Al via entro l’anno l’impianto di Pettoranello, che tratterà rifiuti in plastica che non possono essere riciclati meccanicamente. Per esempio, i film plastici. Secondo il progetto, assorbirà circa 20.000 tonnellate all’anno di rifiuti misti, per una produzione di circa 16 mila tonnellate di olio da riutilizzare nel ciclo della petrolchimica.
Il primo impianto di pirolisi della plastica in Italia, di scala industriale, dovrebbe entrare in funzione quest’anno. È in costruzione in Molise, nel sito di Pettoranello (Isernia), dove opera la società Recupero Etico Sostenibile S.p.A. che lo gestirà e ne è proprietaria grazie a un investimento di quasi 40 milioni di euro, di cui 9,6 milioni finanziati dal PNRR. L’impianto è realizzato e concesso in licenza da BlueAlp, azienda olandese partecipata, tra gli altri, da Shell e Borealis; si prevede che tratti e converta 20.000 tonnellate di rifiuti plastici misti all’anno, per produrre circa 16 mila tonnellate di olio di pirolisi. Olio che, secondo gli accordi, sarà acquisito da Shell Chemicals, per un valore stimato in oltre 20 milioni di euro annui.
Che cos’è la pirolisi della plastica
L’impianto tratterà – attraverso la pirolisi, ossia il processo di decomposizione termochimico degli scarti plastici – i rifiuti che non possono essere riciclati meccanicamente, come le frazioni di film poliolefinici. Questi rifiuti plastici, altrimenti destinati alla termovalorizzazione o alla discarica, saranno trasformati in una sorta di nafta, che potrà essere utilizzata per sostituire le materie prime nella catena del valore della plastica vergine e nelle industrie chimiche e petrolchimiche.
Tecnologia BlueAlp e accordo con Shell Chemicals
BlueAlp ha fornito la tecnologia e si sta occupando della progettazione, dell’approvvigionamento e della costruzione dell’impianto presso il proprio stabilimento di Eindhoven, nei Paesi Bassi. Ora “l’assemblaggio” accanto ad altri due impianti di riciclaggio meccanico di RES: uno di selezione spinta dei rifiuti di imballaggio in plastica, l’altro di lavaggio e granulazione delle plastiche operativo da maggio 2024, che riduce il packaging plastico rigido (prevalentemente PET, HDPE e PP) in sottili e piccoli fiocchi. L’impianto dovrebbe essere operativo entro il primo semestre 2026, stando alla nota diffusa da RES in occasione della firma del contratto con il provider olandese nel 2024. E si attiverà l’accordo con Shell Chemicals prevede l’impegno a lungo termine della multinazionale ad acquistare l’intera produzione dell’impianto di Pettoranello.
RES: “primo operatore nazionale in grado di chiudere il ciclo dei rifiuti”
Una volta attivo l’impianto di pirolisi, “RES sarà il primo operatore nazionale in grado di chiudere il ciclo dei rifiuti, dalla raccolta iniziale alla commercializzazione diretta della materia prima derivante dal processo di lavorazione delle plastiche”, ha commentato Antonio Lucio Valerio, amministratore delegato della società;“il tutto in un’area circostanziata, nel rispetto dell’ambiente circostante, dimostrando le potenzialità che i rifiuti possono avere quando l’innovazione sposa l’impegno per ridurre la dipendenza dal petrolio e promuovere l’uso responsabile delle risorse”.
Sicuramente un inizio per il nostro Paese, dove sono circa due milioni gli imballaggi in plastica immessi ogni anno al consumo secondo Corepla. La situazione in Europa, secondo l’ICIS Recycling Supply Tracker-Chemical, vede attualmente una capacità installata di olio di pirolisi derivato dalla plastica di circa 150.000 tonnellate all’anno, con stime di messa in servizio di un’ulteriore capacità di oltre 300.000 tonnellate all’anno. Con impianti di scala decisamente superiore a quello di Pettoranello, come, ad esempio, quello della società Endolys in costruzione a Darlington, in Inghilterra, con entrata in funzione nel 2026 e che tratterà inizialmente 60mila tonnellate all’anno. Rimane inoltre da capire dove verrà utilizzato l’olio prodotto a Pettoranello, poiché è probabile che Shell destini questa produzione ai suoi impianti di Moerdijk in Olanda, con una filiera che non può dirsi corta.





