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In cammino sulle vie dei pastori

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I cuiles, le tradizionali costruzioni dei pastori sardi, sono utilizzate oggi come rifugi dagli amanti del trekking. Arriva un progetto che organizza i cammini sulle vie della transumanza, anche attraverso un’app.

Realizzati in pietra, sughero, argilla, con il tetto conico formato dall’intreccio di robusti rami di ginepro e una struttura utilizzata anche nei villaggi nuragici, i cuiles, le tradizionali costruzioni dei pastori sardi, hanno mantenuto viva una tradizione architettonica millenaria. Fino agli anni Cinquanta i pastori li hanno utilizzati come rifugi e giacigli notturni, ma anche come laboratori per la produzione del formaggio. Poi, una volta abbandonati, il legno di ginepro è stato saccheggiato per finire nelle cantine rustiche e per l’arredamento d’interno. Le capanne lasciate al degrado degli agenti naturali.

Le vie de sos pinnetos

Trent’anni fa anni fa esplode la moda del trekking nelle aree più interne e selvagge del Supramonte e i cuiles attirano l’attenzione degli escursionisti. A Dorgali nasce un comitato di volontari che si occupano di conservare la memoria storica delle tecniche di costruzione e, uno dopo l’altro, i cuiles danneggiati riprendono forma. In alcuni casi si ricostruisce il “fochile”, l’area di forma rettangolare dove si fa il fuoco per cuocere il cibo e riscaldare la capanna; le coperture rinascono intrecciando nuovi tronchi di ginepro. “Le vie de sos pinnetos”, un progetto promosso da Coldiretti Nuoro-Ogliastra e finanziato dalla Camera di Commercio di Nuoro, propone dei percorsi turistici che si snodano intorno ai rifugi, chiamati anche pinnetos: si seguono i sentieri della transumanza dei pastori e si percorrono le rotte di collegamento tra i cuiles per pernottare sotto il tetto di ginepro, sul modello dei rifugi alpini. Un viaggio reso possibile anche a distanza con l’App del progetto, che permette di vivere l’esperienza attraverso video, foto e racconti degli ultimi testimoni di questa storia millenaria. La riqualificazione dei cuiles fa bene al turismo ma anche al settore agroalimentare. “Le vie de sos pinnetos” ha infatti messo insieme una quindicina di aziende agricole locali, che promuovono gli itinerari e vendono i loro prodotti ai turisti con lo zaino.

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Redazione

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