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L’Apicoltore transumante che difende biodiversità e territorio

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Davide Lomardozzi a primavera sposta 720 arnie dall’Abruzzo al Sud Italia in cerca delle migliori fioriture. Contribuendo al mantenimento della biodiversità e alla valorizzazione del suo territorio, con una produzione alimentare eccellente.

Conosciuto come l’apicoltore transumante, David Lombardozzi è un giovane imprenditore abruzzese di Roccacinquemiglia, frazione di Castel di Sangro, un piccolo paese d’alta quota in provincia dell’Aquila. Come ogni primavera, Lombardozzi conduce in una vera e propria transumanza 42 milioni di api, partendo dall’Abruzzo fino al Sud Italia con 720 arnie al seguito, per raggiungere nella notte le migliori fioriture della Penisola. In questi giorni l’apicoltore sta attraversando il Tavoliere delle Puglie, dove le api fanno incetta di nettare di alberi di ciliegio, agrumi, castagni e coriandolo. Al rientro in Abruzzo si fermeranno nella Valle Peligna per poi tornare alla casa madre sull’Altopiano delle Cinquemiglia, tra il Parco nazionale d’Abruzzo e quello della Majella, dove ad attendere le api operaie ci sono le ghiottissime fioriture di robinia e ailanto, conosciuto come Albero del paradiso.

Il miele transumante eccellenza territoriale

Il prodotto dell’apicoltore transumante è tra le eccellenze del Gal Abruzzo Italico-Alto Sangro, il Gruppo di azione locale composto da 36 soci portatori di interessi collettivi e privati che rappresentano le principali componenti economiche e sociali delle comunità montane Valle Peligna, Alto Sangro e Altopiano Cinquemiglia in Provincia dell’Aquila. Un territorio con un patrimonio ambientale di notevole importanza e bellezza, caratterizzato da un livello elevato di biodiversità e che presenta tutte le debolezze del sistema socioeconomico delle aree montane interne. Grazie al progetto del Gal “Specialità alimentari tipiche in Alto Sangro”, l’azienda Il Dolce Alveare di Lombardozzi apre le sue porte ai visitatori per far conoscere tutti i processi di produzione e lavorazione e osservare da vicino il lavoro di 42 milioni di operaie. “Durante l’esame di apicoltura e bachicoltura della facoltà di Scienze forestali in cui mi sono poi laureato, mi sono appassionato a questo settore e nel ’96 ho aperto l’azienda”, ha raccontato il giovane apicoltore, che produce anche una grande varietà di confetture, marmellate e salse.

Impollinazione vale 10 volte il miele prodotto

Non solo per il miele e i prodotti dell’apicoltura come propoli, pappa reale, polline, cera e veleno. Le api svolgono una funzione strategica per la conservazione della flora e contribuiscono al miglioramento e al mantenimento della biodiversità. Ispra stima che l’84% delle specie di piante e l’80% della produzione alimentare in Europa dipendono in larga misura dall’opera di impollinazione di api e altri insetti. Inoltre, il valore economico del servizio ecologico che le api svolgono è 10 volte superiore a quello del miele prodotto. Una diminuzione delle api rappresenta una minaccia alla sopravvivenza degli ecosistemi naturali in cui vivono. Eppure, oggi è alto l’allarme sullo stato di salute delle api nel mondo. Inquinamento atmosferico, cambiamenti climatici, monocolture, utilizzo di pesticidi e distruzione degli habitat stanno provocando la loro rapida diminuzione. “Per la mia azienda, biologica e certificata, significa fare una scelta etica – ha commentato Lombardozzi – anche perché, dal punto di vista economico, non conviene rispetto alle produzioni convenzionali. Chi fa questo mestiere sa che dall’equilibrio della natura dipende la sopravvivenza del settore”.

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Redazione

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