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Non c’è transizione senza efficienza energetica

efficienza energetica
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Un report di Agici fa luce sulle criticità finora emerse nella messa a terra dei progetti per ridurre gli sprechi nei consumi e abbattere le emissioni inquinanti. Le proposte per accelerare sulla strada della decarbonizzazione. 

Ha sicuramente meno appeal mediatico rispetto alla produzione da fonti rinnovabili, ma per le strategie di efficientamento dei consumi passa una parte fondamentale della transizione energetica. Perché non basta produrre energia in modo sostenibile se davvero si intende abbattere in maniera sostanziale le emissioni inquinanti nell’ambiente: è necessario minimizzare anche i consumi di energia e di materia prima per passare a un modello di sviluppo davvero circolare

Efficienza energetica: le misure europee sono ancora disattese 

Al tema è dedicato il Rapporto Cesef 2022 di Agici, società di ricerca e consulenza specializzata nel settore delle utility. Emblematico il titolo scelto: “L’Efficienza Energetica al centro. Nuovo quadro di policy per un contesto energetico in evoluzione”, a indicare il ruolo che questa componente può svolgere nel contesto delle politiche comunitarie, per fare dell’Unione europea l’area geopolitica leader nell’economia sostenibile. La consapevolezza in proposito non manca, dato che il Pnrr, nel capitolo dedicato all’efficienza energetica la definisce “una delle leve più rilevanti ed efficienti per la riduzione delle emissioni, in linea con il Clean Energy Package europeo e con gli obiettivi nazionali di riduzione delle emissioni”. Ora si tratta di concretizzare l’impegno. Il principio europeo “energy efficiency first”, anche in un contesto di crisi energetica, è sostanzialmente disatteso, sottolinea lo studio e perfino le misure di efficienza contenute nel Repower Eu sono di fatto affidate alla buona volontà dei cittadini. Invece, con un ridisegno del quadro di supporto all’efficienza energetica, che ne corregga le criticità senza stravolgimenti, si sbloccherebbero interventi decisivi per il sistema energetico, la competitività del sistema industriale e non da ultimo la capacità di spesa delle famiglie. 

Cinque misure di efficienza energetica per la decarbonizzazione 

Gli analisti di Agici propongono una serie di riforme per agevolare l’adozione su scala nazionale di interventi di efficienza energetica fondamentali: 

  • miglioramento dell’isolamento termico degli edifici
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione
  • elettrificazione dei sistemi di riscaldamento
  • efficientamento dei settori energivori
  • elettrificazione del parco auto

Misure che, a detta degli esperti, consentirebbero di arrivare al 2030 con un risparmio nell’ordine di 15 Mtep all’anno, superiore all’obiettivo previsto dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima 2030 (oltre 9 Mtep/anno), il piano d’azione per orientare la politica energetica e ambientale del nostro Paese verso la decarbonizzazione. Seguendo questa rotta si otterrebbe un risparmio di 10 miliardi di mc di gas naturale (quanto l’Italia ha importato nel 2022 dalla Russia), oltre a un taglio di 36,5 milioni di tonnellate di emissioni di CO2. Il tutto generando investimenti per 405 miliardi di euro e un beneficio complessivo per il Paese di 594 miliardi di euro, con benefici netti per 189 miliardi di euro. 

Rilanciare il Superbonus per scongiurare il blocco degli interventi di efficienza energetica 

La presentazione dello studio è stata l’occasione per approfondire il tema del Superbonus, l’incentivo per favorire gli interventi di efficienza energetica in campo immobiliare (al 110% fino al 31 dicembre scorso, il 90% per quest’anno) e consentire un progresso di almeno due classi nella scala dell’efficienza energetica. “È una misura che ha generato un significativo efficientamento del parco immobiliare e rilanciato un comparto centrale per l’economia come quello edilizio”, ha spiegato Stefano Clerici, direttore del Cesef e consigliere delegato di Agici. Per il quale la sfida principale è rendere lo strumento del Superbonus, che costa caro per le casse dello Stato, più sostenibile: una strada obbligata, dopo che lo stop alla cessione dei crediti decisa dal Governo ha sostanzialmente paralizzato i lavori. “Occorre scongiurare un blocco degli interventi di efficienza energetica che avrebbe conseguenze drammatiche sull’economia e sulla possibilità di raggiungere gli obiettivi climatici”, ha sottolineato Clerici. Secondo il quale “gli operatori sono pronti a investire e in questi tre anni hanno incrementato le proprie competenze e capacità di intervento”. Considerato che difficilmente si tornerà indietro, per Agici il rilancio della misura potrebbe passare per l’unificazione del vasto corpus di agevolazioni fiscali nell’ambito edilizio in un unico strumento di detrazione, con un’aliquota modulare legata ai risparmi energetici ottenibili, per massimizzarne l’efficacia e garantire la continuità degli investimenti.

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