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Comuni rifiuti free: quali sono i più virtuosi d’Italia?

Comuni rifiuti free: una donna ricicla la plastica
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Il primo passo verso un’economia circolare lo compiamo nel nostro piccolo. Le nostre case, i nostri quartieri e i nostri comuni sono i primi presidi virtuosi di una corretta gestione dello scarto. Una buona pianificazione ambientale, anche nel più piccolo dei borghi, parte dal municipio di competenza. Lo storico dossier di Legambiente intitolato Comuni Ricicloni premia i migliori risultati nella gestione di rifiuti tra le amministrazioni locali del nostro Paese. Stando ai suoi dati, abbiamo dei virtuosi esempi di comuni rifiuti free in Italia, andiamo a vedere quali siano e dove si trovino.

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Che cosa sono i comuni rifiuti free?

Secondo quanto stabiliscono i criteri di Comuni Ricicloni, possiamo parlare di comune rifiuti free quando la produzione pro-capite di rifiuti indifferenziati inviati allo smaltimento da parte dei suoi residenti non superi i 75 chili annuali. Si tratta di una misura piuttosto stringente ma non irrealizzabile. È la stessa Legambiente a verificare i dati ottenuti dai municipi e a elaborarli. Per farlo, l’associazione si affida a un foglio di calcolo dedicato e ufficializza il tutto tramite una giuria tecnica chiamata a validare l’operazione. La ONLUS si lascia affiancare dai responsabili comunali per la gestione dei rifiuti, dagli osservatori provinciali e i circoli territoriali interni alla sua ramificazione e dalle ARPA territoriali.

L’iniziativa Comuni Ricicloni sta per compiere 30 anni. Fu infatti lanciata nel 1994 e, negli anni, ha visto l’adesione di un numero di municipi sempre maggiore. Ricordiamo infatti che la partecipazione non è obbligatoria e per prendervi parte occorre compiere il passo di inviare i propri dati a Legambiente, entro il termine della raccolta. Una volta che la ONLUS ha ricevuto tutto, si mettono in moto le fasi di controllo e verifica. I risultati vengono restituiti su base regionale, con i comuni vincitori suddivisi in quattro differenti categorie.

Le quattro categorie

La suddivisione si basa sulle dimensioni del comune, in termini di popolazione.

La prima fascia include i municipi più piccoli, che non superano i 5000 abitanti; poi si considerano quelli fino a 15000; in terza fascia mettiamo i comuni che hanno più di 15000 residenti ma non sono capoluoghi di provincia o regione e, infine, si prendono in considerazione quelli che fanno provincia. Esistono poi premi aggiuntivi. Il riconoscimento Cento di questi consorzi è dedicato alla migliore raccolta su base consortile e ogni categoria merceologica di rifiuto avrà il suo premio dedicato. Ci sarà così il miglior riciclone di carta, quello di plastica, di vetro e così via.

I più virtuosi comuni rifiuti free

Comuni rifiuti free: raccolta della plastica in spiaggia
I comuni rifiuti free possono vantare una produzione di rifiuti pro-capite inferiore a 75 chili.

Stando agli ultimi dati disponibili di Legambiente, che non sono i più aggiornati dal momento che l’associazione sta ancora rielaborando quelli relativi al 2023, i comuni rifiuti free in Italia sono 590. La percentuale della popolazione che risiede in questi municipi sfiora il 6% del totale italiano. Per quanto riguarda la proporzione sul numero dei municipi, il 7,5% dei nuclei amministrativi del nostro Paese può definirsi comune rifiuti free. Sfortunatamente, registriamo una leggera flessione. All’ultimo censimento, infatti, questi poli virtuosi erano 8 in più. In tali centri, la produzione pro-capite di rifiuti è tornata ad aumentare.

Ci riserviamo di aggiornare questi dati con i numeri più recenti, sui quali non peserà l’impatto pandemico, che potrebbe essere responsabile del peggioramento. Tutti i cosiddetti rifiuti contaminati, infatti, non potevano essere riciclati, come chi legge ricorderà, ed era necessario gettarli nell’indifferenziato.

L’oscillazione delle percentuali da un anno all’altro va comunque sempre considerata. Ricordiamo che la partecipazione è facoltativa e, spesso, una nuova amministrazione non ha alcun interesse a essere annoverata tra i municipi ricicloni. Smette così di trasmettere i propri dati. Capita anche che qualcuno non riesca a trasferirli a causa di dimenticanze o impedimenti che non consentono il rispetto della deadline. Nel 2022, ad esempio, oltre 30 comuni sardi che nel 2021 avevano partecipato non hanno inviato le loro statistiche. Ciò è rilevante dal momento che la Sardegna è tra le regioni più virtuose in tema di riciclo.

Classifica e statistiche

Vediamo, di seguito, il computo complessivo, esaminando quanto impatti ciascuna regione, in termini percentuali, sul totale dei comuni rifiuti free italiani:

  • Veneto: 26,80%;
  • Trentino – Alto Adige: 20,90%;
  • Friuli Venezia Giulia: 18,10%;
  • Campania: 14,70%;
  • Abruzzo: 13,40%;
  • Emilia – Romagna: 7,60%;
  • Molise: 7,40%;
  • Lombardia: 6,30%;
  • Toscana: 5,50%;
  • Basilicata: 5,30%;
  • Valle d’Aosta: 4,10%;
  • Marche 3,60%;
  • Sardegna: 2,70%;
  • Sicilia: 2,30%;
  • Umbria: 2,20%;
  • Lazio: 1,90%;
  • Calabria: 1,70%;
  • Piemonte: 1,50%;
  • Puglia: 0,80%;
  • Liguria: 0,40%.

I capoluoghi di provincia più meritevoli sono: Belluno, Trento, Pordenone e Treviso. Nell’ambito di Cento di questi consorzi figurano bene Bacino Priula e Bacino Sinistra Piave, ambedue veneti e al servizio di comunità che superano i centomila abitanti. Vi sono poi svariati consorzi, meno vasti, che possono vantare ottimi dati di raccolta.

Il Nord resta l’area più virtuosa, con 391 amministrazioni in classifica, che corrispondono al 66,3% delle realtà prese in esame. Il Sud è in crescita da qualche anno, e ogni edizione fa segnare più municipi ricicloni rispetto alla precedente, mentre appare stagnante la situazione al Centro Italia, ove si perdono 6 comuni rifiuti free e si percepisce un disinteresse generalizzato per l’esperienza di Legambiente, eccezion fatta per alcuni centri toscani e poche mosche bianche nel Lazio e nelle Marche.

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Mattia Mezzetti

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