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Biometano, Italia a metà strada: per raggiungere l’obiettivo Pniec serve il raddoppio

Biometano
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Scongiurato il rischio che gli impianti di biometano aggiudicatari delle gare non possano godere dei fondi del PNRR oltre la scadenza del 30 giugno per essere completati. Rispetto all’obiettivo indicato dal Pniec al 2030 per il biometano, siamo ancora a metà strada. Ma, secondo le stime, si può raggiungere. E superare.

Biometano: bicchiere mezzo pieno. Sugli sviluppi della produzione di biometano in Italia si sono tirate le somme all’evento annuale del Consorzio Italiano Biogas. Il faro da seguire è la traiettoria delineata dal Pniec (Piano nazionale integrato per l’energia e il clima) al 2030, con una produzione di 5,7 miliardi di metri cubi di gas rinnovabile. E l’obiettivo appare ancora decisamente ambizioso. Ma la buona notizia c’è. Gli impianti per la produzione di biometano aggiudicatari delle gare sono in costruzione e saranno completati, fino all’operatività.

Una rimodulazione del dossier PNRR consentirà loro di godere, infatti, dell’attribuzione dei fondi oltre il limite di scadenza del 30 giugno 2026. I progetti di biometano ammessi nelle 5 graduatorie sono 549, per una capacità produttiva complessiva stimata in 236 mila smc/h (standard metro cubo all’ora). Di questi, 46 impianti sono già operativi e 323 hanno avviato i lavori. Il rischio di non riuscire a terminare gli impianti per mancanza di tempo, a fronte della scadenza dei termini del finanziamento è quindi scongiurato. Ed è in fase avanzata la stipula dell’accordo GSE – MASE, volto a garantire la salvaguardia di tutti gli impianti selezionati dalle gare.

I punti chiave del CIB

In un quadro internazionale che, sempre di più, conferma la criticità della dipendenza energetica dalle fonti fossile e dall’estero, il sistema italiano di biogas e biometano sta già dimostrando una seria capacità progettuale e si preannuncia in grado di rispondere all’esigenza di sicurezza e decarbonizzazione dei settori di difficile elettrificazione entro il 2050. Con questo obiettivo, secondo il Cib, è necessario consentire agli operatori agricoli e industriali di programmare i propri investimenti grazie strumenti legislativi che garantiscano un piano strutturato di almeno cinque anni.

Per il Cib, questo piano deve includere “un sistema flessibile per le connessioni alla rete del gas e una maggiore interoperabilità tra le reti di distribuzione e trasporto, senza dimenticare la corretta valorizzazione della programmabilità degli impianti che producono energia elettrica e termica da biogas”. Proposte che il Cib avanza per favorire l’utilizzo effettivo del potenziale produttivo reale proveniente dal mondo agricolo. Un potenziale di biometano che potrà coprire al 2040 fino al 30% dei consumi di gas naturale a livello nazionale.

Riempire tutto il bicchiere è possibile 

Il ruolo strategico del settore è stato sottolineato dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto all’evento. “Mi impegno a migliorare le previsioni del Dl Bollette per consentire agli impianti di proseguire la produzione di biogas con tempi corretti per la conversione a biometano che non sarà più un impegno vincolante. Il mutato scenario internazionale ci impone di salvaguardare la produzione nazionale rispettando gli obiettivi del Pniec pari a 5,7 miliardi di smc che rappresentano il 10% della domanda attuale di gas”, ha sottolineato Pichetto Fratin

Per raggiungere l’obiettivo Pniec, il settore è in attesa di un nuovo intervento legislativo. E può considerarsi a metà strada. Infatti, gli impianti realizzati o in fase di realizzazione grazie ai decreti 2018 e 2022 (successivamente rimodulato) assicureranno una produzione totale stimata in 2,7 miliardi di standard metri cubi all’anno. La sfida è conseguire il raddoppio entro il 2030. 

I dati presentati dal Cib ci dicono che riempire tutto il bicchiere è possibile. Lorella Rossi, dell’area tecnica del Consorzio, ha illustrato l’evoluzione del potenziale produttivo di biometano italiano tracciando una mappa delle biomasse disponibili a livello provinciale, così come emersa da uno studio Snam-Cib, che stima un’evoluzione della produzione annuale di gas rinnovabile di 8,1 miliardi di Smc al 2030 e 15,3 miliardi di Smc al 2050. Dati su cui converge anche il recente studio di Legambiente realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova sulle potenzialità del biometano prodotto da scarti agricoli.

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