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Progetto Food Loop, così si combatte lo spreco alimentare

Spreco alimentare, una serie di piatti colmi di cibo non terminato
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Da Bruxelles al Nord Italia: il progetto Food Loop nasce da un’idea europea e assume poi una sua identità caratteristica nel nostro Paese, grazie all’iniziativa di un’associazione attiva nel veronese. Le due cose non sono legate in alcun modo se non per l’omonimia e l’intento comune.

Il termine inglese food loop è traducibile in italiano con cibo in circolo. La denominazione deriva dalla volontà di combattere lo spreco di cibo. L’iniziativa mira a offrire prodotti alimentari a prezzo più contenuto quando si avvicina la loro data di scadenza, al fine di evitare di doverli gettare. Tramite una app per cellulare è possibile conoscere i negozi ove sono attive offerte su prodotti vicini alla data ultima di vendita e recarsi così ad acquistare prodotti ancora edibili, ma a un prezzo considerevolmente più basso.

Forse ispirata da questa iniziativa, l’associazione I Piosi di Sommacampagna, in collaborazione con Cariverona e altre realtà, ha avviato un progetto, denominato anch’esso Food Loop, che mira alla circolarità e all’inserimento lavorativo di giovani NEET.

Leggi anche: “Last Minute Market: dal recupero del cibo alla circolarità

Progetto Food Loop: contrastiamo lo spreco alimentare

Sfortunatamente, non è affatto raro che i rivenditori di alimentari gettino via del cibo ancora buono. Si stima infatti che, ogni anno, siano circa 90 milioni le tonnellate di alimenti commestibili che finiscono nella spazzatura, soltanto in Europa. Sono dati del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. È una cifra gigantesca, intollerabile per un pianeta dove c’è chi patisce la fame. Alla luce di ciò, la Commissione Europea ha finanziato un’applicazione, che mira a combattere lo spreco alimentare trovando una domanda all’offerta di cibo che sta per scadere.

Il progetto Food Loop è nato in Germania e ora, forte del supporto europeo, vorrebbe consolidarsi e giungere negli altri Paesi membri.

Come funziona l’applicazione

Il funzionamento è piuttosto semplice, in quanto pensa a tutto l’applicazione. L’utente non deve far altro che consultare il suo smartphone. Sarà infatti il cellulare a notificarci quando un prodotto in vendita, all’interno di un supermercato localizzato vicino a noi, sarà posto in offerta a causa dell’avvicinarsi della sua data di scadenza.

Ma non finisce qua. Food Loop può infatti elencare le più recenti offerte per un prodotto a nostra scelta e creare una lista della spesa ad hoc, contenente gli alimenti che scegliamo più spesso, tenendoci informati, in tempo reale, relativamente alle offerte più vicine. Nel momento in cui un prodotto sulla nostra lista sarà messo in promozione – e il punto vendita lo renderà noto alla app – saremo avvisati in tempo reale da una notifica.

Il progetto Food Loop mira a ridurre, e possibilmente azzerare, lo spreco alimentare europeo imputabile al singolo punto vendita. Si stima che i magazzini del vecchio continente buttino, ogni anno, 150mila euro di alimenti. Tramite la app si darebbe un potente strumento di comunicazione a negozianti e clienti, consentendo ai singoli stati di promuovere la riduzione degli sprechi sul proprio territorio.

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Il progetto Food Loop mira a evitare che i prodotti alimentari rimangano invenduti, per farlo mette in comunicazione venditore e acquirente, chiedendo al primo di scontare il cibo prossimo alla scadenza.

UE e progetto Food Loop, a che punto siamo?

Il progetto Food Loop ha mosso i primi passi a Bonn, in Germania, nel 2014. La sperimentazione dell’applicazione, realizzata con piattaforma in cloud FIWARE, parte dell’Agenda Digitale UE 2020, ha dato fin da subito buoni risultati. Nei piani c’era l’espansione dell’esperienza anche al resto d’Europa. Tra il dire e il fare, però, c’è sempre il proverbiale mare.

La diffusione dell’applicazione è stata rallentata dai limiti infrastrutturali che costellano l’Europa, come ad esempio l’assenza di copertura internet omogenea; le inevitabili noie tecniche e i limiti di budget, i quali hanno già comportato un cambio di proprietà. Oggi l’app è gestita da No Food Wasted, un forum anglo-olandese fondato nel 2020 che si sta concentrando sulla diffusione dello strumento nel Regno Unito.

L’obiettivo di esportare in tutta Europa l’esperienza non è comunque stato ritrattato. L’anno scorso è stato portato avanti un crowdfunding per lanciare il rinnovato progetto Food Loop sull’intero territorio britannico e i risultati sono stati incoraggianti. Servirà però pazienza prima che la app possa trovare diffusione sul territorio continentale.

Nel frattempo, è possibile iniziare da subito ad agire in maniera concreta contro lo spreco alimentare, servendosi di realtà avviate e capillarmente diffuse in Italia come, ad esempio, Too good to go.

Un furgoncino contro sprechi e povertà

Li chiamiamo food trucks ma sono vere e proprie cucine mobili. Fuochi, piastra, friggitrice, frigorifero… tutto quello che è indispensabile in un ristorante attrezzato è installato su un furgoncino e portato in giro. Nei festival, nelle sagre e nelle feste di paese i camioncini del cibo sono ormai un’abitudine immancabile e, grazie al progetto Food Loop, diventano un’opportunità di inserimento lavorativo, nonché una forma di lotta allo spreco alimentare.

Esiste infatti un altro progetto Food Loop, operativo questa volta nel nostro Paese. L’associazione I Piosi, attiva nel veronese e di base a Sommacampagna, ha scelto lo stesso nome dell’applicazione ma l’ha declinato al sociale. Il loro food truck rosso dà lavoro ai giovani tra i 16 e i 25 anni che non studiano e non sono occupati (i cosiddetti NEET). Il camioncino è stato aperto nell’estate 2022 e ha già servito moltissimi pasti. Il menù è diverso ogni giorno e i piatti sono realizzati con prodotti locali.

Pur non avendo obiettivi della stessa ampiezza del suo omonimo anglo-tedesco, il progetto Food Loop made in Italy si pone come realtà totalmente circolare. Non solo ruota i dipendenti al compimento del venticinquesimo anno d’età, sostituendoli con ragazzi più giovani in difficoltà lavorativa, bensì crea anche uno sbocco per i produttori locali, domandando loro gli ingredienti necessari. Non si comporta alcuno spreco in questa cucina su ruote, dal momento che ogni pasto viene preparato sul momento per il cliente in loco o per quello che, tramite l’applicazione xMenù, ha ordinato il proprio piatto.

Leggi anche: “Sprechi alimentari: un’iniziativa internazionale per ridurre le perdite

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Mattia Mezzetti

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