Chiudi
Cerca nel sito:

Bonifiche, riparte SuRF Italy la rete che punta a tecnologie innovative e sostenibilità

SuRF Italy Claudio Albano
Condividi l'articolo

Intervista a Claudio Albano, coordinatore del progetto 

SuRF Italy è il Forum italiano sulla sostenibilità delle bonifiche. Dove SuRF sta per Sustainable Remediation Forum. È una rete professionale, nata sull’esempio di altre organizzazioni simili a livello internazionale, dedicata alla promozione della bonifica sostenibile e della rigenerazione ambientale nella Penisola, attraverso un approccio che tenga conto di tutti gli impatti e favorisca la scelta della tecnologia più sostenibile. Aspira a diventare un interlocutore autorevole per il legislatore e per il mercato delle bonifiche, promuovendo un cambiamento culturale che trasformi la sostenibilità in uno standard operativo fondamentale per il futuro del territorio nazionale. Abbiamo chiesto a Claudio Albano, coordinatore della rete SuRF Italy, di raccontarci come si fa.

Claudio Albano, riparte SuRF Italy, iniziativa nata nel 2012. Perché si era fermata?

SuRF Italy è nata inizialmente come gruppo volontario all’interno della rete Reconnet, dedicata alla gestione dei siti contaminati, promossa da una serie di enti pubblici e di università (la Rete nazionale sulla gestione e la bonifica dei siti contaminati, ideata e costruita dal Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Roma Tor Vergata, ndr). Il gruppo ha lavorato fino alla promozione del convegno internazionale SustRem (Ferrara 2014) e alla redazione del Libro Bianco sulla bonifica sostenibile in Italia nel 2015. Successivamente, l’attività si è interrotta perché la rete Reconnet si è sostanzialmente arenata e non c’era più una “casa” per il progetto, oltre a cambiamenti organizzativi dei membri.

L’iniziativa è ripartita recentemente attraverso un gruppo di lavoro di Assoreca (associazione che rappresenta le aziende attive nei settori dell’ambiente, sicurezza, energia, salute e responsabilità sociale in Italia, impegnate nelle aree della consulenza e ingegneria, dei laboratori di analisi e delle imprese di bonifica), che ha finalizzato nel 2023 una proposta di linee guida per la bonifica sostenibile presentata a RemTech. Questo ha portato alla creazione di Surf Italy 2.0, una rete più ampia e aperta anche a soggetti esterni ad Assoreca. Il logo è stato ri-registrato (da Assoreca insieme a Ferrara Expo, partnership maturata nella lunga collaborazione tra l’associazione e la manifestazione di Remtech Expo), è stato redatto un regolamento operativo ed è stato nominato un comitato tecnico-scientifico con rappresentanti di Assoreca e di Remtech, di cui ho l’onore di fare parte e di essere coordinatore. 

Il documento programmatico riporta come obiettivo principale quello di inserire principi di sostenibilità negli strumenti legislativi. Come prevedete di rendere incisiva la sostenibilità?

Innanzitutto, riconosciamo che il nostro ruolo non è quello di legislatori, ma di essere un soggetto di confronto tecnico e di stimolo per chi si occupa di bonifiche in Italia. Ci vogliamo muovere su diversi canali, uno di promozione delle migliori tecnologie, per supportare le decisioni su come fare di volta in volta le bonifiche. Poi, sicuramente, l’obiettivo è dialogare con le autorità affinché il Testo Unico dell’Ambiente accolga concretamente i principi di sostenibilità, rendendoli uno strumento premiante nelle conferenze di servizi e nei progetti operativi. Si vuole evitare che la scelta della tecnologia si basi solo sul raggiungimento degli obiettivi di bonifica, ignorando i costi ambientali, sociali ed economici.

A che punto siete e su quali tempi lavorate?

La rete si è costituita ufficialmente con una campagna di adesione partita a marzo, raccogliendo circa 40 membri entro fine giugno. Tra gli aderenti figurano società di consulenza, industrie come Edison Regea, A2A e altri e alcuni soggetti pubblici

L’ambizione è che i nostri documenti tecnici acquisiscano un’autorevolezza tale, anche per i soggetti pubblici, da poter diventare degli standard adottati dagli operatori. Mi viene in mente un esempio, che non c’entra direttamente con SuRF Italy: lo strumento modellistico Risknet, sviluppato dall’Università di Roma Tor Vergata, diventato di fatto per la sua credibilità lo standard più diffuso in Italia per l’analisi del rischio sanitario ambientale, rispettando i requisiti della norma per cui gli obiettivi di bonifica devono essere definiti da una valutazione dei rischi. Ci interessa fornire strumenti che consentano di scegliere al meglio.

Al momento, purtroppo, molte bonifiche sono basate su scavo e smaltimento o pompaggio e trattamento infinito delle falde, tecnologie spesso non sostenibili a causa dell’elevata produzione di rifiuti, dei consumi energetici e idrici, e delle emissioni di CO2 legate ai trasporti su gomma, che aumentano anche il rischio di incidenti stradali. Dal nostro punto di vista, non basta il rispetto dei limiti relativi alla concentrazione residua di inquinanti, devono essere presi in considerazione anche altri parametri, tra cui sicuramente il costo ambientale, sociale ed economico delle bonifiche.

Il documento programmatico di SuRF Italy fissa obiettivi credibili a breve, medio e lungo termine, con una prospettiva al 2030, che saranno rivisti periodicamente e potranno essere aggiornati dal comitato tecnico-scientifico in base alle proposte dei membri e alle risposte del mercato e delle autorità.

La vostra rete promuove la sostenibilità nelle bonifiche ambientali; un’operazione di bonifica, nel 21esimo secolo, non dovrebbe essere di per sé sostenibile?

Attualmente, molte bonifiche ignorano i costi ambientali, sociali ed economici perché il paradigma è limitato al rispetto della normativa 152 (decreto legislativo 152 del 2006 noto come Testo Unico Ambientale, ndr)e dei limiti tabellari. Questo approccio non considera aspetti come la salute e sicurezza o le emissioni, in modo coordinato o l’impatto olistico, come il paradosso di scavare migliaia di tonnellate di terreno per portarle in discarica e poi prelevare materiale da una cava altrove per il ripristino. La sostenibilità definita da Surf Italy è un processo decisionale che mira all’ottimizzazione degli aspetti ambientali, sociali ed economici, cercando la migliore soluzione possibile tra le esigenze dei diversi stakeholder: privati, comunità locale ed enti pubblici. La rete vuole rendere questo concetto accreditato e riconosciuto a livello nazionale.

In questa ripartenza, qual è la dinamica tra i partner?

La rete è composta da circa 40 membri e si è dotata di un comitato tecnico-scientifico per la gestione e il coordinamento delle attività, con il coinvolgimento diretto dei membri nei gruppi di lavoro. Come dicevo, il primo gruppo di lavoro si occupa della redazione di documentazione tecnica e strumenti operativi per l’applicazione della bonifica sostenibile in Italia, anche prendendo spunto da esperienze internazionali.Il secondo è un osservatorio internazionale su normativa e policies, si dedica al monitoraggio delle best practice e dell’evoluzione normativa a livello internazionale, con particolare attenzione alla trasposizione delle direttive europee come la Soil Monitoring Law.

Il terzo si occupa di comunicazione e formazione, di diffondere le attività di Surf Italy sia tra i partner che verso l’esterno, organizzando convegni e partecipando a eventi come Remtech per attrarre nuovi membri e promuovere la cultura della sostenibilità nelle bonifiche. È un inizio. Siamo partiti con una bella rappresentanza di competenze, abbiamo un programma di attività ambizioso, ora ci dobbiamo misurare con le nostre forze, senza dimenticare che siamo una rete “volontaria”, in cui tutti abbiamo il nostro lavoro principale nelle nostre aziende. Saremo ben presenti a Ferrara al Remtech Expo 2026, con 4 interventi presso diverse sessioni convegnistiche e con un momento di incontro tra gli attuali ed i futuri membri e tutti quanti fossero interessati alle nostre attività

Lei lavora per Jacobs, una società di associata principalmente a grandi progetti nei settori delle infrastrutture, dell’energia, delle industrie avanzate e dei data Center. Perché SuRF Italy?

Jacobs, come società internazionale di consulenza e ingegneria, considera la sostenibilità parte integrante del proprio approccio, lavora da anni nel settore ambientale e della rigenerazione dei territori e considera la sostenibilità un elemento trasversale a tutti i progetti, offrendo anche servizi ESG e di efficientamento energetico ai clienti. Sostiene il progetto SuRF Italy perché la sostenibilità è parte fondante della sua visione del lavoro, applicata in Italia da quasi 30 anni nella riqualificazione di siti contaminati e brownfield, che sono siti ex industriali inquinati collocati in ambito urbano o periurbano, con grandi potenzialità di rigenerazione. L’ambizione è promuovere un cambiamento culturale nel modo di fare bonifiche in Italia, contribuendo con competenze ed esperienza. 

TI È PIACIUTO QUESTO ARTICOLO?
Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere aggiornamenti sulle novità e sulle storie di rigenerazione territoriale:

Ultime Notizie

Cerca nel sito