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Acqua: attesa per la seconda Conferenza mondiale

carenza idrica
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A New York dal 22 al 24 marzo si terrà la seconda Conferenza mondiale sull’acqua delle Nazioni Unite. Un appuntamento atteso da quasi 50 anni. Il tema potrebbe rappresentare l’emergenza del prossimo futuro dato che 1 persona su 4 entro il 2050 sarà interessata dalla carenza idrica.

“Il 40% della popolazione mondiale è colpita dalla scarsità d’acqua; l’80% delle acque reflue viene scaricato nell’ambiente senza essere trattato e più del 90% dei disastri ambientali è legato all’acqua”. Parole di Antonio Guterres, segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. L’acqua, fondamentale per tutti gli aspetti della vita, è un tema che scotta: la siccità potrebbe essere la prossima pandemia. Entro il 2050 è probabile che almeno una persona su quattro sia colpita da carenza duratura o ricorrente di acqua potabile, e la crisi idrica e igienico sanitaria che interessa gran parte del pianeta e della sua popolazione è una minaccia per tutti. Dal 22 al 24 marzo prossimo si terrà a New York la Conferenza sull’acqua delle Nazioni Unite, co-ospitata dai Paesi Bassi e dal Tagikistan. Un appuntamento rilevante. Non solo perchè il tema è legato strettamente a molti degli obiettivi per lo sviluppo sostenibile dell’Onu, ma anche perché si tratta della seconda Conferenza mondiale sull’acqua, e arriva a 46 anni dalla prima, che si svolse nel 1977 a Mar del Plata, in Argentina.

Conferenza mondiale sull’acqua: quali saranno i temi

La Conferenza – formalmente “Conferenza 2023 per la revisione globale intermedia dell’attuazione del Decennio d’azione delle Nazioni Unite per l’acqua e i servizi igienico-sanitari (2018-2028)” – è il più importante evento sull’acqua da circa una generazione, scrive l’Onu. Il Decennio ha l’obiettivo di promuovere lo sviluppo sostenibile e la gestione integrata delle risorse idriche per il raggiungimento di obiettivi sociali, economici e ambientali attraverso la cooperazione e il partenariato a tutti i livelli. Lo scopo della Conferenza, oltre a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla crisi idrica globale, è di decidere un’azione concertata per accelerare l’attuazione dei traguardi già concordati a livello internazionale in relazione all’acqua, compresi quelli contenuti nell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Tutto da vedere se si rivelerà possibile. I temi della Conferenza – proposti da Paesi Bassi e Tagikistan a luglio scorso e approvati dagli Stati membri a ottobre 2022 – sono cinque:

  • acqua per la salute: accesso all’acqua potabile, all’igiene e ai servizi igienici;
  • acqua per lo sviluppo: valorizzazione dell’acqua, nesso acqua-energia-cibo e sviluppo economico e urbano sostenibile;
  • acqua per il clima, la resilienza e l’ambiente: dalla sorgente al mare, biodiversità, clima, resilienza e riduzione del rischio di disastri;
  • acqua per la cooperazione: cooperazione transfrontaliera e internazionale in materia di acqua, cooperazione intersettoriale;
  • azione per l’acqua: accelerare l’attuazione degli obiettivi del Decennio, anche attraverso il Piano d’azione del Segretario generale delle Nazioni Unite.

Quali sono gli obiettivi per l’acqua e i servizi igienici contenuti nell’Agenda 2030

Certo è che i traguardi fissati al 2030 dall’obiettivo per l’acqua e i servizi igienici dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile non sono pochi. E nemmeno facili:

  • l’accesso universale ed equo all’acqua potabile, sicura ed economica per tutti;
  • l’accesso a servizi igienici e sanitari adeguati ed equi per tutti, prestando particolare attenzione ai bisogni di donne e ragazze e di coloro che si trovano in situazioni di vulnerabilità;
  • migliorare la qualità dell’acqua riducendo l’inquinamento, eliminando gli scarichi e minimizzando il rilascio di sostanze chimiche e materiali pericolosi, dimezzando la percentuale di acque reflue non trattate, aumentando il riciclaggio e il riutilizzo sicuro delle acque a livello globale;
  • aumentare l’efficienza dell’uso dell’acqua in tutti i settori e garantire prelievi e forniture sostenibili di acqua dolce per affrontare la carenza idrica;
  • attuare una gestione integrata delle risorse idriche a tutti i livelli, anche attraverso la cooperazione transfrontaliera;
  • proteggere e ripristinare gli ecosistemi legati all’acqua, tra cui montagne, foreste, zone umide, fiumi, falde acquifere e laghi;
  • sostenere i Paesi in via di sviluppo nelle attività e nei programmi relativi all’acqua e ai servizi igienico-sanitari, tra cui la raccolta dell’acqua, la desalinizzazione, l’efficienza idrica, il trattamento delle acque reflue, il riciclaggio e il riutilizzo delle tecnologie;
  • rafforzare la partecipazione delle comunità locali al miglioramento della gestione igienico-sanitaria.

Obiettivi per l’acqua dell’Agenda 2030: a che punto siamo oggi

Siamo ancora lontanissimi dai traguardi auspicati dall’Agenda 2030. Secondo i dati Onu, oggi, un quarto della popolazione mondiale – 2 miliardi di persone – utilizza fonti di acqua potabile non sicure, contaminate da escrementi. Tra il 1990 e il 2015, la proporzione di popolazione mondiale che utilizza migliori fonti di acqua potabile è salita dal 76 al 91%. Tuttavia, la scarsità d’acqua colpisce più del 40% della popolazione globale, una percentuale in aumento. Oltre 1,7 miliardi di persone vivono in bacini fluviali dove l’utilizzo d’acqua eccede la sua rigenerazione. Metà dell’umanità – 3,6 miliardi di persone – vive senza servizi igienici sicuri. E una persona su tre – 2,3 miliardi – non dispone di strutture di base per il lavaggio delle mani a casa. Ogni giorno, circa 1.000 bambini muoiono a causa di malattie diarroiche prevenibili legate all’acqua e all’igiene. Oltre l’80% delle acque reflue viene rilasciato nell’ambiente senza essere trattato o riutilizzato. Circa il 70% dell’acqua estratta da fiumi, laghi e acquedotti è usata per l’irrigazione. Quasi tre quarti di tutti i disastri recenti sono legati all’acqua, che hanno causato danni economici per quasi 700 miliardi di dollari negli ultimi 20 anni. Inondazioni e altre calamità legate all’acqua sono responsabili del 70% dei decessi dovuti a disastri naturali.

Acqua potabile e servizi igienici non sono ancora un bene comune

L’Agenda di azione per l’acqua che uscirà dai lavori della Conferenza raccoglierà gli impegni volontari relativi all’acqua degli Stati membri e delle parti interessate, industrie comprese. Fondamentali per accelerare i progressi nella seconda metà del Decennio di azione 2018-2028 e nella seconda metà dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile; anche dopo la Conferenza nuovi impegni potranno esservi aggiunti se, come molti sperano, l’Agenda contribuirà a sollecitare Paesi e stakeholder ad affrontare la sfida globale dell’acqua. L’accesso all’acqua potabile e quello a sevizi igienici gestiti in modo sicuro vengono annoverati da tempo tra i diritti umani. Troppo spesso traditi. L’acqua è affare di tutti, ma lontana dall’essere un bene comune.

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