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Cyclops: quando la digitalizzazione aiuta il riciclo

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Creare meccanismi efficienti per collocare sul mercato le plastiche riciclate. È questo l’obiettivo di Cyclops, piattaforma di scambio per l’incontro di domanda e offerta, ossia produttori di rifiuti, riciclatori e broker di materiali recuperati.

È stata lanciata in Germania la piattaforma online dedicata al mercato delle plastiche riciclate, il cui nome Cyclops (Circular Optimisation for Plastics) rimanda alla mitologia greca. Un progetto finanziato e promosso da quattro realtà del settore – GreenDelta, Cirplus, Wuppertal Institute e Centro Plastica SKZ – che ha dato vita a una piattaforma gratuita e open source che si propone di favorire, attraverso informazioni e strumenti di valutazione, lo scambio di materiali riciclati tra chi produce e detiene i rifiuti plastici, chi li ricicla e chi vuole trasformarli in nuovi prodotti. Un vero e proprio market place, che secondo i promotori potrebbe risolvere uno dei tanti fallimenti di mercato che caratterizzano l’universo dei rifiuti.

Perché il progetto Cyclops interessa le plastiche

Uno dei problemi principali collegati al riciclo è la collocazione sul mercato dei materiali derivati dagli impianti di trattamento: affinchè il processo funzioni non basta fare una buona raccolta differenziata, se poi non ci sono impianti di trattamento sufficienti e, soprattutto, un mercato dove collocarli alla fine del percorso. Ed è esattamente a quest’esigenza che la piattaforma Cyclops tenta di rispondere.

In Italia un’iniziativa simile è la Circularity Platform di Circularity, una piattaforma georefenziata di economia circolare dedicata alle aziende che vogliono valorizzare i propri scarti di produzione e ridurre il proprio impatto ambientale. La logica è sempre la stessa: trovare uno spazio dove si possano incontrare domanda e offerta, ovvero chi produce lo scarto, chi lo recupera, chi lo trasporta e chi lo reintroduce in un nuovo ciclo produttivo.

Anche per il loro valore economico, non solo ambientale, il progetto tedesco Cyclops si rivolge esclusivamente alle plastiche e la scelta non è certo casuale. Sebbene questi polimeri svolgano un ruolo fondamentale nella vita di tutti i giorni, il loro uso scorretto e l’assenza di politiche efficaci di intercettazione e riciclo si traducono in gravi impatti ambientali, ormai visibili ovunque e in modo particolare nei mari.

Secondo la Commissione europea, nell’Unione dall’80 all’85% dei rifiuti marini rinvenuti sulle spiagge sono in plastica: di questi, gli oggetti di plastica monouso rappresentano il 50% e gli oggetti collegati alla pesca il 27% del totale.

Per questo, oltre alla Strategia europea per la plastica, elaborata nell’ambito del proprio Piano di azione per l’economia circolare, l’Unione europea ha emanato la Direttiva 904 del 2019, provando ad alzare l’asticella della sostenibilità per i prodotti monouso e in plastica oxodegradabile (cioè facilmente sbriciolabile, causa dell’emissione delle cosiddette microplastiche, soprattutto in ambiente acquatico) e gli attrezzi da pesca contenenti plastica. Purtroppo, i risultati sono per ora modesti, sebbene il tempo trascorso sia breve.

Obiettivo di Cyclops: creare un mercato delle plastiche riciclate efficiente

Dal punto di vista operativo, Cyclops si rivolge a tre differenti target:

  • produttori di rifiuti;
  • riciclatori;
  • venditori di prodotti riciclati.

Ad ognuno di loro la piattaforma offre valutazioni economiche e ambientali, informazioni sulle specifiche di qualità e le potenziali applicazioni dei materiali riciclati, sui prezzi e i fattori che li determinano, sui benefici ambientali. Oltre a indicazioni di corretta gestione dei rifiuti e di eco-progettazione.

L’obiettivo è quello di creare un mercato davvero efficiente per i materiali plastici riciclati. Un mercato tutt’altro che secondario, considerato che secondo la Federazione Gomma Plastica le quotazioni delle plastiche riciclate oscillano tra un minimo di 600 euro a tonnellata (per i granuli di LDPE) ai 1.500 euro a tonnellata per il RPET in scaglie (polietilene tereftalato riciclato, cioè il PET riciclato soprattutto dalle bottiglie di plastica).

“L’ambizioso obiettivo di Cyclops è fornire ai compratori e ai venditori di plastica riciclata o di scarto uno strumento facile da usare, che consenta loro di confrontare i materiali in modo facile e rapido”, ha spiegato alla stampa Max Meister, socio fondatore di Cirplus. E secondo Jan Werner, Group manager per i Prodotti sostenibili e circolari presso SKZ, “Cyclops rappresenta una pietra miliare nel superare le barriere esistenti nel mercato del riciclo. Il feedback proveniente dalle prime validazioni nelle fiere di settore è stato molto promettente. Speriamo di apportare ulteriori preziosi contributi nei progetti futuri per realizzare il passaggio a un’economia circolare attraverso flussi di riciclo coordinati”.

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