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Gestione acqua e rifiuti, più luci che ombre

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Depurazione in miglioramento, crescita della raccolta differenziata dei rifiuti e dei sistemi di tariffazione puntuale; aumento dell’energia elettrica consumata per il trattamento dei rifiuti. Althesys ha analizzato le performance delle 100 maggiori aziende di energia, acqua, gas e rifiuti italiane. 

Nel servizio idrico integrato, il tasso di perdite di rete è sensibilmente inferiore alla media italiana, sebbene in lieve rialzo. Il dato emerge dal rapporto “Top Utility” di Althesys, giunto all’undicesima edizione, che analizza a 360 gradi i risultati delle 100 maggiori imprese di servizi pubblici attive in Italia nei comparti dell’energia elettrica, del gas, del servizio idrico e della gestione dei rifiuti

La depurazione è in miglioramento 

Le perdite di rete – nell’ambito del servizio idrico integrato, che comprende i servizi pubblici di acquedotto, fognatura e depurazione – si attestano al 36%, contro il 41% della media nazionale (dati Arera al 2021). Nella depurazione migliora il rendimento degli impianti, maggiore di tre punti rispetto al 2020. Il dato è significativo, visto anche l’aumento della percentuale di utenti collegati, che tocca l’89%, quattro punti superiore all’anno precedente. La depurazione, ambito storicamente critico per l’Italia, negli ultimi tre anni (2019-2021) è in miglioramento: la popolazione servita passa dall’83 all’89% e il rendimento degli impianti dall’88 al 91% di cod rimosso (chemical oxigen demand, ossia la quantità di ossigeno necessaria per l’ossidazione delle sostanze organiche presenti nell’acqua). Inoltre, il cod, indicatore dell’inquinamento delle acque, nel 2021 è sceso del 15% rispetto al 2019. 

Servizi ambientali: crescono raccolta differenziata e sistema di tariffazione puntuale 

Anche nei servizi ambientali si registra un ulteriore passo in avanti. La raccolta differenziata cresce di quattro punti, arrivando al 73% rispetto alla media nazionale del 64% (fonte: Ispra). Questo risultato è stato probabilmente sostenuto anche dall’adozione di sistemi di raccolta porta a porta, attuati, almeno parzialmente, dal 91% dei gestori. Il tasso di applicazione di sistemi di tariffazione puntuale sale al 57% rispetto al 52% del 2020, un dato che testimonia come le aziende stiano puntando sempre più su questa soluzione per migliorare l’efficienza e la qualità della raccolta, soprattutto in relazione al sistema porta a porta. Nel complesso, continua la crescita delle Top100 che redigono il rapporto di sostenibilità (sono il 74% nel 2021) e soprattutto le aziende che chiedono ai propri fornitori di aderire a codici di condotta Esg, giunte al 95% nel 2021. 

Peggiora la sostenibilità dei servizi ambientali 

Nel servizio idrico integrato diminuisce l’energia elettrica consumata, pari a 1 kWh per metro cubo. Sostanzialmente inalterata, invece, la quantità di prodotti chimici usati per depurazione e potabilizzazione. Una comparazione con il 2020 è complessa, dati gli effetti del lockdown, ma il confronto con il 2019 mostra come un metro cubo di acqua reflua post-depurazione contenga nel 2021 meno azoto e cod, mentre il fosforo sale a 1,4 g/mc. Peggiora, invece, la sostenibilità dei servizi ambientali: nel 2021 l’energia elettrica consumata è salita a 40 kWh per tonnellata di rifiuti trattata contro i 26 dell’anno precedente; le emissioni tornano invece ai valori del 2019: 21 kg di CO2 per ogni tonnellata di rifiuti raccolti. Continua invece a crescere la percentuale di automezzi a basso impatto ambientale, più che raddoppiati rispetto all’anno precedente, fino al 45% del parco veicoli delle società di servizi ambientali.

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