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Energia solare su un bene confiscato alla mafia

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Legalità, qualità e sostenibilità sono i pilastri dell’economia sociale del consorzio di cooperative Libera Terra, che gestiscono terreni confiscati alla mafia. Per questo la cooperativa Placido Rizzotto realizzerà la copertura fotovoltaica della sua cantina.

Sole, vino ed elettricità, su un bene confiscato alla mafia. Tra gli aggiudicatari del nuovo bando Parco Agrisolare, c’è anche la cooperativa sociale e agricola Placido Rizzotto, del consorzio Libera Terra, con un progetto per la copertura con pannelli fotovoltaici della sua cantina vinicola Centopassi. La cantina della cooperativa di San Cipirello, in provincia di Palermo, avrà il suo tetto fotovoltaico, grazie all’incentivo per “la realizzazione di impianti fotovoltaici da installare su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale, da finanziare nell’ambito del PNRR”, come recita il Decreto del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste. La misura di investimento, che vale un miliardo e mezzo di euro, è inserita nella missione “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, per la componente “Economia circolare e agricoltura sostenibile”.

Il vino sostenibile della cantina Centopassi

Il progetto della cooperativa Placido Rizzotto è stato elaborato insieme a Exalto, società di consulenza sui temi della transizione energetica, e prevede la posa di un impianto fotovoltaico da 99 kW con 116 kWh di accumulo, che consentirà di ridurre fortemente le emissioni di CO2 prodotte dalle attività della cantina. Rafforzandone, così, la sostenibilità, in linea con le ragioni profonde delle cooperative che aderiscono al progetto Libera Terra, reso possibile dalla legislazione antimafia: dimostrare che la destinazione a finalità sociali di un bene confiscato crea benefici concreti non solo per chi lo gestisce, ma per tutto il territorio, lavorando per ottenere prodotti di alta qualità attraverso metodi rispettosi dell’ambiente e della dignità della persona.

“Gestiamo la cantina a San Cipirello dal 2009 – racconta Francesco Citarda, presidente della Cooperativa Placido Rizzotto e del consorzio Libera Terra Mediterraneo – si chiama Centopassi e ci trasformiamo le uve frutto del lavoro delle cooperative di Libera Terra  dell’Alto Belice Corleonese. E siccome il rispetto dell’ambiente è per noi qualcosa di identitario, abbiamo colto l’occasione, in sinergia con l’azienda Exalto, di partecipare al bando Parco Agrisolare, con l’obiettivo di cercare di produrre quanta più energia rinnovabile possibile, in modo da abbattere le emissioni prodotte dall’impiego di energia di carattere convenzionale. Da progetto, realizzeremo un impianto fotovoltaico che ci dovrebbe permettere di auto-consumare fino al 57% dell’energia prodotta”. Grazie agli accumuli questa energia solare potrà anche essere stoccata e una piccola quota immessa in rete.

L’economia sociale di Libera Terra

Sono nove, oggi, le cooperative riunite nel consorzio Libera Terra Mediterraneo e la Placido Rizzotto, nata il 22 novembre del 2001, è stata la prima ad aderire al progetto. Sono cooperative sociali, costituite per bando pubblico, e gestiscono circa 1.400 ettari di terreno confiscato alle mafie, in larghissima parte agricolo, in Sicilia, Campania, Puglia e Calabria. Praticano per lo più agricoltura biologica, secondo l’idea che il rispetto della terra e dell’ambiente sia la prima forma di legalità possibile, oltre che il modo più corretto di gestire terreni pubblici. Per Libera Terra difesa dell’ambiente e preservazione del bene comune vanno di pari passo; da qui l’intenzione di puntare anche sull’energia pulita. Legalità, qualità e sostenibilità sono i tre pilastri su cui poggia lo sviluppo imprenditoriale di questo progetto di economia sociale.

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