiore legato a una Walipini progettata male è quello di trasformarla in una piscina olimpionica alla prima pioggia stagionale. Al fine di evitare allagamenti letali per le piante e le colture, è fondamentale creare degli argini esterni, denominati berme. Questi devono deviare l’acqua piovana lontano dallo scavo, impedendole di raggiungerlo. All’interno, il fondo deve prevedere uno strato generoso di ghiaia e sistemi di drenaggio efficaci, al fine di evitare che le radici delle piante marciscano per ristagno idrico.

Ventilazione

All’interno di una struttura interrata come la Walipini, l’umidità tenderà a ristagnare molto più di quanto farebbe in una serra classica. Senza un adeguato sistema di ventilazione — idealmente un camino di sfogo o delle aperture contrapposte — la condensa trasformerà ogni serra interrata in una capsula di Petri per muffe e funghi. E lo farà nel giro di poche ore. La circolazione dell’aria è vitale, tanto quanto il calore stesso. Attenzione a concentrarsi soltanto sul mantenimento della temperatura. Naturalmente, si tratta dell’aspetto principale, ma deve andare a braccetto con i due che abbiamo appena citato. È impensabile pensare di ottenere e mantenere l’uno, in assenza degli altri due.

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Mattia Mezzetti

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