Dal 2026 l’UE rivoluziona il diritto alla riparazione: riparare smartphone e lavatrici sarà più facile, conveniente e sostenibile.
Dal 2026, entreranno in vigore in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea nuove norme che rivoluzionano il diritto alla riparazione dei beni di consumo. Grazie alla direttiva right to repair e ai regolamenti collegati, riparare elettrodomestici e dispositivi come lavatrici, aspirapolvere o smartphone diventerà l’opzione più facile e conveniente rispetto alla sostituzione, con prezzi “ragionevoli” anche per le riparazioni fuori garanzia.
I produttori saranno obbligati a offrire riparazione anche fuori garanzia UE per i prodotti tecnicamente riparabili e dovranno garantire ricambi obbligatori per elettrodomestici e dispositivi tecnologici per un periodo minimo, oltre a informazioni chiare sulle condizioni di riparazione.
Nasce inoltre un indice di riparabilità obbligatorio (o sistema di repairability score) per alcuni prodotti, in particolare smartphone e tablet, che comparirà sulle etichette. Questo informerà il consumatore su quanto è facile e conveniente riparare quel bene prima di acquistarlo.
Una novità importante della normativa è che, se scegli di riparare un prodotto in garanzia anziché sostituirlo, la garanzia verrà estesa di 12 mesi, incentivando così una scelta più sostenibile. Entro il 2027 sarà inoltre operativa una piattaforma online europea che aiuterà i cittadini a trovare riparatori indipendenti e repair cafés nella propria zona.
La rivoluzione del 2026: fine dell’usa e getta?

Non esiste un vero e proprio reato di obsolescenza programmata riconosciuto a livello legale, ma negli ultimi anni l’UE ha portato avanti una serie di misure volte a contrastare questa pratica e a favorire un’economia più circolare e sostenibile. Al centro di queste norme c’è la direttiva right to repair, che introduce diritti concreti per i consumatori e obblighi precisi per i produttori. Lo scopo è rendere la riparazione una scelta naturale, semplice e trasparente invece della sostituzione inutile.
L’obbligo di riparare
Con l’entrata in vigore della direttiva, i produttori non potranno più rifiutare una riparazione con argomentazioni generiche come “non si può aggiustare” o “non conviene economicamente”. Se un prodotto rientra nelle categorie soggette a specifiche di riparabilità previste dal diritto UE (per esempio lavatrici, smartphone, aspirapolvere), il produttore dovrà:
- Offrire la riparazione entro un tempo ragionevole.
- Farlo a un prezzo ragionevole, anche quando il prodotto non è più in garanzia.
- Fornire informazioni accessibili sulle condizioni e i costi di riparazione.
Questa disposizione ribalta la logica dell’usa e getta, costringendo le imprese a progettare beni pensati per durare più a lungo e facilitare gli interventi di manutenzione.
Pezzi di ricambio accessibili a tutti
Un altro cambiamento fondamentale riguarda l’accesso ai pezzi di ricambio e alle informazioni tecniche. La normativa impone che:
- I pezzi di ricambio obbligatori per elettrodomestici e dispositivi siano resi disponibili per un periodo esteso (tipicamente almeno 7 anni per smartphone/tablet secondo gli standard Ecodesign).
- Manuali, strumenti diagnostici e informazioni tecniche siano accessibili non solo ai centri assistenza ufficiali, ma anche ai riparatori indipendenti e, in alcuni casi, direttamente ai consumatori.
L’Indice di Riparabilità: come leggere la nuova etichetta
Con l’avanzare delle normative UE sul diritto alla riparazione, sta prendendo forma anche un indice di Riparabilità Europeo. Si tratta di un voto da 1 a 10 sull’etichetta che indica quanto è facile riparare quel prodotto prima di comprarlo, aiutando i consumatori a fare scelte più consapevoli e sostenibili. Questo tipo di sistema informativo ha già esempi nazionali (come l’indice francese) e rappresenta un modello che l’UE intende allargare, segnando un passo avanti verso prodotti progettati non solo per essere venduti, ma anche mantenuti e riparati nel tempo.
I 5 criteri del voto
Come specifica anche l’Agenzia Europea dell’Ambiente, l’indice di riparabilità si basa su cinque criteri principali che valutano quanto un prodotto sia effettivamente riparabile:
- Documentazione: manuali tecnici, istruzioni di smontaggio e dati forniti dal produttore;
- Smontabilità: facilità con cui si può accedere alle parti interne con strumenti standard.
- Disponibilità di ricambi: presenza e reperibilità di pezzi di ricambio per il prodotto.
- Prezzo dei ricambi: rapporto tra il costo dei pezzi e quello del prodotto intero.
- Aggiornamenti software: nel caso di dispositivi elettronici, la durata e qualità del supporto software e degli strumenti diagnostici disponibili.
Questi criteri permettono di dare un punteggio da 1 a 10 che riassume l’insieme delle condizioni per una riparazione semplice e meno costosa possibile. In questo modo si rende visibile al consumatore ciò che prima era nascosto nelle specifiche tecniche.
Perché cambierà i nostri acquisti
L’etichetta con indice di riparabilità obbligatorio non è solo un’informazione in più: è uno strumento per scegliere prodotti che dureranno 10 anni invece di 2. Un punteggio alto indica che il dispositivo sarà più semplice da riparare, con ricambi disponibili e a costi ragionevoli, documentazione accessibile e aggiornamenti software sostenuti nel tempo. Questo significa minori rifiuti, minori costi per il consumatore e una pressione crescente sui produttori affinché progettino beni più durevoli e riparabili, un vero cambiamento rispetto al modello attuale basato sulla sostituzione rapida.
Cosa fare se si rompe qualcosa: la nuova procedura
Con l’entrata in vigore delle nuove norme UE, la gestione di una riparazione diventa più semplice e trasparente per tutti i cittadini. In caso di guasto, i consumatori potranno usufruire di strumenti ufficiali e standardizzati che rendono più chiari costi, tempi e procedure. E se decidono di riparare un prodotto in garanzia, avranno diritto all’estensione della garanzia di riparazione di 12 mesi, incentivando scelte sostenibili rispetto alla sostituzione del bene.
Il modulo europeo di informazioni sulla riparazione
Ogni riparatore dovrà fornire un preventivo standard e trasparente, noto come modulo europeo di informazioni sulla riparazione, che indicherà chiaramente costi, tempi e modalità dell’intervento. Questo strumento sarà strettamente integrato con la piattaforma europea di riparazione, dove i cittadini potranno consultare manuali, disponibilità dei pezzi di ricambio e istruzioni per il corretto svolgimento della riparazione.
Trovare un tecnico: la piattaforma match-making
Per rendere più semplice il contatto tra consumatore e tecnico, l’UE sta sviluppando un portale di match-making integrato nella piattaforma europea di riparazione. Questo servizio permetterà di trovare rapidamente il riparatore indipendente o il repair café più vicino, selezionando il tipo di prodotto e la tipologia di intervento richiesto. L’obiettivo è eliminare le difficoltà di reperibilità e i costi nascosti, rendendo la riparazione una scelta naturale e conveniente.
Tabella: differenze tra l’era dell’usa e getta e quella della durabilità
La tabella sottostante evidenzia le differenze tra l’era attuale, caratterizzata dall’usa e getta, e quella futura, in cui la durabilità e la riparabilità saranno al centro dell’acquisto. In particolare, il confronto mette in luce il costo della riparazione vs nuovo.Così permette al consumatore di valutare concretamente i benefici economici e ambientali delle nuove regole.
| Aspetto Chiave | Oggi (Pre-2026): L’Era dell’Usa e Getta | Domani (Post-2026): L’Era della Durabilità | Implicazioni per il Consumatore |
| Gestione Prodotto in Garanzia Rotto | Focus sulla Sostituzione: Di fronte a un guasto entro i termini di garanzia, i venditori tendono a spingere per la sostituzione immediata del prodotto. Questa pratica, pur sembrando comoda, favorisce lo smaltimento prematuro. | Priorità alla Riparazione: Il consumatore sarà attivamente incentivato a scegliere la riparazione. In caso di scelta della riparazione, la garanzia legale sul prodotto verrà estesa di un anno aggiuntivo. | Maggiore convenienza e tutela, con un aumento della vita utile del prodotto garantita legalmente. |
| Gestione Prodotto Fuori Garanzia | Cultura dello Sostituzione: La riparazione è spesso scoraggiata con argomentazioni quali: “non conviene ripararlo”, “il costo è proibitivo”, o l’affermazione “non ci sono i pezzi di ricambio”. Si spinge l’utente verso un nuovo acquisto. | Obbligo di Riparazione a Prezzo Equo: I produttori avranno l’obbligo legale di offrire un servizio di riparazione per un periodo di tempo definito (fino a 10 anni dalla messa in vendita del modello), a condizione che la riparazione sia tecnicamente fattibile. Il prezzo dovrà essere trasparente ed equo. | Si pone fine al ricatto del “non riparabile” e si garantisce un’alternativa economica e sostenibile all’acquisto di un nuovo bene. |
| Accesso ai Pezzi di Ricambio | Monopolio e Costi Elevati: I pezzi di ricambio sono spesso venduti a prezzi elevati, la loro reperibilità è limitata nel tempo e sono prevalentemente riservati ai Centri di Assistenza Autorizzati (CAT), creando di fatto un monopolio sulla manutenzione. | Disponibilità Universale e Trasparente: I ricambi dovranno essere resi disponibili per un periodo di tempo esteso (da 7 a 10 anni a seconda della categoria di prodotto) non solo ai riparatori professionisti, ma anche ai riparatori indipendenti e ai consumatori che intendono effettuare riparazioni fai-da-te. I prezzi dovranno essere trasparenti e non discriminatori. | Maggiori opzioni per la riparazione, riduzione dei costi complessivi e sostegno all’economia dei riparatori locali e indipendenti. |
| Manuali e Informazioni di Riparazione | Segreto Industriale: Le istruzioni dettagliate per la riparazione, gli schemi elettrici e i software diagnostici sono considerati segreti industriali, inaccessibili al di fuori della rete ufficiale del produttore. | Pubblicazione Obbligatoria: I manuali di riparazione, gli schemi tecnici e le informazioni diagnostiche dovranno essere resi pubblici e facilmente scaricabili online da chiunque. | Democratizzazione della conoscenza tecnica, permettendo a una platea più ampia di riparare i dispositivi. |
| Criteri di Scelta all’Acquisto | Prezzo ed Estetica: La decisione di acquisto è basata primariamente su fattori superficiali come il costo iniziale, il design e le funzionalità immediate. | Punteggio di Riparabilità in Etichetta: Similmente all’etichetta energetica, i prodotti dovranno riportare un chiaro “punteggio di riparabilità”, basato sulla facilità di smontaggio, la disponibilità dei ricambi e la documentazione fornita. | Il consumatore può compiere una scelta più consapevole, premiando i produttori che progettano prodotti pensati per durare e per essere riparati. |
Lo sapevi? Nonostante la forte spinta delle istituzioni europee, solo circa il 35 % dei consumatori nell’UE sceglie attualmente di far riparare i propri prodotti quando si guastano, preferendo spesso la sostituzione. Ciò ha contribuito a una crescita enorme di rifiuti elettronici e a un calo dell’occupazione nel settore delle riparazioni prima delle nuove norme.
Video: che cos’è il diritto alla riparazione e perché è importante?
Il video spiega in modo semplice e chiaro cos’è il diritto alla riparazione (“Right to Repair”) e perché sta diventando un tema centrale per consumatori, produttori e legislatori. Viene illustrato come un diritto legalmente riconosciuto possa aiutare le persone a far riparare i propri beni a prezzi ragionevoli, rafforzare la concorrenza nel mercato delle riparazioni e sostenere posti di lavoro nel settore tecnico, contrastando l’obsolescenza programmata e favorendo una economia più sostenibile basata sulla durabilità dei prodotti.




