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Vetri elettrocromici: le finestre smart che si oscurano per contrastare il caldo estivo

Vetri elettrocromici: una finestra che si affaccia sul bosco
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L’arrivo delle ondate di calore rischia di trasformare le ampie vetrate degli edifici moderni in trappole roventi, rendendo gli ambienti interni invivibili senza sfruttare massicciamente l’aria condizionata. C’è una risposta tecnologica a questo problema: i vetri elettrocromici. Si tratta di una soluzione d’avanguardia capace di rivoluzionare il concetto di serramento.

Questi dispositivi, noti anche come finestre smart glass, integrano un rivestimento nanoscopico in grado di reagire a impulsi elettrici infinitesimali. Modificando la propria trasparenza in tempo reale, i vetri elettrocromici bloccano la radiazione infrarossa prima che penetri nei locali. In questo modo, consentono di ridurre il calore che entra dalle finestre senza tapparelle tradizionali, mantenendo intatta la visuale panoramica esterna. Oltre a fungere da scudo contro il caldo, massimizzano l’apporto di luce naturale diffusa.

Il problema del surriscaldamento passivo e i limiti dei vetri tradizionali

L’architettura contemporanea predilige l’impiego di ampie superfici trasparenti, al fine di favorire l’illuminazione naturale e garantire continuità visiva tra interni ed esterni. Tuttavia, durante i mesi estivi, i canali di radiazione solare a onda corta attraversano i normali vetri; vengono assorbiti dalle superfici interne e queste li riemettono, sotto forma di calore a onda lunga, o infrarosso. Questo fenomeno, noto come effetto serra passivo, satura termicamente i locali. Per combatterlo, si risponde aumentando i carichi di lavoro degli impianti di climatizzazione, con conseguente picco dei consumi elettrici.

I tradizionali vetri a controllo solare statico cercano di arginare il problema integrando rivestimenti metallici fissi. Questi riflettono una quota costante di radiazione. Tale configurazione rigida ha una sua efficacia, ma presenta un limite strutturale evidente: se il vetro è fortemente oscurato, in maniera da respingere il sole di luglio, risulterà eccessivamente cupo, oltre che penalizzante, durante le giornate invernali o quando c’è brutto tempo. In simili giornate, il guadagno termico solare passivo e la massima luminosità sarebbero un beneficio gratuito, e occorre rinunciarvi.

I sistemi di schermatura meccanica obsoleti, come tapparelle e veneziane, offrono una protezione efficace ma drastica, poiché l’oscuramento totale azzera la visuale esterna e costringe all’accensione di lampade artificiali. Un’edilizia sostenibile che possa dirsi tale necessita di un materiale dinamico, in grado di modulare le proprie prestazioni ottiche ed energetiche in base alle reali condizioni meteo esterne.

Vetri elettrocromici – Box Glossario

TermineSignificato
ElettrocromismoLa proprietà fisico-chimica di alcuni materiali di cambiare transitoriamente colore, spettro di assorbimento e opacità quando vengono stimolati da una tensione elettrica esterna.
Fattore Solare (definito anche Valore G)Il parametro numerico (espresso in percentuale o frazione tra 0 e 1) che indica la quota totale di radiazione solare termica che attraversa il vetro rispetto all’energia incidente.
Ioni di LitioParticelle atomiche dotate di carica elettrica positiva che, migrando attraverso i diversi strati nanometrici del film smart, attivano la reazione chimica di colorazione del materiale ospite.

Prima di addentrarci nel tema vetri elettrocromici, è bene fissare in mente tre termini e concetti molto importanti, per capire bene di che cosa si stia scrivendo.

Come funziona uno smart glass

La transizione dinamica delle vetrate oscuranti intelligenti non si basa su un semplice effetto ottico. È frutto di una precisa e sofisticata architettura elettrochimica, integrata direttamente all’interno della vetrocamera della finestra.

 I cinque nano-strati e il movimento degli ioni

La tecnologia strutturale è il cuore di un vetro elettrocromico. Essa prevede l’inserimento, tra due lastre di vetro accoppiate, di un sottilissimo pacchetto multistrato. Lo spessore di quest’ultimo non è che di pochi micrometri, composto da cinque pellicole funzionali (nano-strati) deposte tramite la tecnica di rivestimento sottovuoto avanzata del magnetron sputtering, in italiano polverizzazione catodica.

Il sistema si costituisce di uno strato elettrocromico, comunemente composto da triossido di tungsteno e da un contro-elettrodo che funge da serbatoio per gli ioni di litio, separati da un mezzo elettrolitico conduttivo. Il tutto è racchiuso tra due conduttori elettrici trasparenti, connessi alla rete di alimentazione.

Nell’illustrazione di ResearchGate, la stratigrafia nanometrica di un vetro elettrocromico.

L’applicazione di una bassissima tensione elettrica, nell’ordine di 1-5 Volt, stimola la migrazione degli ioni di litio attraverso l’elettrolita e li spinge a inserirsi nel reticolo cristallino dell’ossido di tungsteno. Questa reazione elettrochimica di intercalazione modifica le proprietà ottiche dello strato. Esso inizia ad assorbire e riflettere selettivamente i fotoni, assumendo una caratteristica colorazione blu scuro, o grigia, che riduce la trasmissione luminosa e blocca l’energia termica. Invertendo la polarità della carica elettrica, gli ioni compiono il percorso opposto, ripristinando istantaneamente la totale trasparenza del vetro in periodi nei quali non occorre alcuno scudo termico.

Algoritmi e fotosensori: la finestra che decide da sola

Sebbene l’utente conservi sempre la facoltà di regolare manualmente il livello di oscuramento, tramite interruttori a parete, o applicazioni dedicate di domotica su smartphone, le installazioni più efficienti sfruttano soluzioni di automazione avanzate.

I sistemi di controllo solare dinamico degli edifici, l’ultima frontiera nel mondo della domotica, si avvalgono di una rete di stazioni meteo e fotosensori installati sulle facciate o sulla copertura della struttura. Questi monitorano costantemente l’irraggiamento solare reale, la temperatura esterna e l’angolo di incidenza dei raggi.

Gli algoritmi di gestione associati elaborano i dati in tempo reale. Per esempio, possono rendere progressivamente più scuri i fronti a Sud e Ovest, nel corso del pomeriggio, attivando la colorazione selettiva soltanto relativamente alle porzioni di facciata direttamente esposte al sole. Mentre lo fanno, mantengono perfettamente trasparenti i serramenti situati nelle zone d’ombra, o esposti a Nord, dove il sole non batte

Il calcolo del risparmio energetico

L’integrazione di componenti elettrochimici comporta un investimento iniziale considerevolmente superiore rispetto a quello necessario per l’acquisto di infissi tradizionali, compresi i prodotti ad alte prestazioni. Tuttavia, l’analisi dei costi operativi sul medio e lungo termine evidenzia un ritorno economico certo, quantificabile attraverso i dati forniti dai principali laboratori di ricerca internazionali.

Secondo i monitoraggi sul campo condotti dai laboratori americani del NREL (National Renewable Energy Laboratory), l’adozione di finestre dinamiche, su ampie superfici, permette di conseguire una riduzione media del 20-30% sui consumi energetici complessivi legati alla climatizzazione estiva e all’illuminazione artificiale. I dati tecnici rilasciati dai produttori leader di settore, come l’ azienda SageGlass, confermano che il sistema è in grado di variare il fattore solare, o valore G, da un massimo di circa il 60%, nello stato chiaro, fino a un minimo inferiore al 2-3%, quando la colorazione raggiunge il massimo livello di saturazione.

Questo significa che l’infrarosso termico viene quasi interamente respinto all’esterno, mentre una percentuale controllata di luce visibile continua ad attraversare la barriera, evitando il buio dovuto al cosiddetto effetto caverna, e azzerando la necessità di accendere le luci interne durante il giorno. Ottimizzando l’efficienza energetica delle facciate continue, tanto quando sono esposte quanto nei momenti in cui non lo sono, è possibile riscontrare non solo un risparmio economico immediato, dovuto al minore utilizo del climatizzatore, ma anche un netto miglioramento del comfort abitativo, legato a un miglior controllo sul microclima interno.

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Mattia Mezzetti

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