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Diserbo laser e AI: la tecnologia sostituisce i pesticidi chimici

Diserbo laser: un drone diserbante
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Dopo aver inondato a lungo i campi con prodotti chimici, nel tentativo di proteggere i raccolti, la natura ci ha mostrato la sua adattabilità, generando piante infestanti molto resistenti. Ora, per ovviare a questo problema, gli scienziati hanno trovato una possibile soluzione: la luce. Il diserbo laser potrebbe trasformare la gestione delle colture.

L’agricoltura moderna si trova in una fase di transizione critica, dove l’abuso di erbicidi ha inquinato suolo e falde acquifere, favorendo al contempo la nascita di varietà vegetali resistenti, le quali rendono vani i trattamenti tradizionali. In questo scenario, il diserbo laser si inserisce come pilastro fondamentale del piano Agricoltura 5.0. Piuttosto che irrorare indiscriminatamente interi ettari con sostanze tossiche, robot agricoli potenziati dall’intelligenza artificiale identificano ed eliminano chirurgicamente solo le piante indesiderate, offrendo una valida alternativa a glifosato e altri pesticidi impattanti.

Il vicolo cieco dei diserbanti e l’evoluzione delle super infestanti

Il modello agronomico basato sulla chimica di sintesi per produrre diserbanti ha raggiunto il suo limite naturale. Le prove di questo sono facilmente reperibili ovunque. I terreni agricoli si stanno impoverendo, in tutto il mondo, a causa di cicli di irrorazione che devastano la biodiversità del suolo. L’uso prolungato di erbicidi ha innescato una selezione genetica spietata: le erbe infestanti sono diventate super-erbe, come si suol dire, sempre più robuste. Il diserbo meccanico tradizionale, eseguito con zappe o vomeri, non è una soluzione praticabile, dal momento che rovina la struttura dei primi strati del suolo, favorendo erosione e perdita di umidità.

L’industria aveva un disperato bisogno di una terza via, che superasse il dualismo tra avvelenamento chimico e trauma meccanico. La tecnologia laser risponde a questa necessità, permettendo di eliminare la competizione vegetale senza smuovere la terra o lasciare residui molecolari. Gli studi condotti da università e centri di ricerca agronomica, come quelli alla base del progetto WeLASER portato avanti dall’Università di Bologna e dai suoi partner, hanno confermato che il passaggio a sistemi fisici garantisce un abbattimento del 100% dei residui chimici nel prodotto finale.

Come funziona un rover agricolo a diserbo laser

L’efficacia dei moderni rover diserbanti non risiede soltanto nella potenza dei loro raggi, bensì anche nella capacità di processare una quantità enorme di dati in tempi infinitesimali. Si tratta di piattaforme mobili completamente autonome che pattugliano i campi con una precisione millimetrica e impareggiabile da qualsiasi metodo precedente. Vediamo come opera un robot diserbante.

Computer vision e machine learning in tempo reale

Il cervello di questi robot agricoli equipaggiati con intelligenza artificiale è un software di computer vision avanzatissimo. Mentre il rover avanza tra i filari, le telecamere ad alta risoluzione di cui è dotato scansionano il terreno, con una frequenza di decine di frame al secondo. L’intelligenza artificiale, addestrata su database contenenti milioni di immagini di colture e malerbe, è in grado di distinguere, nel giro di qualche frazione di secondo, un minuscolo germoglio di carota o cipolla da uno infestante di gramigna o amaranto.

Questa capacità di riconoscimento immediato permette al sistema di capire esattamente dove mirare, ignorando completamente la pianta buona e concentrandosi solo sul bersaglio, su quella nociva.

Il raggio laser e lo shock termico sul meristema

Una volta individuata la pianta infestante, entra in gioco l’hardware avanzato. Un laser a fibra ottica, ad alta densità di energia, si premura di estirpare la specie nociva. A differenza dei vecchi sistemi di diserbo termico di precisione a fiamma, il laser non ha bisogno di bruciare l’intera pianta per eliminarla. Il raggio colpisce con un impulso di calore mirato il meristema, ovvero il cuore pulsante della crescita cellulare, situato alla base della pianta e responsabile della sua crescita.

Lo shock termico istantaneo interrompe immediatamente l’esecuzione delle funzioni vitali dell’erba cattiva, facendola appassire e morire nel giro di poche ore. La precisione è tale che il laser può colpire un’infestante situata anche a soli due centimetri dalla coltura, senza che quest’ultima subisca il minimo danno termico. In questa maniera si garantisce una pulizia del campo che rasenta la perfezione.

Al fine di causare la morte dell’infestante, il laser incenerisce il meristema apicale, dopo averlo stanato alla base del vegetale, seguendo le ramificazioni che si chiudono sul suo vertice fuori terra, come illustrato nell’immagine. Il suo deperimento porta al collasso delle radici sotterranee, direttamente collegate con esso attraverso il meristema intercalare e, di conseguenza, alla morte dell’intera pianta.

Diserbo laser contro diserbo chimico

ParametroDiserbo chimicoDiserbo laser
Impatto sul suolo e faldeAltissimo: tossicità residua, accumulo di sostanze chimiche nel terreno e rischio di lisciviazione nelle falde acquifere, con conseguente contaminazione.Zero: nessun residuo fisico o chimico. L’azione è puramente termica e localizzata, salvaguardando la microbiologia del suolo.
Limitazioni meteoMolto limitato. Non si può applicare se c’è vento, a causa di rischi di deriva e dispersione su colture adiacenti o pioggia. Si corrono rischi di dilavamento e inefficacia. Necessita di finestre operative piuttosto ristrette.Assenti. Operativo h24 anche di notte e in condizioni di vento o pioggia leggera. La precisione del sistema non è inficiata dalle condizioni atmosferiche.
Barriera d’ingressoBassa: il costo è prevalentemente legato al prodotto chimico e all’attrezzatura di irrorazione standard. Accessibile anche alle piccole aziende.Altissima: il costo iniziale del robot è elevato. In aggiunta, necessita di infrastrutture tecnologiche e competenze specifiche per la manutenzione e l’uso dell’Intelligenza Artificiale. Richiede una pianificazione finanziaria a lungo termine.
Selettività ed efficaciaSelettività bassa: dipende dal tipo di erbicida e può danneggiare la coltura se non applicato correttamente. Rischio di sviluppo di resistenza nelle infestanti.Selettività altissima, grazie alla visione artificiale e all’IA. Il laser colpisce solo l’infestante e lo fa con precisione millimetrica, preservando la coltura e agendo anche su infestanti resistenti. Efficacia costante e non influenzata dalla resistenza chimica.
Costi operativi a lungo termineElevati e in crescita: dipendenza dal costo dei fitofarmaci, soggetti a variazioni di mercato e a normative sempre più stringenti.Bassi e stabili. Il costo principale è l’energia elettrica per il funzionamento e la manutenzione. Nessuna dipendenza da fornitori di prodotti chimici.
Conformità normativa e ambientaleRischiosa. L’uso è sempre più regolamentato e i limiti di residui sui prodotti sono in costante diminuzione. Forte pressione sociale e politica per la riduzione dei pesticidi.Pienamente conforme. Soluzione ecologica e a impatto zero, in linea con le direttive europee Farm to Fork e gli obiettivi di sostenibilità. Aumenta il valore percepito del prodotto finale.
Salute e sicurezza dell’operatoreRischio elevato. Necessità di dispositivi di protezione individuale e procedure rigorose, a causa della manipolazione di sostanze potenzialmente tossiche.Rischio minimo. L’operatore gestisce la macchina a distanza, eliminando l’esposizione diretta a sostanze pericolose.

Dallo strumento unico allo sciame di droni

L’evoluzione tecnologica dei macchinari per l’agricoltura sta seguendo una traiettoria diretta verso la miniaturizzazione e l’autonomia energetica. Se gli originari prototipi di dispositivi per diserbo laser, come quelli pionieristici dell’azienda Carbon Robotics, tra le prime a fare ricerca in questo ambito, avevano dimensioni imponenti, paragonabili a grandi mietitrebbie e inadatte a molti appezzamenti ampi, il trend attuale punta verso la riduzione delle dimensioni.

Il futuro del settore vede la sostituzione dei grandi trattori con sciami di mini-rover diserbanti elettrici. Questi piccoli robot sono estremamente leggeri e, frequentemente, alimentati da pannelli solari integrati. Ciò permette loro di lavorare 24 ore su 24, senza alcuna sosta. Il peso ridotto risolve uno dei problemi storici dell’agricoltura intensiva: il compattamento del suolo causato dai mezzi pesanti. Il passaggio dei trattori riduce la porosità e la capacità del terreno di assorbire acqua.

Secondo il FIRA, l’International Forum of Agricultural Robotics, l’adozione delle biotecnologie non solo azzera la chimica, bensì aumenta sensibilmente la resa del terreno, grazie a una gestione meno invasiva e più capillare delle singole piante.

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Mattia Mezzetti

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