Il capoluogo ligure è la prima città italiana a inserire la “depavimentazione” nel proprio Piano Urbanistico Comunale: si punta a ridurre la superficie di suolo impermeabilizzato di alcune aree urbane e a restituire natura al territorio per ripristinare il verde, combattere le isole di calore e contrastare il cambiamento climatico. Per una città “più vivibile e giusta”. Previsti incentivi fiscali, anche per i privati.
Contro isole di calore e cambiamento climatico, via l’asfalto, spazio alla terra e alla vegetazione per favorire, anche, un miglior assorbimento dell’acqua. Una tecnica di rigenerazione urbana adottata da tempo in diverse città del mondo con l’obiettivo ultimo di miglioravi la qualità della vita. Alcune esperienze di questa nature based solution, sono state messe in pratica anche in Italia, a livello ridotto. Ma a Genova, la sindaca Silvia Salis fa sul serio: la “depavimentazione” è entrata nel Piano Urbanistico Comunale. “Genova è la prima città in Italia a fare una scelta storica: il depaving entra nel Piano Urbanistico Comunale”, dichiara su Instagram la prima cittadina del capoluogo ligure. “Che cosa vuol dire? È semplice. Non si può più parlare solo di consumo di suolo, bisogna invertire la rotta: togliere cemento, restituire spazio al verde e alla natura, rendere la città più fresca, più vivibile, più giusta”.
Una vera rivoluzione urbana
Per la sindaca Salis, si tratta di “una vera rivoluzione urbana”. “Grazie al lavoro dell’assessora Francesca Coppola e degli uffici dell’Urbanistica, cambiamo le regole del gioco: il suolo non è più una superficie da coprire, ma un ecosistema da proteggere.
E il verde non è più solo arredo urbano, ma una vera infrastruttura sociale e climatica”, prosegue su Instagram. Dove illustra anche tappe e finanziamenti: “La nostra campagna di depavimentazione partirà da Cornigliano, quartiere che ha pagato un tributo ambientale altissimo. Toglieremo il cemento dal piazzale davanti a Villa Bombrini per realizzare un parco di oltre 13 ettari, grazie a un finanziamento di oltre 3 milioni di euro di Regione Liguria e Società per Cornigliano”.
“Interverremo soprattutto nelle aree ad alta frequentazione e nei centri storici, per combattere le isole di calore e tutelare le persone più fragili. E premieremo chi ci aiuta a cambiare la città: abbiamo introdotto incentivi per edilizia pubblica e privata, per chi depavimenta, realizza giardini della pioggia e rinaturalizza il terreno. Vogliamo che il modello Genova diventi un punto di riferimento europeo. Per noi una smart city è questo: una città che mette al centro la cura delle persone, la giustizia sociale e la giustizia ambientale”.
Recuperare funzioni ecologiche
In un paese, l’Italia, dove il consumo di suolo continua a crescere a ritmi preoccupanti e il suolo urbano a essere trattato come una superficie da occupare e impermeabilizzare – come sottolineato da SNPA e ISPRA nel loro ultimo rapporto sul tema – la scelta di Silvia Salis assume una valenza forte: la volontà di un evidente cambio di prospettiva e di rotta. Il report di SNPA e ISPRA registrava per il 2024 una perdita ulteriore di 3.750 ettari di verde in città, sottolineando come il verde urbano fosse invece fondamentale. Nei quartieri dove la copertura arborea supera il 50%, le temperature sono fino a 2,2 gradi centigradi più basse, mentre le analisi sull’isola di calore urbana mostrano differenze di temperatura tra aree urbane e rurali che superano i 10 gradi centigradi.
Depavimentare non significa solo ridurre cemento e asfalto, ma riconoscere il terreno come un’infrastruttura naturale capace di offrire servizi essenziali alle città. Un suolo permeabile, infatti, assorbe l’acqua piovana e riduce il rischio di allagamenti, attenua le ondate di calore, favorisce la biodiversità e migliora la qualità dell’aria. Benefici che hanno un valore ambientale, ma anche economico, sanitario e sociale. È qui che il depaving incontra i principi dell’economia circolare: il recupero di una risorsa compromessa e la restituzione delle sue funzioni ecologiche.
Incentivi fiscali anche ai privati
Genova rappresenta un contesto particolarmente adatto a sperimentare questo approccio. Le caratteristiche morfologiche del territorio, l’elevata vulnerabilità ai fenomeni idrogeologici e l’aumento della frequenza e dell’intensità delle ondate di calore evidenziano la necessità di adottare soluzioni innovative per l’adattamento climatico. I primi interventi riguarderanno soprattutto le periferie. Come ha spiegato anche l’assessora all’Urbanistica e al Verde urbano, Francesca Coppola, il Piano prevede incentivi fiscali anche ai privati che sceglieranno di sostituire parcheggi e pavimentazioni con aiuole, prati e giardini, impegnandosi a mantenerli nel tempo. Dove il pubblico fatica ad arrivare, l’obiettivo è coinvolgere i cittadini in un’alleanza per rendere Genova più vivibile e resiliente.





