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Turismo e cultura nelle miniere della Val d’Aosta

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Il recupero dei siti minerari di Ollomont e Valpelline arricchisce il Parco minerario valdostano. Non solo un progetto di fruizione turistica, ma anche un centro di ricerca, documentazione e divulgazione della geologia e della storia del territorio.

Ripartire dal passato e rigenerarne l’eredità per costruire il futuro. Potremmo sinterizzare così il lavoro fatto per riqualificare e garantire la fruibilità al pubblico delle miniere di Ollomont e delle fonderie di Valpelline in provincia Aosta. Queste terre erano famose per la produzione del rame, che un tempo è stata la principale attività economica della vallata. A Ollomont il prezioso minerale si estraeva già nel ‘700, attività andata avanti fino al 1952, quando le miniere sono state chiuse. Una volta cavato, il rame veniva inviato alle vicine fonderie di Valpelline grazie ad una teleferica. Qui veniva fuso in un grande forno capace di trattare ogni giorno fino a 60 tonnellate di materiale.

La riqualificazione dei siti minerari di Valpelline e Ollomont – costata rispettivamente a 745mila euro e 920mila euro – è passata attraverso importanti interventi di messa in sicurezza, conclusi a fine 2023.  

Il recupero delle miniere di Ollomont  

La visita delle miniere di rame avverrà in stile “avventura”, spiega il settimanale La Vallée Notizie, con le sole luci dei caschetti forniti all’ingresso, mentre i faretti posizionati lungo il percorso saranno accesi e spenti dalla guida in occasione dei passaggi dei visitatori. Che accompagnati da una guida, potranno entrare in una dimensione molto particolare, un mix di umidità, penombra e venature della roccia, in una rete di gallerie che copre circa 450 – 500 metri di dislivello dentro la montagna. La presenza di pannelli tattili e una fune-guida consentiranno la visita anche a persone ipovedenti.

Oltre a mettere in sicurezza e rendere fruibili 250 metri di gallerie minerarie e le strutture delle fonderie, i siti sono stati valorizzati attraverso un parco avventura (a Valpelline) e un laboratorio di archeometallurgia (a Ollomont). Nel laboratorio di archeometallurgia i ragazzi saranno accompagnati in esperimenti di fusione di materiali per migliorare le conoscenze attraverso un’esperienza ludica-creativa. Il parco avventura è invece costituito da 5 percorsi di diversa difficoltà, realizzati con pedane di legno e funi in acciaio, caratterizzati da elementi tipici di una miniera, come barili di esplosivo, vanghe e vagoncini.

Il progetto, spiega la Regione, “rappresenta una possibilità di sviluppo turistico-culturale per spiegare ai turisti e ai frequentatori della vallata la storia di Ollomont, quella che è stata la sua evoluzione e un’opportunità per la popolazione locale di riscoprire il contesto lavorativo minerario dei loro avi”.

“L’inaugurazione dei siti minerari di Valpelline e Ollomont – ha dichiarato l’assessore alle opere pubbliche, territorio e ambiente Davide Sapinet – può contribuire a promuovere nella nostra Regione un turismo culturale sensibile ai valori ambientali”. Il patrimonio minerario ha rivestito un’importanza significativa per la storia e l’economia della Val d’Aosta e grazie all’attività del Parco minerario, ha aggiunto Sapinet “continuerà ad essere una risorsa soprattutto dal punto di vista turistico ambientale”. 

Le potenzialità del Parco minerario valdostano

L’apertura ai turisti dei due siti, raggiunta grazie al progetto transfrontaliero MiMonVe (Mines autour du Mont Velan), arricchisce il progetto del Parco minerario valdostano. L’iniziativa del Parco, prevista dalla Legge regionale 12/2008 “Disposizioni per la valorizzazione dei siti minerari dismessi”, nasce per consentire il recupero dei siti minerari presenti sul territorio regionale, sia in termini di messa in sicurezza, sia di recupero e di valorizzazione ai fini culturali e turistici. Dal 2018 sono stati già realizzati diversi interventi a Cogne, Saint-Marcel, Brusson.

Il progetto MiMonVe “vuole migliorare la vivibilità dei territori di montagna a beneficio dei residenti e dei turisti, partendo dalla salvaguardia e dalla valorizzazione del patrimonio storico minerario, considerato che l’attività mineraria è stata un punto di forza per l’economia della Valle d’Aosta e del suo sviluppo. In questo modo lo sforzo dell’Amministrazione pubblica volto ad investire sui luoghi montani funge da stimolo anche per gli abitanti stessi affinché possano, a loro volta, continuare investire e a vivere nei Comuni alpini.”

Secondo il Politecnico di Torino, il parco minerario rappresenta, da un lato, un importante polo di fruizione turistica, dall’altro un vero e proprio centro di ricerca, di documentazione e di divulgazione della geologia, della storia delle miniere e del territorio, rivolto agli enti di ricerca e alle Università che, a livello nazionale e internazionale, trattano tali temi.

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Redazione

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