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Approvato il Piano industriale verde dell’Unione europea

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La Commissione europea ha presentato il nuovo Piano industriale comunitario, finalizzato a sostenere la diffusione delle tecnologie pulite. Con l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

Novità in arrivo sul mercato unico europeo. La Commissione europea ha presentato il primo febbraio il suo nuovo piano industriale del Green Deal per rafforzare la competitività dell’industria europea a zero emissioni e sostenere la rapida transizione verso la neutralità climatica. Un piano ambizioso, che punta a raggiungere la leadership industriale in materia di zero emissioni nette e il cui schema si regge su quattro pilastri fondamentali:

  • un contesto normativo prevedibile e semplificato,
  • un accesso più rapido ai finanziamenti,
  • lo sviluppo delle competenze,
  • il commercio aperto.

“L’Europa è determinata a guidare la rivoluzione delle tecnologie pulite” ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. E oltre all’Unione europea, più di 80 Paesi, ad oggi, si sono impegnati ad azzerare le emissioni nette di CO2 entro la metà del secolo circa, tra cui la Cina, gli Stati Uniti e l’India. “Questo decennio – esordisce il Green Deal Industrial Plan for the Net-Zero Age – sarà decisivo per il mondo per limitare l’aumento delle temperature globali e per compiere i passi necessari verso l’azzeramento delle emissioni”. E ancora: “l’era industriale a zero emissioni sarà caratterizzata dalle decisioni prese oggi. L’Unione europea deve essere pronta a fare da apripista, con rapidità, ambizione e un senso di direzione condiviso. Una risposta comune, ancorata alle politiche e agli strumenti dell’Unione europea, sarà molto più efficace della somma di 27 approcci nazionali”.

Zero emissioni: obiettivo dell’Unione europea entro il 2050

Net Zero è un obiettivo a lungo termine, che si raggiungerà quando i gas a effetto serra rilasciati in atmosfera saranno bilanciati dalla quantità di quelli rimossi; non solo grazie alla riduzione delle emissioni causate dalle attività umane, ma anche grazie ai risultati delle attività di compensazione. Gli obiettivi climatici dell’Europa sono indicati nel Green Deal e sanciti dalla Legge europea sul Clima: neutralità climatica entro il 2050, con l’obiettivo intermedio di ridurre le emissioni nette di gas serra di almeno il 55% entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990. La neutralità climatica entro il 2050 significa raggiungere emissioni nette di gas serra pari a zero per i Paesi dell’Unione europea nel loro complesso, principalmente riducendo le emissioni, investendo in tecnologie verdi e proteggendo l’ambiente naturale. “L’Unione europea – prosegue il documento presentato dalla Commissione – è impegnata e convinta di poter accelerare la trasformazione industriale a zero emissioni in casa propria. Oltre alle necessità e alle opportunità come l’introduzione delle energie rinnovabili, la trasformazione delle infrastrutture energetiche e di trasporto come le reti, il passaggio massiccio all’idrogeno privo di fossili come mezzo di stoccaggio, combustibile e materia prima, l’Unione europea può anche essere protagonista delle industrie a zero emissioni del futuro. Possiamo creare nuove forme di cooperazione nel settore delle tecnologie pulite con i nostri partner all’estero. Lavorando insieme ai nostri partner allo sviluppo di tecnologie a zero emissioni, diversificando e rafforzando le catene di approvvigionamento e sostenendo gli altri nella loro transizione verde, la corsa verso lo zero emissioni può essere positiva per il pianeta e per le imprese”.

Piano industriale del Green Deal: la semplificazione normativa

Nell’ottica della semplificazione del contesto normativo, verrà proposta una legge sull’industria a zero emissioni nette per creare un quadro normativo adatto al raggiungimento degli obiettivi di trasformazione industriale, garantendo autorizzazioni semplificate e rapide, promuovendo progetti strategici europei ed elaborando norme a sostegno dell’espansione delle tecnologie pulite in tutto il mercato unico. Il quadro sarà integrato dalla normativa sulle materie prime critiche, per garantire un accesso sufficiente a materiali, come le terre rare, che sono essenziali per la produzione di tecnologie chiave, e dalla riforma dell’assetto del mercato dell’energia elettrica, affinché i consumatori possano beneficiare dei minori costi delle energie rinnovabili.

Piano industriale del Green Deal: i finanziamenti

Il secondo pilastro del piano accelererà gli investimenti e i finanziamenti per la produzione di tecnologie pulite in Europa. Per rendere più rapida e semplice la concessione degli aiuti agli Stati membri, previsti già oggi per accelerare la transizione verde, la Commissione ha intenzione di rivedere il regolamento di concessione degli aiuti di Stato, nell’ottica di un maggiore sostegno agli investimenti verdi e all’innovazione, pur continuando a garantire condizioni di parità della concorrenza all’interno del mercato unico. Ciò contribuirà, tra l’altro, a incentivare i progetti IPCEI (Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo). La Commissione sta inoltre valutando la possibilità di ottenere maggiori finanziamenti per sostenere gli investimenti nella produzione di tecnologie a zero emissioni nette e prima dell’estate, intende proporre l’istituzione di un Fondo per la sovranità europea, nel contesto della revisione del quadro finanziario pluriennale.

Piano industriale del Green Deal: lo sviluppo delle competenze

Lo sviluppo delle competenze per posti di lavoro qualificati per la transizione verde dell’industria è l’elemento centrale del terzo pilastro del piano e una delle priorità del 2023, proclamato Anno europeo delle competenze. La Commissione europea stima che tra il 35 e il 40% dei posti di lavoro potrebbero essere interessati dalla transizione verde; per questo prevede l’istituzione di una Academy per l’industria a zero emissioni, al fine di attuare programmi di miglioramento delle competenze e di riqualificazione delle industrie strategiche. La Commissione valuterà inoltre quali misure adottare per agevolare l’accesso dei cittadini di Paesi terzi ai mercati del lavoro dell’Unione in settori prioritari; nonché come promuovere i finanziamenti pubblici e privati per lo sviluppo delle competenze.

Piano industriale del Green Deal: il commercio aperto

Il quarto pilastro riguarda la cooperazione globale e il contributo del commercio alla transizione verde, nel rispetto dei principi della concorrenza leale e dell’apertura dei mercati, sulla base degli impegni assunti con i partner dell’Unione europea e dei lavori dell’Organizzazione mondiale del commercio. A tal fine la Commissione continuerà a sviluppare gli accordi europei di libero scambio e le forme di cooperazione finalizzate a sostenere la transizione verde. Valuterà inoltre la creazione di un Club delle materie prime critiche, che riunisca consumatori di materie prime e Paesi ricchi di risorse con l’obiettivo di garantire la sicurezza dell’approvvigionamento a livello mondiale. La Commissione si avvarrà dei suoi strumenti per proteggere il mercato europeo dal commercio sleale nel settore delle tecnologie pulite.

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