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Suolo sano e agricoltura resiliente per mitigare la siccità

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Per il World Economic Forum, la siccità che ha colpito l’Italia e il resto del mondo è emblematica della crisi climatica. L’Onu suggerisce alcune soluzioni per mitigarne gli effetti.

Un caso esemplare di come i cambiamenti climatici stiamo aumentando intensità e durata della siccità? L’Italia. Sul sito del World Economic Forum proprio il nostro Paese è citato come primo e più emblematico caso della siccità severissima che questa estate ha colpito molte aree del pianeta. Fenomeno ovviamente non sconosciuto fino ad oggi ma, così dice la scienza, certamente aggravato dalla crisi climatica.

L’Italia, esempio della siccità ai tempi del global warming

Un post di Stefan Ellerbeck, contributor del WEF, racconta la dimensione globale del fenomeno, partendo appunto dal caso Italia. Ricordando che il maggiore fiume italiano, il Po, ha attraversato la crisi peggiore degli ultimi 70 anni, con forti ripercussioni sull’agricoltura e i prezzi di olio d’oliva e “risotto rice” (il riso usato per il risotto) che potrebbero salire del 50%. In Europa, la Francia ha attraversato la peggiore mancanza d’acqua da quando, nel 1958, sono partire le misurazioni; per i raccolti di mais, secondo il ministro dell’Agricoltura, è atteso un calo del 20% rispetto all’anno passato. In Romania la produzione cerealicola rischia, per la mancanza di acqua, di ridursi del 20%. E in Gran Bretagna – dove per la prima volta la temperatura ha superato, in alcune aree, i 40 gradi – il National Drought Group ha stimato che nel 2050 alcuni fiumi corrono il rischio di vedere scorrere l’80% di acqua in meno. Non va meglio nel resto del mondo. Soprattutto in Africa. Il Corno d’Africa, secondo La Fao, sta subendo la crisi peggiore degli ultimi 40 anni: piogge sotto la media negli ultimi quattro anni hanno avuto conseguenze pesantissimi sull’agricoltura e l’allevamento, portando 18 milioni di persone alla fame in Etiopia, Somalia e Kenya. Negli Stati Uniti secondo il National Integrated Drought Information System governativo, a luglio più del 40% del territorio statunitense (con 130 milioni di persone e 220 milioni di acri di campi agricoli) ha sofferto la siccità.

La siccità è destinata ad aggravarsi

Negli ultimi 20 anni la frequenza e la durata della siccità sono aumentate di quasi un terzo a livello globale. Anche a causa della crisi climatica. Secondo il report dell’Onu “Siccità in numeri”, pubblicato nel maggio scorso, più di 2,3 miliardi di persone in tutto il mondo stanno affrontando uno stress idrico. Sebbene la siccità rappresenti solo il 15% dei disastri naturali, ha ucciso 650.000 persone tra il 1970 e il 2019. Entro il 2050, stima il rapporto, potrebbe colpire più del 75% della popolazione mondiale; quasi 6 miliardi di persone potrebbero vivere in aree con carenza d’acqua per almeno un mese all’anno, e oltre 200 milioni di persone potrebbero essere costrette a lasciare la loro casa a causa della siccità.

Difesa del suolo e cambiamenti della dieta per contrastare gli effetti della siccità

“Siamo a un bivio”. Con queste parole Ibrahim Thiaw, segretario esecutivo della Convenzione delle Nazioni Unite contro la desertificazione, ha aperto la presentazione del rapporto. “Dobbiamo orientarci verso le soluzioni piuttosto che continuare con azioni distruttive, credendo che un cambiamento marginale possa curare il fallimento sistemico”. E poi su twitter: “Una delle soluzioni alla #Siccità è il ripristino del suolo, che affronta molti dei fattori dei cicli idrici degradati e della perdita di fertilità. Dobbiamo costruire e ricostruire meglio i nostri paesaggi, imitando ove possibile la natura e creando sistemi ecologici funzionali”. Il report ONU presenta alcune buone pratiche. Dagli agricoltori nigeriani che hanno ridotto il rischio di siccità creando un nuovo sistema agroforestale; al Sahel (Africa subsahariana) dove negli ultimi 25 anni la copertura vegetale è aumentata di oltre 7 milioni di ettari grazie a innovazioni nella gestione delle piante e nelle regole fondiarie. Oppure gli orticoltori di Vietnam, Cambogia, Indonesia, dove la scelta dell’irrigazione a goccia ha quasi dimezzato l’uso di acqua e aumentato la resa delle terre fino al 15%. “Sono necessarie tecniche di gestione agricola sostenibili ed efficienti per coltivare più cibo su meno terra e con meno acqua – conclude il rapporto ONU – e gli esseri umani devono cambiare i loro rapporti con cibo, foraggi e fibre, orientandosi verso diete a base vegetale e arginando il consumo di proteine animali”.

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