Come si trasmette un concetto vasto e complesso come la sostenibilità ambientale e la tutela del nostro pianeta ai più piccoli? Educare al futuro non significa solo insegnare a differenziare, ma anche seminare valori che dureranno per tutta la vita.
La psicologia ambientale e le scienze del comportamento ci offrono strumenti preziosi per spiegare la sostenibilità ai bambini. Un approccio basato sulla gioia e sulla connessione con la natura è più sano ed efficace rispetto ad un metodo basato su allarmismo. La sostenibilità è un tema tanto legato al tempo presente quanto a quello futuro. In un percorso educativo e formativo, non è possibile trascurarla. Le nuove generazioni saranno protagoniste dei prossimi decenni e toccherà a loro difendere e tutelare il pianeta.
Sostenibilità e psicologia: prevenire l’eco-ansia con l’eco-joy
Molti programmi educativi commettono l’errore di focalizzarsi sull’idea di disastro. Immagini o racconti di ghiacciai che si sciolgono, specie in via d’estinzione e catastrofi climatiche corrono seriamente il rischio di generare eco-ansia in un bambino. Metterlo di fronte ai rischi più rovinosi del surriscaldamento globale potrebbe suscitare nel piccolo un senso di impotenza e angoscia profonda verso il futuro.
La mente infantile non possiede gli strumenti cognitivi per gestire problemi di portata globale. I bimbi posti di fronte all’evidenza del disastro potrebbero reagire in maniera difensiva, chiudendosi in loro stessi.
L’alternativa scientificamente provata a questa narrazione di sostenibilità è l’approccio denominato eco-joy, gioia ecologica. Non presentiamo la via sostenibile come una serie di rinunce privative, alle quali non possiamo sottrarci se desideriamo evitare la fine del mondo. Descriviamo piuttosto un’opportunità per agire positivamente. Invece di dire che il pianeta sta morendo e dobbiamo fare sacrifici per salvarlo, sottolineiamo come abbiamo il superpotere di proteggere la vita. L’azione positiva genera speranza. Da quest’ultima può sorgere un impegno a lungo termine.
Le possibilità di impostare l’educazione alla sostenibilità in questo modo esistono. Selezioniamo con accuratezza i documentari che si occupano del tema; portiamo i più piccoli a visitare i musei verdi dedicati alla sostenibilità e all’educazione ambientale e insegniamo loro quanto sia importante prendersi cura della Terra attraverso attività mirate.
Possiamo chiedere ai bambini con buona manualità di costruirsi i propri giocattoli partendo da materiali di riciclo o realizzare, magari a quattro mani, strumenti musicali di riuso. I pastelli a cera, che molti scolari possiedono, sono un materiale al quale è molto facile dare una seconda vita.

Come spiegare la sostenibilità ai bambini attraverso la biofilia
Una metafora tra le più usate, quando si deve spiegare il concetto di sostenibilità a un bambino, è quella del barattolo di biscotti. Si chiede di paragonare mentalmente il pianeta Terra a un enorme barattolo di biscotti, tutti squisiti e graditi da chiunque. Se ne mangiamo troppi tutti assieme, per ingordigia, poi non ne rimarrà più nessuno, né per noi né per i nostri amici. Mangiarli in maniera sostenibile significa prendere solo quelli di cui abbiamo veramente bisogno, evitando di svuotare il barattolo, in maniera tale da lasciare sempre altri biscotti per chi viene dopo.
Prima di dare regole, serve insegnare l’amore. Il concetto di biofilia, introdotto dal biologo Edward Osborne Wilson, descrive la tendenza innata dell’essere umano a cercare connessioni, più o meno profonde, con la natura. La psicologia ambientale suggerisce che, prima di insegnare a riciclare, dobbiamo far innamorare i bambini del mondo naturale. Portarli nel bosco, osservare il lavoro delle formiche o accarezzare la corteccia di un albero sviluppa empatia ambientale: sarà più facile proteggere qualcosa che si ama davvero.
Lo sviluppo sostenibile ambientale: 5 azioni basate sulla scienza comportamentale
Trasformare la teoria in pratica richiede soltanto piccoli passi, compiuti però nella direzione giusta: che facciano sentire il bambino competente e autonomo. Quando avrà appreso l’importanza dell’ambiente e sperimentato quanto sia semplice rispettarlo, nel bene di tutti, sarà stato educato a dovere, in merito alla sostenibilità.
1. Il potere dei visual prompts per educare all’importanza di chiudere il rubinetto
Prima i bambini imparano a non sprecare acqua, meglio sarà. Il metodo migliore di istruirli a questo riguardo non è quello di prendersela con loro se lasciano il rubinetto aperto mentre lavano i denti, o se si dimenticano di chiuderlo a dovere quando hanno terminato di lavarsi le mani. È molto meglio sfruttare il principio di autodeterminazione, secondo il quale le persone sono più propense a eseguire un compito se sono loro stesse ad affidarselo.
Alla luce di ciò, possiamo ricorrere ai cosiddetti visual prompts, dei promemoria visivi che ricordino, a prima vista, ai bambini di eseguire un compito come quello di chiudere sempre il rubinetto del bagno quando non ne hanno bisogno. Un’idea per farlo è chiedere loro di disegnare una goccia d’acqua sorridente, su un foglio, e poi attaccare l’illustrazione accanto al lavandino. Ogni volta che useranno il rubinetto, vedranno il disegno e la goccia ricorderà loro di fare attenzione a non sprecare acqua.
La psicologia cognitiva e quella dell’età evolutiva hanno dimostrato che segnali visivi di questo tipo sono lo strumento più efficace per radicare un’abitudine: agiscono infatti come una spinta gentile, o nudge, e non risultano mai punitivi.
2. Il gioco del riciclo
Per massimizzare l’autonomia e il coinvolgimento, è possibile trasformare la raccolta differenziata in una missione speciale. Assegna al bambino il ruolo di Capitano del Riciclo, o quello di supereroe dell’ambiente, affidandogli il compito di smistare materiali preziosi (ovvero quelli riciclabili come carta, plastica o vetro) nei loro forzieri colorati. Questo lo responsabilizzerà giocando, rinforzando il suo senso di competenza e trasformando un dovere noioso in un divertente gioco di ruolo.
3. Le merende zero-waste
La riduzione dell’utilizzo della plastica passa anche per la scelta degli oggetti quotidiani. Quando decidi quale borraccia colorata (di alluminio!) acquistare e quale contenitore per la merenda affidargli, fallo assieme a lui. Mentre scegliete il prodotto che più gli piace, spiegagli che non si tratta di un utensile di poco conto, bensì di un valido accessorio per l’esploratore green che è in lui, il quale vuole scoprire il mondo senza impattare sull’ambiente.
Anche in questo caso, trasformare una commissione in un gioco, e approfittarne per renderla un’occasione utile a sottolineare quanto sia importante avere cura di quel che ci sta attorno, servirà a inviare un messaggio chiaro, senza imporlo.
4. Piantare un seme per sviluppare l’empatia
L’esperimento della lenticchia nel cotone è un classico intramontabile. Vedere la vita che nasce da un seme stimola il senso di cura. Quando un bambino si prende cura di una pianta, sperimenta direttamente il ciclo della vita e impara che la Terra risponde alle nostre attenzioni.
La piantumazione del legume nel cotone idrofilo si affronta praticamente in ogni scuola elementare. Il procedimento è estremamente semplice e si tratta di un’esperienza assolutamente a prova di bambino.
Si parte scegliendo un contenitore, che può tranquillamente essere un bicchiere, e si dispone del cotone sulla sua base. Poi si prendono alcune lenticchie secche e le si collocano sopra di esso, a distanza di circa 1 centimetro l’una dall’altra. Il cotone sarà inumidito con uno spruzzino immediatamente dopo la piantumazione e mantenuto umido. Nel giro di qualche giorno, sarà già possibile osservare i germogli e, volendo, piantare la lenticchia in terra. È importante inumidire il cotone e non inzupparlo, o si formeranno muffe.
5. Spegnere la luce per far riposare il pianeta
Anche riguardo all’energia, i visual prompts di cui abbiamo parlato nel paragrafo sull’educazione a non sprecare acqua funzionano benissimo. Un adesivo a forma di luna, o di lampadina stanca vicino all’interruttore, può aiutare il bambino a ricordarsi di spegnere la luce quando esce dalla stanza, interiorizzando al contempo il risparmio energetico come un atto di gentilezza verso il pianeta.
Tutte le cinque azioni che abbiamo elencato mediano la sostenibilità, veicolandola attraverso attività e compiti alla portata di un bambino. Non si fa mai riferimento all’effettiva gravità del surriscaldamento globale o dei rischi che correrà il pianeta se non eviteremo l’innalzamento delle temperature. Si insegnano temi importanti con leggerezza, piantando semi nelle abitudini dei più piccoli, che poi germoglieranno come le lenticchie nel cotone.

Risorse e attività divertenti: imparare giocando a casa e a scuola
Proseguendo sul solco che abbiamo appena tracciato, vediamo alcune semplici attività che possiamo proporre ai più piccoli per insegnare loro l’importanza del rispetto e della tutela del nostro pianeta.
- Riciclo creativo: dare vita a maracas usando barattoli di yogurt e semi; costruire portapenne con i rotoli di carta igienica o trasformarli in volti di personaggi con cui giocare; utilizzare le carte colorate dei cioccolatini per creare vestiti e accessori… sono numerosissimi gli oggetti che si possono creare a partire da scarti e rifiuti. Bastano un po’ di immaginazione e creatività.
- Libri e storie: i più piccoli adorano ascoltare storie. Perché allora non approfittarne leggendo loro qualcosa a tema ambiente e sostenibilità, come per esempio il celeberrimo Uomo che piantava gli alberi, di Jean Giono. Raccontare loro vicende di persone che amano la natura, la curano e la rispettano, trasmetterà esempi virtuosi che potrebbero ispirarli.
- L’Albero delle Promesse: ecco un interessante modo di trasmettere l’idea che la sostenibilità sia meritevole di essere celebrata e ricordata. In classe o a casa, disegnate un grande albero spoglio. Ogni volta che il bambino compie un gesto green, attaccate una foglia di carta con su scritto quanto abbia fatto e in che data, così da immortalare il suo impegno e convincerlo che dedicarsi all’ambiente sia qualcosa che vale davvero la pena di fare.

Il ruolo di tutti noi: piccoli gesti per grandi cambiamenti
Insegnare la sostenibilità non è un compito solitario. Quando il bambino vede i genitori, i nonni, gli insegnanti e i suoi pari età agire con coerenza, il messaggio diventa potente. Le piccole azioni quotidiane, se condivise, mostrate e/o raccontate, non sono più gocce nel mare, ma diventano un’onda capace di cambiare il corso del futuro. Chi ha a che fare con un bambino svolge il ruolo di educatore e deve insegnargli a diventare un adulto rispettoso del pianeta e dell’ambiente in cui vive.
Il miglior modo di insegnare non è attraverso le parole, bensì tramite i gesti. L’esempio è un grande maestro. Ciascuno di noi deve dare il suo, ai più piccoli e non solo. In questo focus abbiamo parlato di bambini e di come spiegare loro la sostenibilità, ma non si tratta degli unici individui che hanno bisogno di sentirsela raccontare. Anche chi è più cresciuto potrebbe non avere ben chiaro il concetto. Le conoscenze in tema sono in continuo incremento, ed è per questo motivo che sempre più numerosi atenei offrono corsi di laurea green, ma è la sensibilità di base che sembra ridursi.
Negli ultimissimi anni stiamo sperimentando una sorta di risacca. Dopo un periodo nel quale il tema ambientale era sulla bocca di tutti, oggi sembra essere passato in secondo piano. Ciò si deve all’attualità economica e geopolitica. Non abbiamo fatto in tempo a uscire dal tunnel della pandemia che siamo subito entrati in quello, ancor più oscuro, dei conflitti bellici in giro per il mondo. Se però l’oggi ci distrae, le generazioni di domani meritano di crescere nella consapevolezza della sostenibilità e sviluppare una sensibilità che permetta loro di proteggere il pianeta che li ospita.
Fonti e approfondimenti
Di seguito, alcuni rimandi alle fonti utilizzate nella stesura dell’articolo e, soprattutto, alle pagine nelle quali è possibile approfondire quanto trattato.
- Eco-ansia nei giovani: In uno studio dell’Università di Pavia datato 2004, gli accademici evidenziano l’attuale percezione del cambiamento climatico nelle nuove generazioni e sottolineano come siano numerosi i giovani italiani che soffrono di eco-ansia.
- Biofilia e benessere: Le ricerche di E.O. Wilson sulla connessione uomo-natura e i benefici psicologici hanno posto la base per una riscoperta del benessere dell’essere umano dovuto alla sua vicinanza al contesto naturale.
- Scienza del comportamento e Visual Prompts: Il Journal of Environmental Psychology ha analizzato l’efficacia dei promemoria visivi nel risparmio idrico ed energetico e posto in evidenza come i visual prompt possano aiutare molto nell’educazione dei più piccoli.




