Saranno stanziati 200 milioni di euro fino al 2027. Illustrati a Strasburgo dal commissario Vadalà i provvedimenti del governo per bonificare l’area campana martoriata dai veleni. Il piano arriva in risposta alla condanna dell’Italia da parte della Corte Europea dei Diritti Umani (Cedu) di gennaio 2025, per aver messo a rischio la salute dei residenti nella zona tra le province di Napoli, Caserta e Salerno. Operazioni partite in 17 siti prioritari. Ma è solo l’inizio.
Un piano da 200 milioni di euro per il 2026-2027 per restituire ai cittadini i territori della Terra dei fuochi. Il Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa ha approvato, il 10 marzo, il piano del governo italiano per bonificare quell’area tra le province di Napoli, Caserta e Salerno martoriata dagli scarichi illegali di rifiuti e dai roghi tossici. La somma dovrebbe coprire la rimozione dei rifiuti, la caratterizzazione dei materiali scaricati e le prime bonifiche dei siti inquinati. Il piano, presentato a Strasburgo dal viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Vannia Gava, e dal Commissario straordinario per le bonifiche, il generale dei Carabinieri Giuseppe Vadalà, arriva in risposta alla condanna dell’Italia da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo del 30 gennaio 2025.
La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo
Con la sentenza del 30 gennaio 2025 (Cannavacciulo e altri contro l’Italia), la Corte rilevava la violazione dell’articolo 2 (diritto alla vita) della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU) a causa dell’inerzia statale nel contrastare l’inquinamento da rifiuti illegali; stabiliva che l’Italia non ha protetto adeguatamente la vita dei cittadini, ignorando per decenni i rischi sanitari derivanti dallo smaltimento illecito, incendi e interramento di rifiuti pericolosi e indicava una serie di misure da porre in essere entro due anni.
Il consenso del Consiglio d’Europa sulle misure per le bonifiche e i controlli
Vadalà – nominato commissario unico per la bonifica della Terra dei fuochi a febbraio 2025 dal Consiglio dei ministri, in risposta alla sentenza della Cedu – ha illustrato i provvedimenti che il governo adotterà per affrontare le criticità ambientali, così come le misure già prese per potenziare i controlli sul territorio attivando monitoraggi ambientali e sanitari. Il Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa – con 28 delegazioni presenti, tra cui Svizzera, Regno Unito, Francia, Germania e Spagna – ha sottolineato il consenso sulle misure italiane, riconoscendo i progressi nella governance, nella pianificazione delle bonifiche, nei controlli sul territorio e nel monitoraggio sanitario e ambientale.
Operazioni partite in 17 siti prioritari
Un primo via libera alle operazioni di rimozione e smaltimento dei rifiuti sul territorio campano è stato dato dal generale dei carabinieri Vadalà il 16 febbraio, con la “messa a terra operativa” delle gare d’appalto indette a novembre 2025 e aggiudicate dal commissario a gennaio 2026. Operazioni che interessano 17 siti prioritari nelle province di Napoli e Caserta, più l’insediamento spontaneo di Ponte Riccio a Giugliano in Campania. L’investimento complessivo per questa prima parte di bonifica ammonta a 8,7 milioni di euro. “Con questi primi 17 interventi diamo seguito alle gare di dicembre e partiamo prioritariamente, con singoli affidamenti, alle prime rimozioni, a cui seguiranno molteplici ulteriori pulizie, decisi sulla base dei sopralluoghi che stiamo effettuando sin dai primi mesi del 2025”, ha dichiarato allora Vadalà.
Il costo delle prime bonifiche
Più nel dettaglio, per la provincia di Caserta l’importo è di 6,4 milioni di euro; questa prima macro area comprende 17 siti prioritari distribuiti su 11 comuni: Capua (1 sito), Casal di Principe (6 siti), Caserta (2), Frignano (1), Gricignano d’Aversa (1), Lusciano (1), Marcianise (1), Mondragone (2), Orta di Atella (1), San Tammaro (1) e Teverola (2). La seconda macro area riguarda l’insediamento spontaneo di Ponte Riccio, nel territorio di Giugliano in Campania, in provincia di Napoli, per un importo di 2,3 milioni di euro.
Due miliardi di euro e dieci anni di lavoro, la stima complessiva di Vadalà
Ma è solo l’inizio. Sono oltre 40 anni che la Terra dei fuochi è profondamente inquinata da versamenti illegali di rifiuti tossici, roghi e interramenti. È da aggiungere la spesa per 14 siti con rifiuti interrati – da Giugliano a Lo Uttaro, da Pianura a Villa di Briano – che attendono ancora l’avvio delle bonifiche profonde, stimata da Vadalà in miliardi di euro. “Per attuare la sentenza della Cedu serviranno in due anni, lasso di tempo dato all’Italia dalla Corte per affrontare il problema, 500 milioni di euro, ma per portare a termine le bonifiche dei siti inquinanti tra Caserta e Napoli abbiamo calcolato che ci vorranno in dieci anni due miliardi di euro”, ha infatti affermato il commissario unico per la bonifica a settembre 2025.
Le azioni di prevenzione in corso
Intanto, “nell’ultimo mese (febbraio 2026) le azioni di prevenzione interforze si sono sviluppate in maniera diffusa su tutti i territori, con 89 veicoli sequestrati su oltre 5800 controllati, 81 i siti produttivi sottoposti a sequestro su 127 controllati, più di 950.000 euro di sanzioni per illeciti amministrativi”, ci informa una nota del Commissario unico per la bonifica delle discariche e dei siti contaminati del 6 marzo. “Continua l’impegno delle Forze dell’ordine e dell’Esercito nel programma di controlli ad alta intensità disposti dai Prefetti di Napoli e Caserta, Michele di Bari e Lucia Volpe, per il contrasto agli illeciti ambientali nell’area di Terra dei fuochi”.
Dall’8 ottobre 2025 è in vigore la legge n.147, nota come decreto Terra dei fuochi (conversione del decreto-legge 116/2025 recante disposizioni urgenti per il contrasto alle attività illecite in materia di rifiuti, per la bonifica dell’area denominata Terra dei Fuochi). Il provvedimento- che disponeva la spesa di 15 milioni per il 2025, destinati agli interventi nelle discariche e nei siti contaminati affidati al commissario unico – modifica il Codice dell’ambiente, in particolare per il reato di traffico illecito di rifiuti viene trasformata la fattispecie contravvenzionale in delitto (“spedizione illegale di rifiuti”). Dispone, inoltre, una serie di aumenti di pena per i reati ambientali.
Papa Leone in visita ad Acerra a maggio
Ad Acerra, si aspetta, anche, la visita del Papa, prevista per sabato 23 maggio. Il pontefice incontrerà le popolazioni della Terra dei fuochi per celebrare l’undicesimo anniversario della Lettera enciclica Laudato si’ sulla cura della casa comune. Un incontro di cui Papa Francesco espresse il desiderio sorvolando quelle terre nel 2014 – ci informa il sito della Diocesi di Acerra – che Papa Leone conferma e realizza. “La visita del Papa è anche un appello alle Istituzioni perché finalmente venga fatta verità e soprattutto garantito uno sviluppo vero alle nostre terre, con al centro l’uomo integrale e compatibile con la originaria vocazione agricola archeologica e turistica”, dichiara il vescovo Antonio Di Donna.





