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A Montecchio Emilia agrovoltaico per ripristinare la cava dismessa

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Nell’ex cava Spalletti in provincia di Reggio Emilia, il Comune vuole realizzare un campo agrovoltaico che sarà in grado di produrre il 70% del fabbisogno energetico comunale. In linea con la strategia regionale di sostegno alle comunità energetiche.

A Montecchio Emilia, provincia di Reggio Emilia, il Comune vuole convertire l’ex cava Spalletti, un’area di 850 ettari ormai dismessa dalla quale si estraeva la ghiaia, alla produzione di energia pulita attraverso un progetto di campo agrovoltaico.

Cosa è un impianto agrovoltaico

L’agrovoltaico è un impianto per la produzione di energia da fonte solare realizzato attraverso il posizionamento di pannelli fotovoltaici a 5 metri da terra, in modo tale da poter continuare ad utilizzare il terreno per le coltivazioni o l’allevamento. Oltre a non consumare suolo, questi impianti creano delle zone d’ombra che proteggono le colture dagli eventi climatici estremi e mitigano l’evaporazione del terreno. Inoltre, i pannelli fotovoltaici sono liberi di ruotare intorno a uno o due assi ortogonali e grazie all’inseguimento solare garantiscono un incremento della produzione energetica del 30% rispetto ad un impianto tradizionale.

L’impatto ambientale ed economico del progetto

Il 10% dell’area dell’ex cava Spalletti sarà destinata all’impianto agrovoltaico, con la possibilità di coltivare gran parte del terreno, mentre 400 ettari saranno completamente rinaturalizzati con la realizzazione di un’area boschiva e lacustre. “La piantumazione di migliaia di piante abbatterà le emissioni di CO2” ha commentato il sindaco Fausto Torelli “e le strutture di sostegno dei pannelli verranno piantate nel terreno senza cemento, per garantire al termine del periodo di produzione (30 anni) il recupero di tutto il terreno”. Tra i vantaggi, il primo cittadino evidenzia il possibile recupero della biodiversità. La produzione di energia pulita sarà di circa 17 megawatt all’anno e garantirà il 70% del fabbisogno comunale. Un progetto in linea con l’iniziativa regionale di sostengo alle comunità energetiche locali attraverso autoproduzione e autoconsumo di energia. Secondo il Comune inoltre, sarà possibile destinare ad investimenti green i ricavi della tassazione Imu in capo ai gestori degli impianti: circa 45mila euro l’anno per il primo modulo in progetto.

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Redazione

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