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A Modena l’upcycling delle plastiche rigide

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Nascerà nel distretto industriale modenese un impianto capace di riciclare la plastica rigida, in grado di produrre fino a 30mila tonnellate annue di polimeri riciclati di alta qualità, a chilometro zero. Un vero e proprio percorso circolare che fa leva sull’osmosi industriale.

Grazie ai fondi del PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza) il Gruppo Hera, attraverso la controllata Aliplast – società specializzata nel riciclo e rigenerazione della plastica – realizzerà nell’area industriale di Modena uno stabilimento all’avanguardia per il riciclo delle plastiche rigide, quelle più ostiche nel ritornare materie prime. Un impianto che permetterà di ottenere, a partire da rifiuti eterogenei in materiali di plastica dura – finora difficilmente riciclabili, quindi inviati puntualmente a termovalorizzazione o in discarica – polimeri di alta qualità con prestazioni analoghe a quelle garantite da materiali vergini, che potranno essere utilizzati in settori come l’elettronica di consumo e l’automotive, rendendoli sempre più sostenibili. Una volta a regime, l’impianto sarà in grado di produrre ogni anno fino a30 mila tonnellate di polimeri riciclati di alta qualità. L’investimento complessivo sostenuto dal Gruppo Hera ammonta a circa 50 milioni di euro: quasi 8 milioni finanziati attraverso fondi del PNRR, nel solco di un piano d’investimenti da 1,7 miliardi di euro (il 39% del totale) destinati ad alimentare le progettualità dedicate all’economia circolare e alla rigenerazione delle risorse.

Un nuovo percorso di circolarità grazie ad upcycling e osmosi industriale

I polimeri prodotti dall’attività di riciclo, ed è questa la novità secondo i progettisti, avranno una purezza tale da poter essere reimpiegati anche negli stessi comparti di origine con prestazioni analoghe a quelle garantite da materiali vergini. Aliplast realizzerà un vero e proprio upcycling, cioè una rigenerazione che eleva la qualità del polimero di partenza, ottenendo così caratteristiche qualitative di alto livello e posizionandosi su segmenti di mercato che, fino ad oggi, hanno fatto ricorso quasi esclusivamente a materie prime vergini.

In questo modo, anche settori produttivi di largo consumo, caratterizzati da significativi impatti ambientali, potranno contare su un nuovo percorso di circolarità, incrementando la propria sostenibilità. Basti pensare che la quantità di plastica riciclata dall’impianto a regime, in un anno, permetterà di risparmiare all’ambiente emissioni per circa 30 mila tonnellate equivalenti di CO2. Peraltro, l’intero procedimento garantirà alti standard di sicurezza e innovazione, grazie all’automazione e ad una elevata digitalizzazione dei processi, consentendo di massimizzare l’efficienza energetica.

La plastica trattata sarà a chilometro zero: il materiale lavorato nell’impianto verrà selezionato prevalentemente tra i rifiuti che il Gruppo Hera già tratta nelle proprie linee di selezione e recupero attraverso Herambiente, oppure coinvolgendo il tessuto produttivo locale. Non a caso, l’impianto sarà realizzato all’interno del polo impiantistico modenese, dove già coesistono il termovalorizzatore e l’impianto di depurazione delle acque reflue gestiti dalla multiutility, con l’obiettivo di mettere in pratica una forma di osmosi industriale che consenta di chiudere il ciclo dei rifiuti. L’impianto sarà alimentato dall’energia elettrica prodotta dal vicino termovalorizzatore, mentre il processo produttivo utilizzerà l’acqua in uscita dal depuratore, per poi reimmetterla nello stesso. La conclusione dei lavori è prevista per la fine del 2025.

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